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sabato 27 febbraio 2010
TRADING

Buon trading !



RAPPORTO SULLA SCUOLA
Da IlSole24Ore.com:
giovedì 25 febbraio 2010
BOND ENEL
- i titoli a tasso fisso avranno una cedola del 3,50%, un rendimento effettivo a scadenza del 3,52% e saranno emessi ad un prezzo pari al 99,89% del valore nominale.
- i titoli a tasso variabile avranno una cedola parametrata all’Euribor 6 mesi + uno spread di 73 punti base (prima cedola 1,693%) e saranno emessi ad un prezzo pari al 100% del valore nominale.
Enel tra l'altro ha aumentato l’offerta da due a 3 miliardi. L’ammontare complessivo emesso è pari a 2 miliardi di euro per le obbligazioni a tasso fisso, assegnate a 251.417 investitori, e a 1 miliardo di euro per quelle a tasso variabile, assegnate a 123.079 investitori.
Possiamo considerare chiuso il collocamento. Non provate più ad acquistarli sul MOT perchè tra commissioni e forte domanda iniziale rischiate di ridurre sensibilmente il rendimento. In teoria chi ne ha ottenute più di quelle che si aspettava può attendere qualche giorno dalla quotazione e poi vendere la quantità in eccesso.
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ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper febbraio 2010
* Confermato interesse equity, correzione da zona euro a Nord America, emergenti
* Interesse su ciclici, conferma per farmaceutici
* Attenzione per evoluzione debito periferia zona euro
MILANO, 25 febbraio (Reuters) - A febbraio i portafogli dei gestori in Italia restano in media pesati ancora a favore dell'equity, ma con qualche limatura: in particolare nella zona euro a favore del mercato nordamericano ed emergente, mentre si nota un lieve arrotondamento dell'obbligazionario (il numero dei partecipanti al sondaggio è perà cambiato a 8 da 9).
Restano popolari le emissioni corporate, mentre fra le restanti tipologie di debito è largamente sottopesato quello americano. A livello geografico si conferma l'interesse per le economie emergenti, ma c'è l'attenzione per la ripartenza degli Stati Uniti.
Sono queste alcune delle tendenze emerse per febbraio 2010 dal consueto sondaggio che Reuters-Lipper conduce fra i primari gestori attivi in Italia.
L'allocazione aggregata azionaria nel mese è pari al 46,88% del totale degli asset. Nel mese scorso, con un partecipante in più, era pari al 48,37%. E' allocato all'obbligazionario, mediamente, il 44,63% del patrimonio a febbraio contro il 42,0% di gennaio. I dati di mediana, che a gennaio vedevano un perfetto equilibrio, mostrano a febbraio leggera prevalenza del reddito fisso (vedere tabella inviata separatamente in rete).
Tendenza simile nel sondaggio Reuters realizzato presso 13 gestori dell'Europa continentale, che ampliate le posizioni su bond e liquidità e ridotte quelle in equity a 49,8% dal 51,2% di gennaio. I bond salgono al 37,4% dal precedente 36,8%.
Il mese ha visto notizie contrastanti sul fronte della ripresa globale, con movimenti per lo più laterali dell'azionario a livello mondiale tra timori per i conti pubblici della zona euro e buoni risultati sul fronte macro e societario negli Stati Uniti.
"Noi abbiamo mantenuto il sovrappeso sull'azionario che abbiamo da tempo", dice Sergio Bertoncini, strategist di Credit Agricole. "Abbiamo ribilanciato il portafoglio verso l'area nordamericana, riducendo un po' il sovrappeso sull'equity europeo. Con un sentiment un po' peggiorato, i fondamentali e i risultati del quarto trimestre negli Usa restano buoni, con molte sorprese positive: le aziende americane ora non solo tagliano i costi e battono le stime sui margini, il 70% di esse ha superato le stime anche sul fatturato".
Eurizon continua a preferire l'equity ai bond e a vedere spunti interessanti in prospettiva medio-lunga. "La nostra allocazione è stabile, siamo lunghi sull'equity e corti sui bond", conferma Alessandro De Carli, responsabile dei fondi quantitativi. "Crediamo che il ciclo stia dando segni di miglioramento specie in America e le valutazioni non sembrano care, malgrado il rally dello scorso anno. La reporting season è stata decisamente migliore delle attese sui dati di fine anno. Essenzialmente i trend di medio e lungo sui mercati rimangono positivi".
Non destano preoccupazioni le prospettive di una graduale exit strategy dalla fase degli stimoli pubblici: "La liquidità rimane abbondante, le banche centrali non dovrebbero alzare i tassi prima della seconda metà dell'anno o forse anche a fine anno", spiega Bertoncini.
In prospettiva, i cambiamenti di allocation sono visti marginali. "Eravamo già abbastanza lunghi sull'azionario europeo ed è possibile un ulteriore ribilanciamento, ma in generale manteniamo le posizioni", conclude Bertoncini.
Confermate le tendenze di settore, in Italia simili al resto d'Europa. "Unica cosa, siamo andati in sovrappeso sull'IT, su cui eravamo a benchmark", dice De Carli, "perché la correzione importante a gennaio-febbraio ha reso le valutazioni più interessanti. Gli utili continuano a migliorare e pensiamo che il settore possa essere sostenuto dal ciclo globale di investimenti in tecnologia".
Credit Agricole nel breve periodo vede spunti nei ciclici, "perché sono quelli che dovrebbero andare bene in una fase di ripresa. Nel lungo periodo ci piacciono settori come tlc e utility, che offrono un dividend yield interessante. I dividendi sono anche più visibili e stabili oggi di un anno fa, quando c'era poca visibilità sugli utili".
Resta maggioritario - a livello italiano così come continentale - il gradimento per i farmaceutici, largamente sovrappesati dai rispondenti al sondaggio.
Rispetto alle aree geografiche, i gestori confermano gli spunti interessanti offerti dai mercati emegenti, tenendo d'occhio sul versante domestico l'evoluzione della questione dei conti pubblici di alcuni paesi europei.
"L'Europa sembra frenata dai problemi di bilancio della Grecia ma anche di altri paesi periferici, tipo Spagna, Portogallo e Irlanda", spiega De Carli. "Questo fa sì che i tassi di crescita migliori per gli Stati Uniti siano pro-dollaro rispetto all'euro".
Eurizon conferma l'interesse per gli emergenti, "destinati a crescere molto più delle economie già sviluppate. Anche se dovranno affrontare problemi del punto di vista inflazionistico, secondo noi questo non avverrà nell'immediato". Dato lo sviluppo sostenuto, anzi, "un rialzo dei tassi non è di per sé una cosa così negativa per quei paesi".
Credit Agricole, afferma Bertoncini, all'interno della classe bond preferisce i titoli dell'area euro, "perché pensiamo che la Bce possa seguire più che anticipare i movimenti della Fed nel senso del rialzo dei tassi, e che quando drenerà liquidità lo farà in maniera meno aggressiva degli Usa".
mercoledì 24 febbraio 2010
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Buon trading !



