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mercoledì 22 dicembre 2010

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper dicembre

Più gestori prevedono di aumentare rischio nel breve

* Più ottimismo per bond emergenti

* Aumenta peso materie prime, ciclici

MILANO, 22 dicembre (Reuters) - Portafogli stabili in vista della chiusura del 2010, ma il rischio è destinato ad aumentare con l'anno nuovo.

I gestori che hanno partecipato al sondaggio prenatalizio Reuters-Lipper continuano in larga parte a sovrappesare l'azionario e a sottopesare l'obbligazionario. La propensione al rischio è destinata tuttavia a salire con l'anno prossimo: si moltiplicano infatti quanti dichiarano di voler aumentare l'esposizione all'azionario nei prossimi tre mesi, riducendo parallelamente il peso del debito in portafoglio.

Un incremento che, in un orizzonte di breve periodo, dovrebbe riguardare tutte le piazze azionarie globali, quelle emergenti in misura leggermente maggiore.

L'indagine di dicembre, a cui hanno preso parte otto primari asset manager attivi in Italia, conferma la fotografia del mese scorso in termini di allocazione aggregata: l'equity continua a rappresentare poco meno del 52% degli attivi medi di un portafoglio bilanciato (il 51% se si considera la mediana), l'obbligazionario in media il 40,75% (40% con la mediana) e la liquidità un abbondante 6%. "L'idea di fondo è che vedremo un 2011 positivo per l'equity - come avvenuto nella seconda parte del 2010 - innanzitutto per motivazioni fondamentali", ha detto Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni citando valutazioni "non eccessive, in alcuni casi interessanti". L'abbondante liquidità sui mercati, assicurata dalle politiche accomodanti della principali banche centrali, e uno scenario obbligazionario più negativo, secondo il gestore, "sposteranno i flussi sul mercato azionario".

Le borse mondiali si preparano ad archiviare l'anno con guadagni poco superiori al 9% dopo l'oltre 30% del 2009, anno della ripresa dei mercati dopo il tracollo dovuto alla crisi economico-finanziaria. I listini emergenti ad oggi hanno registrato un rialzo di circa il 13,5% dopo il +74,5% dell'anno scorso.

Fra le piazze azionarie si conferma la preferenza per le borse emergenti e i listini del Vecchio Continente.

Anche se in Credit Suisse AM sgr, proprio nell'ultima settimana, "abbiamo iniziato a prendere profitto sui mercati emergenti perchè in chiave tattica crediamo ci sia spazio di crescita per i mercati occidentali, in particolare per quello europeo che attualmente tratta ad appena 10 volte gli utili prospettici", ha detto il senior portfolio manager Francesco Fonzi.

PIU' OTTIMISMO SU BOND EMERGENTI, CAUTELA SU AREA EURO

Dicembre vede alcuni modesti aggiustamenti sulla componente obbligazionaria dei portafogli: in attesa che vengano definiti gli ultimi tasselli della strategia della Banca centrale europea in risposta alle crescenti tensioni debitorie nei paesi periferici, aumenta il numero dei gestori underweight sui bond della zona euro, salendo a metà del campione.

"Siamo in fase di revisione per l'asset allocation del 2011 per l'incertezza in chiusura d'anno dal punto di vista della politica della Bce, in particolare per quanto riguarda gli Eurobond e il ruolo della Bce nell'acquisto dei titoli", dice Trivelli. "Vediamo un ruolo determinante della politica europea per uscire da questa crisi", aggiunge.

Una cautela, quella sull'obbligazionario dell'area euro, destinata in certi casi a essere riconfermata nei prossimi tre mesi: rispetto al mese scorso, infatti, qualche gestore pensa di ridurre l'esposizione alla regione ma anche il peso dei Treasury oltreoceano.

Le prospettive dell'obbligazionario per l'anno prossimo sono d'altra parte tutt'altro che rosee e molti asset manager entreranno nel nuovo anno con un portafoglio concentrato sulla parte breve della curva.

Con le crisi del debito sovrano dell'area euro, esplosa prima in Grecia e poi in Irlanda, Pioneer Investments ha ripensato la gestione globale dell'obbligazionario sottopesando i governativi dei paesi "core" per il rischio tassi e dando più spazio al credito. Per Fonzi, sempre di più la ricerca di rendimento sui mercati obbligazionari andrà fatta assumendosi un rischio maggiore e puntando quindi su corporate anche ad alto rendimento ("high yield"). Con il progressivo restringimento dei differenziali di rendimento con i titoli di stato (spread), anche l'appeal del credito si è affievolito e nel sondaggio spunta un fund manager che, nei prossimi tre mesi, pensa di ridurre l'esposizione alle emissioni societarie.

