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lunedì 31 maggio 2010

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper maggio 2010

* Conferma peso equity, ma si sposta da zona euro a Usa

* Ridimensionato peso bond zona euro

* Aumenta gradimento settori ciclici, non per bancari

MILANO, 31 maggio (Reuters) - I portafogli dei gestori reagiscono alla crisi della zona euro con uno spostamento - sia per l'equity che per i bond - verso i titoli di altri mercati. La crisi dei conti pubblici non ha però intaccato la fiducia nella ripresa economica globale, ancorata ai buoni fondamentali dell'economia reale.

Sono queste alcune delle tendenze emerse per maggio 2010 dal consueto sondaggio che Reuters-Lipper conduce fra otto gestori di primo piano in Italia.

Confermato il peso dell'allocazione azionaria al 48,0% in media, mentre la mediana mostra un ritocco in positivo a 47,0 da 46,5%. Scende di circa un punto e mezzo percentuale il peso dell'equity della zona euro, sia a livello di media che di mediana, compensato principalmente da un aumento del peso del Nord America. Invariato al 43,75% il peso medio dell'obbligazionaria, che però evidenzia un calo, dal 47,5% al 46,0%, a livello di mediana.

Nessun gestore ha in programma una riduzione del peso dell'equity. Un risultato che trova conferma nelle parole di Alessandro De Carli, responsabile dei fondi quantitativi di Eurizon. "Consolidamento della ripresa - soprattutto negli Stati Uniti - crescita degli utili societari e valutazioni contenute dopo l'ultima discesa dei mercati sono tre elementi per rimanere positivi sull'equity", spiega De Carli.

Della stessa idea Sergio Bertoncini, strategist di Amundi: "I fondamentali mostrano segnali positivi. Negli Usa abbiamo dati sorprendenti sull'occupazione, con revisioni al rialzo anche dei dati precedenti e i consumi sono andati bene nel primo trimestre".

Sul versante micro, prosegue Bertoncini, "va anche meglio: si è visto un miglioramento consistente del fatturato, le sorprese positive sono fortemente in crescita. Per le imprese europee cominciano gli effetti positivi non solo del ritorno alla crescita, ma anche del calo dell'euro".

Il deprezzamento della moneta unica nei prossimi trimestri potrebbe offrire secondo Bertoncini "un bilanciamento degli effetti del drenaggio di liquidità e delle misure di austerità", ma la domanda interna continuerà a soffrire, "visto che non c'è ancora il recupero dell'occupazione visto negli Usa".

Concorda De Carli, secondo cui "la risalita dei tassi è stata procrastinata dalla vicenda europea, la stretta fiscale dovrà essere controbilanciata a livello monetario". In prospettiva, visto anche che "c'è meno inflazione di quello che si pensava", per il gestore "le banche centrali occidentali terranno i tassi sui bassi livelli attuali per un periodo più lungo del previsto".

Nell'immediato, precisa ancora Bertoncini, pesa l'incertezza a livello politico, "in attesa di segnali più coordinati e di capire l'impatto delle politiche fiscali sulla crescita. Ci aspettiamo ancora volatilità nei mercati in Europa".

CAUTI SU BOND ZONA EURO, SELETTIVI SUI SETTORI

Nei portafogli dei gestori c'è meno debito pubblico della zona euro, in lieve aumento il peso di quello di altre aree geografiche, stabile il debito corporate. Eurizon conferma il "moderato sottopeso sul debito pubblico della zona euro in generale", ma resta più lunga su quello di Italia e Germania.

Torna a crescere l'interesse per i bond corporate, che "nelle ultime settimane hanno subito un allargamento degli spread", spiega Bertoncini. E se i valori "non sono paragonabili al dopo-Lehman", le aziende oggi "hanno ridotto il debito, aumentato la liquidità, gli utili stanno rimbalzando, sono visti come un'asset class meno rischiosa rispetto all'azionario e - per alcuni paesi - al debito sovrano".