martedì 23 febbraio 2010
CREDIT DEFAULT SWAP: LA FAVOLA CONTINUA
Questa è solo l'ultima novità, ovviamente tutta da verificare che sembra provenire da fonti ben informate, ovvvero dal cosidetto "New York Times" tedesco, il Frankfurter Allgemeine Zaitung, via NakedCapitalism di Yves Smith."(...)
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Continua e si intensifica il ribasso dei mercati azionari mondiali, con il Dow Jones che chiude a 10.282,4 (-0,97%) ed il Nasdaq a 2.213,44 (-1,28%). Anche il FTSE-MIB chiude in territorio negativo a 21.224 punti (-2,21%), trascinato verso il basso da Unicredit (-3,88%) e Fiat (-3,46%). Restiamo investiti ancora per il 40% circa (3 titoli in posizione short ed uno long) e perdiamo il 4,03%(il risultato poteva essere migliore se non fosse stato eseguito lo stop loss in macchina su Terna per pochi tick), nettamente meglio comunque dell'indice FTSE-MIB dal 14 gennaio 2010 (-10,94%), data di inizio del nostro cammino. Monitoriamo 4 titoli (2 bancari, 1 assicurativo ed un cementifero) che potrebbero virare pesantemente in negativo appena rotti i supporti. La volatilità a 20 sedute è attualmente pari allo 0,74% per il portafoglio e all'1,38% per l'indice FTSE-MIB. Il nostro indice, come previsto ieri, è stato respinto violentemente dalla media mobile a 200 periodi che passa per 21.756,90 punti e che fa da resistenza. Ecco un grafico del FTSE-MIB e le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. 