Nota positiva solo per il debito emergente: a dicembre aumenta infatti il numero dei gestori in sovrappeso sui bond asiatici, dell'America Latina e dell'Europa orientale.

SETTORE LEGATO A MATERIE PRIME IN CIMA ALLE PREFERENZE

L'allocazione per settori registra un ulteriore aumento dei sovrappesi sul comparto legato all'andamento delle materie prime, il preferito dalla maggior parte dei gestori.

Quello delle "commodity", secondo i gestori, è destinato a restare uno dei temi di investimento centrali l'anno prossimo.

"Le materie prime probabilmente continueranno a salire, con particolare favore per i metalli industriali (rame, alluminio, piombo) che hanno fatto complessivamente meno bene dei beni agricoli", osserva Fonzi.

Trivelli si aspetta "ancora un po' di volatilità sulle materie di base ma vediamo margini di apprezzamento", ha detto.

Aumenta il peso sul settore dei ciclici, mentre metà del campione continua poi a sottopesare bancari e immobiliare, sovrappesando industriali, IT e servizi ciclici.

La crisi irlandese, con la riesplosione delle tensioni legate al rischio sovrano nell'area euro, ha fatto tornare le banche nell'occhio del ciclone.

"I bancari sono stati penalizzati dalla crisi debitoria europea sia perchè detengono titoli di stato sia perchè la loro espansione è avvenuta proprio sui mercati dell'area euro e a quelli sono maggiormente esposti in termini di credito", spiegano da Pioneer Investments.

Sella Gestioni continua a favorire i consumi, non solo quelli dei paesi emergenti che gonfiano i fatturati degli esportatori europei, ma anche quelli delle aree core. L'asset management è invece tornato negativo sul settore finanziario da due mesi a questa parte.

"La crescita futura dei margini è limitata e l'applicazione di Basilea III comporterà aumenti di capitale", spiega Trivelli. "La concomitanza di questi due fattori comprimerà il Roe e questo è un fattore strutturalmente negativo".

La versione integrale di questa e altre ricerche sul sito www.lipperweb.com

PORTAFOGLI-Bond, con attese inflazione più volatilità curva 2011

MILANO, 22 dicembre (Reuters) - Il rischio inflazione non agita le notti dei gestori, rimanendo per il momento confinato ai paesi emergenti. Ma le aspettative di rialzo dei prezzi, che potrebbero iniziare a prendere corpo nella seconda metà dell'anno prossimo, imporranno una maggiore volatilità sulle scadenze lunghe dei mercati obbligazionari occidentali, condizionando le gestioni.

Ne sono convinti alcuni gestori che hanno partecipato al consueto sondaggio mensile Reuters-Lipper.

"Oggi l'inflazione non è il problema principale, anche perchè le banche centrali stanno agendo per contrastare il rischio di deflazione", ricorda Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni. "Ma nei paesi emergenti il tema dei prezzi sta diventando centrale, come ad esempio in Cina".

"Il vero pericolo è l'inflazione dei mercati emergenti", fa eco Francesco Fonzi, senior portfolio manager di Credit Suisse AM sgr, ricordando che in Cina l'inflazione è passata dall'1,5% del mese di gennaio (minimo di periodo), al 5,1% di novembre soprattutto per effetto del rincaro dei beni agricoli.

La politica restrittiva avviata a inizio 2010 nei paesi emergenti - e in Asia in particolare - secondo il gestore avrebbe dovuto concludersi con l'estate.

"Invece le evidenze dopo l'estate dimostrano che questa stretta monetaria non è stata sufficiente: ciò può costituire un elemento di preoccupazione per i paesi occidentali nella misura in cui una stretta ancora più robusta potrebbe imporre un rallentamento dell'economia a livello globale", osserva Fonzi.

POSSIBILE IRRIPIDIMENTO CURVA IN SECONDA PARTE 2011.

L'offerta abbondante di moneta della Federal Reserve e i sei mesi programmati di "quantitative easing" dovrebbero finire con l'alimentare pressioni al rialzo dei prezzi negli Stati Uniti, riportandoli "verso quel 3-4% che abbiamo visto nell'ultimo ciclo espansivo degli anni 2000", sottolinea Fonzi.

Le aspettative di inflazione inizieranno ad aumentare prima, in concomitanza con i primi passi di normalizzazione della politica monetaria e di ritorno alla crescita negli Stati Uniti.

"Presumibilmente, nella seconda parte dell'anno, si potrebbe assistere ad un irripidimento della curva dei rendimenti sia negli Usa che in Europa", ipotizza il gestore.