Sui comparti si osserva una certa prudenza. Amundi ha ridotto il sovrappeso sui settori ciclici, dice Bertoncini, facendo "scelte più difensive vista la correzione forte". Eurizon conferma il sovrappeso sulle tlc, "per le valutazioni interessanti e perché è un comparto difensivo, ad alto flusso di cassa", spiega De Carli.

A Eurizon continua a piacere anche il settore IT, "secondo noi quello che meglio coglie il ciclo globale di investimento, soprattutto nei mercati emergenti", racconta De Carli, che conferma anche il gradimento per l'energia, "perché le valutazioni attuali non hanno seguito in toto l'apprezzamento del prezzo del petrolio". Gli effetti delle dinamiche valutarie, per De Carli fanno sì che in Europa "alcuni indici, come quelli sbilanciati verso l'export e l'industria, possono beneficiare dell'euro debole".

La versione integrale di questa e altre ricerche sul sito www.lipperweb.com

venerdì 28 maggio 2010

LA GIORNATA DI OGGI


L’indice Ftse/Mib chiude l’ultima seduta della settimana in calo dopo un avvio in moderato rialzo (-0,5% la performance da lunedì). La migliore del paniere è Ansaldo STS, rialzo prossimo all’1% per Davide Campari, per Telecom Italia che ha sfruttato l’upgrade di BofA-ML e per le utilities Terna e A2A. Cede terreno Finmeccanica nonostante la società abbia negato categoricamente di essere coinvolta nella costituzione di fondi neri. Venduta anche Saipem, male Buzzi mentre sono tendenzialmente deboli le banche.


L’indice EuroStoxx50 termina le contrattazioni in ribasso di circa lo 0,2% (+1,5% da lunedì), in
linea con l’andamento del resto d’Europa (fa eccezione Madrid in rialzo di circa l’1%) che ha visto peggiorare gli indici nel pomeriggio dopo la diffusione di alcuni dati macro Usa. Deboli i settori oil&gas e minerario, cedono terreno anche il comparto bancario ed assicurativo mentre resistono alle vendite il farmaceutico ed il retail. Tra i singoli titoli, pesante lo storno di Deutsche Boerse e CRH, in flessione Deutsche Bank, Intesa e Bnp. Segno più per le spagnole Santander e BBVA che si muovono in controtendenza.


Macroeconomia
In Italia i prezzi alla produzione sono saliti in aprile dell’1% su mese e del 3,1% su anno, massimo da ottobre 2008. In marzo erano cresciuti dello 0,5% m/m e dell'1,7% a/a. Negli Stati Uniti i redditi prsonali sono cresciuti dello 0,4% ad aprile, sotto le attese per un incremento dello 0,5% dopo il +0,3% di marzo. Invariata invece la spesa personale dopo lo 0,6% del mese precedente (il consensus era per un rialzo dello 0,3%). L'indice generale dell'attività dei direttori acquisto dell'area di Chicago è sceso a maggio a 59,7 da 63,8 di aprile; l'indicatore sullo stato di salute del manifatturiero del Midwest ha registrato un calo maggiore delle attese degli analisti che avevano
previsto un dato di 62. L'indice di fiducia dei consumatori Usa elaborato dall'Università del Michigan è salito a maggio a 73,6 da 73,3 di aprile; il dato è leggermente migliore delle attese degli economisti che convergevano su 73,3.

giovedì 27 maggio 2010

LA GIORNATA DI OGGI


L’indice Ftse/Mib chiude gli scambi con un balzo in avanti di circa il 4%, ampliando i guadagni sulla scia del rafforzamento del mercato azionario Usa. A sostenere il listino milanese soprattutto i finanziari: segnaliamo Intesa e Mps tra le banche, Generali e Mediolanum tra gli assicurativi (sulla compagnia triestina un trader cita la notizia su nuovi acquisti di titoli parte del Vicepresidente Vincent Bollorè). Tonica Fiat e anche Saipem.