lunedì 22 febbraio 2010
TRADING




domenica 21 febbraio 2010
DEFLAZIONE, INFLAZIONE, DOLLARO E IMMOBILIARE: NUOVE LEGGENDE METROPOLITANE
Le leggende metropolitane, sono il risultato di credenze, nate dal passaparola, storie che affascinano, che acquistano credibilità, passando di visione in visione.
Mentre le leggende metropolitane urlavano ai quattroventi, alcuni mesi fa la fine del dollaro e l'evento prossimo dell'inflazione, Icebergfinanza, continuava a navigare controcorrente, spiegando ai propri lettori, perchè dollaro e inflazione non sarebbero esplosi. La verità è sempre più figlia del tempo, figlia di analisi della corrente.
Ovviamente la dinamica del dollaro è solo temporanea, la tentazione di ricorrere a svalutazioni competitive è enorme, questa è una guerra finanziaria.
venerdì 19 febbraio 2010
La Fed alza il tasso di sconto di un quarto di punto

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Ancora una giornata positiva per i mercati mondiali con il Dow Jones che chiude a 10.402,3 (+0,09%) ed il Nasdaq a 2.243,87 (+0,10%). Anche il FTSE-MIB archivia la quarta giornata positiva a 21.772,30 punti (+0,40%). Restiamo investiti ancora per il 50% circa (4 titoli in posizione short ed uno long) e perdiamo il 3,92%, nettamente meglio dell'indice FTSE-MIB dal 14 gennaio 2010 (-8,64%), data di inizio del nostro cammino. La volatilità a 28 sedute è attualmente pari allo 0,77% per il portafoglio e all'1,38% per l'indice FTSE-MIB. Ecco le due tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Buon trading !
giovedì 18 febbraio 2010
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Ancora una giornata positiva per i mercati mondiali con il Dow Jones che chiude a 10.392,9(+0,81%) ed il Nasdaq a 2.241,71 (+0,69%). Anche il FTSE-MIB archivia la quarta giornata positiva a 21.686,1 punti (+0,16%).
Restiamo investiti ancora per il 60% circa (5 titoli in posizione short ed uno long) e perdiamo il 3,64%, nettamente meglio dell'indice FTSE-MIB dal 14 gennaio 2010 (-9,00%), data di inizio del nostro cammino. La volatilità a 27 sedute è attualmente pari allo 0,78% per il portafoglio e all'1,40% per l'indice FTSE-MIB.
Ecco le due tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani.
Buon trading !