Anche per Pioneer Investments, dove già i portafogli sono scarichi di governativi delle due sponde dell'Atlantico, si tornerà a parlare di inflazione non prima del secondo semestre 2011.

"Forse questo sarà il tema nuovo del 2011: politiche monetarie così espansive che ci vuole poco perchè la gente cominci a credere che l'inflazione stia ricominciando a salire", dicono dall'asset manager del gruppo Unicredit (CRDI.MI: Quotazione). "Non si spiega altrimenti perchè il trentennale americano sia salito di circa un punto percentuale da settembre, con un movimento parallelo anche sul Bund nonostante la crisi del debito sovrano".

Un'opportunità operativa per chi, come Sella Gestioni, ha già iniziato a inserire nei portafogli titoli indicizzati all'inflazione, "anche in misura del 10-15%", come precisa Trivelli. "Funzionano da hedging al rischio di rialzo dei tassi di mercato sulla parte medio-lunga", aggiunge. La normalizzazione dei prezzi potrebbe non essere vista di cattivo occhio, considerata la recente esplosione dei debiti pubblici.

"Non mi aspetto politiche troppo permissive, ma potrebbe esserci un atteggiamento meno rigido del solito", ipotizza Trivelli. "Nel corso dell'anno mi aspetto di rivedere l'inflazione tornare in linea all'obiettivo del 2% della Bce, magari con qualche puntata sopra questo livello, specialmente se l'euro rimarrà piuttosto debole".

Il sondaggio integrale sull'asset allocation di dicembre sarà pubblicato oggi alle ore 15.

Ubi non rimborsa emissioni ma alza spread a favore investitori

MILANO, 22 dicembre (Reuters) - Il Gruppo UBI Banca (UBI.MI:Quotazione) non procederà al rimborso degli strumenti innovativi di capitale ancora in circolazione per 453,46 milioni di euro computati nel patrimonio di base e ne incrementerà lo spread a favore degli investitori a livelli allineati a quello di emissioni con caratteristiche sostanzialmente analoghe.

Lo comunica una nota della società in riferimento alle alle tre emissioni contraddistinte dai codici ISIN XS0123998394, XS0108805564 e XS0131512450. Ai detentori verrà riconosciuto un adeguamento dello spread a +594 bps a partire dalle date di call del 2011.

I titoli in questione sono: Banca Popolare di Bergamo Capital Trust con data della prima call 15 febbraio 2011; Banca Lombarda Preferred con data prima call 10 marzo 2010; e Banca Pop. Commercio e Industria Capital Trust con data prima call 27 giugno 2011.

domenica 19 dicembre 2010

Bank of America e Citigroup


PIMCO (Pacific Investment Management Co.) consiglia sul canale Bloomberg TV l'acquisto di due bond emessi da due banche americane che, a detta di Mark Kiesel, capo del Corporate Bond Management di PIMCO, saranno la rivelazione del prossimo anno. Tutto il settore bancario sarà, nel 2011, sotto i riflettori a seguito della prevista accelerazione dell'economia americana (PIMCO prevede una crescita tra il 3% ed il 3,5% del PIL americano).
Le due banche sono: Bank of America e Citigroup, di cui vedete i grafici a lato.
I prezzi dei bond emessi dalle due banche sono considerati molto attraenti in confronto a quelli dei bond emessi da qualsiasi altra banca nel panorama mondiale.
Bank of America ha venduto venerdì 1,5 miliardi di dollari di obbligazioni nella sua prima emissione da quattro mesi a questa parte.
Per approfondimenti andate su Bloomberg....

HistoryChannel_Pimco

Quants: The Alchemists of Wall Street (Marije Meerman, VPRO Backlight 2010)

UBI Banca: Fitch taglia il rating ad "A"

Fitch ha tagliato il rating di UBI Banca da "A+" ad "A" con prospettive stabili.
La decisione "riflette la continua pressione sulla redditività operativa di UBI Banca nell'attuale contesto".

Interessi Legali

Dal 1° gennaio 2011 il tasso d'interesse legale previsto dall'art.1284 del Codice Civile salirà di 50 bp portandosi all'1,5% in ragione d'anno in base al decreto del Ministero dell'Economia del 7 dicembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre.

lunedì 13 dicembre 2010

Eurostoxx 50......

"Lo Stoxx si è oggi appoggiato al POC importante (linea rossa) a 2844. Dopo essere stato per lungo termine un attrattore, questo livello (2844) ha fatto supporto oggi sulla discesa: il POC "sembra" che stia trasformandosi in repulsore."
Dal sito TheHawkTrader