L’indice EuroStoxx50 termina le contrattazioni con un progresso di oltre il 3%, in linea con le altre borse europee (bene soprattutto Milano, in calo Atene), sostenute anche dal buon avvio di Wall Street. I mercati sono stati rasserenati dalla smentita cinese alle indiscrezioni di una revisione degli investimenti del paese nel debito della zona euro. Tutti positivi i settori dello Stoxx europeo con quello assicurativo e auto che mostrano i migliori movimenti. A livello di single stocks, bene SocGen ed Intesa tra le banche, Axa e Aegon tra gli assicurativi.

Macroeconomia
In Italia la fiducia delle imprese è salita in maggio a 96,2 pts rispetto ai 95,9 di aprile, segnando l'ottavo rialzo consecutivo e il nuovo massimo dal giugno 2008. Il recupero è dovuto principalmente alla ulteriore diminuzione delle scorte di magazzino e al miglioramento dei giudizi sugli ordini e sulla domanda in generale; diminuiscono leggermente le aspettative di produzione. In Francia la fiducia dei consumatori si è indebolita in maggio per il quarto mese consecutivo, segnando -38 pts, da -37 di aprile, in line con le attese, con l’indice ai minimi da maggio 2009. Negli Stati Uniti il dato finale del Pil relativo al primo trimestre ha evidenziato una crescita del 3%, contro il 3,2% del dato preliminare e ad un consensus per un rialzo al 3,4%. Sempre negli Usa, le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione si sono attestate a 460 mila unità, rispetto alle precedenti 474 mila e ad attese pari a 455 mila.

TRADING



Siamo scarichi e non abbiamo individuato alcun titolo da monitorare domani. Troppo rischioso, in questa fase andare long, meglio attendere conferme e punti di massimo da superare. Sopra trovate le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività: abbiamo effettuato 85 operazioni (31 long e 54 short) di cui 85 concluse. Di queste il 28% è andato a target (con un guadagno medio di 602,20 Euro) il 72% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 230,63). Il profit factor è 2,54.

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




mercoledì 26 maggio 2010

LA GIORNATA DI OGGI


L’indice Ftse/Mib archivia la seduta in rialzo del 2,15%, in linea con il buon andamento delle principali borse europee e di Wall Street che beneficiano dei forti acquisti su titoli penalizzati nei giorni scorsi e dei buoni dati macro Usa diffusi nel pomeriggio. Forti rialzi su quasi tutto il listino, in particolare per Banco Popolare, Bulgari, Cir, Exor, Luxottica, Prysmian, Autogrill, Saipem, Stm, Tenaris e Unipol. Deboli invece Ansando, Geox, Snam Rete Gas e Ubi Banca.
L’indice EuroStoxx50 termina gli scambi in rialzo dell’1,81%, con le borse europee che recuperano parte delle perdite di ieri ampliando i guadagni nel pomeriggio dopo l’uscita di dati macro Usa positivi su beni durevoli e vendita di nuove case. In deciso rialzo i titoli finanziari e Carrefour, Lvmh, Nokia, Repsol, Saint-Gobain, Siemens, Total, Vinci, Daimler, Philips, Vivendi e Schneider. Negative Allianz, Santander e Telefonica.
Il Dow Jones a mezz'ora dalla chiusura vira in negativo a 9.995 pts (-0,53%) ed il Nasdaq a 2.201 pts (-0,4%). Entrambi gli indici stanno perdendo gradualmente nel finale, contrariamente a quanto è avvenuto ieri sera.
Macroeconomia
In Germania l'indice Gfk sulla fiducia dei consumatori diffuso stamane e relativo a giugno mostra un leggero deterioramento rispetto a maggio passando a 3,5 pts da 3,7, un decimo sotto il consensus degli analisti.
Negli Stati Uniti gli ordinativi di beni durevoli sono risultati ad aprile in rialzo del 2,9%, rispetto al calo dell’1,20% del mese precedente, ed oltre il doppio delle attese medie degli analisti ferme a +1,30%. La Mortgage Bankers Association ha comunicato che l'indice che misura le nuove richieste di mutui ipotecari si è attestato la scorsa settimana a 633,5 pts (+11,3%). Le vendite di nuove case sono aumentate ad aprile piu' delle attese, toccando i massimi da quasi 2 anni con un incremento del 14,8% a 504 mila unita', contro quello di 439.000 registrato il mese precedente. Gli analisti si attendevano un incremento limitato a 430 mila unita'.