Non scherzate con la crescita
E sull'Italia:
Indicatori demografici in Italia
BOND ENEL: chiusura anticipata
La percentuale di riparto verrà comunicata 5 giorni dopo la chiusura dell'offerta, quindi venerdì 26 febbraio.
mercoledì 17 febbraio 2010
INFORMAZIONE SCORRETTA: La grande fuga dal debito pubblico USA
Si tratta solitamente di 5 bulloni, un martinetto a vite e uno svitabulloni. Per il resto, si tratta di un buco e di un cerchio intorno, un po’ come le famose caramelle alla menta di una volta.
Oppure, i più giovani ricorderanno la ciambella di Homer. Molto interessante, ancorchè drammatico. Già. Forse sarebbe stato opportuno dare un pochino di spazio ad una interessante news, ancora una volta in campo economico, di cui ci da’ notizia wallstreetitalia.Risulta infatti che Washington non sa più a chi rifilare i suoi titoli di debito. "(...)
Separazioni e divorzi in Italia
Nel 2007 risultano complessivamente 81.359 separazioni (+1,2 rispetto al 2006) e 50.669 divorzi (+2,3%), pari rispettivamente a 273,8 e a 170,5 ogni 100.000 persone coniugate residenti.
L’86,3% delle separazioni e il 78,3% dei divorzi si sono conclusi con il rito consensuale, richiedendo in media rispettivamente 153 e 165 giorni. I procedimenti esauriti, invece, con il rito contenzioso hanno impiegato mediamente 954 giorni per una sentenza di separazione e 682 giorni per quella di divorzio. Escludendo i procedimenti avviati in modo consensuale, il 73,3% delle richieste di separazione è stato presentato dalla moglie, mentre il 55,2% delle istanze di divorzio è stato presentato dal marito.
All’atto della separazione i mariti hanno mediamente 44 anni e le mogli 41, mentre al divorzio rispettivamente 46 e 42 anni. In particolare, il 16,6% delle separazioni e il 19,8% dei divorzi riguardano donne dai 50 in su, percentuali in crescita rispetto al 2000 (erano pari, rispettivamente, a 13,2% e 18,1%) anche per effetto della posticipazione delle nozze verso età più mature.
Risultano occupati circa l’85% dei mariti e il 65,5% delle mogli separatisi nel 2007; i coniugi occupati rappresentano rispettivamente l’86,1% e il 74,3% di coloro che hanno divorziato nel 2007.
La durata media dei matrimoni è pari a 14 anni per quelli conclusi in separazione e a 17 anni per le unioni coniugali terminate con la sentenza di divorzio. La quota di separazioni provenienti da matrimoni di durata superiore a 19 anni ha interessato il 26,5% delle coppie di coniugi separatisi nel 2007, mentre nel 2000 l’analogo valore era pari al 22,8%. È diminuita, invece, l’incidenza delle unioni coniugali terminate in separazione prima del quinto anniversario: nel 2000 rappresentavanoil 20,4% delle separazioni mentre nel 2007 sono scese al 16,8%.
I figli coinvolti sono 100.252 nelle separazioni e 49.087 nei divorzi. Il numero di figli minori di 18 anni è pari a 66.406 nelle separazioni e 25.495 nei divorzi. La progressiva applicazione della legge n.54 dell’8 febbraio 2006 ha comportato nel 2007 un forte aumento dell’affidamento condiviso, che è stato stabilito per il 72,1% dei figli affidati nelle separazioni (era il 38,8% nel 2006) e per il 49,9% nei casi di affidamento conseguente a divorzi (28% nel 2006). Nel 2007 il ricorso alla custodia esclusiva alla madre − che prima costituiva la tipologia di affidamento più ricorrente − è contestualmente diminuito, divenendo pari al 25,6% negli affidamenti disposti nelle separazioni e al 46,1% nei divorzi (rispettivamente 58,3% e 67,1% nell’anno precedente).
TRADING
Chiudiamo Italcementi (+4,90%) e Mediobanca (+2,26%) in trailing profit.
Restiamo investiti ancora per il 50% circa e perdiamo il 3,48%, nettamente meglio dell'indice FTSE-MIB dal 14 gennaio 2010 (-9,15%), data di inizio del nostro cammino. La volatilità a 26 sedute è attualmente pari allo 0,80% per il portafoglio e all'1,43% per l'indice FTSE-MIB.
Buon trading !



martedì 16 febbraio 2010
TRADING
La volatilità a 25 sedute è attualmente pari allo 0,81% per il portafoglio e all'1,39% per l'indice FTSE-MIB.
Ecco le due tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani.




