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB


TRADING





Manteniamo Lottomatica in portafoglio, ma non apriamo nuove posizioni, in attesa che si stabilizzi una direzionalità. Sopra trovate le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività: abbiamo effettuato 85 operazioni (31 long e 54 short) di cui 84 concluse. Di queste il 29% è andato a target (con un guadagno medio di 602,20 Euro) il 71% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 228,08). Il profit factor è 2,64.

martedì 25 maggio 2010

LA GIORNATA DI OGGI


Borse

L’indice Ftse/Mib archivia la seduta in forte calo (-3,4%), con le borse europee e Wall Street affossate dai rinnovati timori per la situazione debitoria dell’Area Euro e le conseguenti pesanti manovre di risanamento dei conti pubblici che potrebbero minare la ripresa, dalle pressioni sul setttore bancario dopo il salvattaggio della spagnola Cajasur e dalle tensioni geopolitiche tra le 2 Coree (...).
Pesanti perdite per i titoli finanziari e per Bulgari, Exor, Finmeccanica, Fiat, Impregilo, Prysmian, Buzzi Unicem, Saipem, Stm e Tenaris. Nessun titolo chiude positivo.
L’indice EuroStoxx50 termina gli scambi in forte calo (-2,58%), con le borse europee ai minimi da 9 mesi che continuano a risentire della debolezza del settore bancario, sotto pressione per i timori che la crisi del debito della Zona Euro possa frenare la crescita globale e per le preoccupazioni sullo stato di salute del setttore finanziario europeo. Oltre ai bancari, pesanti perdite vengono riportate da Alstom, Repsol, Vinci, Saint-Gobain, Daimler, Philips, Schneider e Vivendi. Nessun titolo positivo.
Il Dow Jones chiude a 10.043,7 pts (-0,23%) ed il Nasdaq a 2.210,95 pts (-0,12%). Entrambi gli indici hanno recuperato pero' fortemente nel finale.


Macroeconomia
Secondo i dati Istat, in Italia le vendite al dettaglio hanno registrato in marzo un incremento dello 0,5% su mese ed un rialzo del 2,9% su anno. Per febbraio è stato confermato con un incremento dello 0,1% su mese e un calo dello 0,4% su anno. Cala a 105,4 pts la fiducia dei consumatori registrata dall’Isae in maggio, rispetto ai 107,90 del mese precedente e ai 107 attesi dagli analisti. Pesano le tensioni sui mercati internazionali innescate dalla crisi finanziaria della Grecia. In Area Euro gli ordinativi industriali mostrano a marzo una crescita del 5,2% su mese (+1,9% in febbraio) ed un balzo del 19,8% rispetto ad un anno fa (+12,5%). I dati sono nettamente superiori alle attese, pari rispettivamente a +2% m/m e +14,6% a/a.
Negli Stati Uniti l'indice S&P/Case Shiller che misura il prezzi delle case nelle principali 20 aree metropolitane è salito a marzo del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2009, appena sotto le attese degli analisti ferme a +2,4% ma superiore al dato precedente pari a +0,6%. La fiducia dei consumatori è salita a maggio a 63,3 pts dai precedenti 57,9, sopra le attese degli analisti che indicavano un rialzo a 59 pts.

TRADING





Abbiamo un solo titolo in portafoglio, perchè abbiamo ignorato molte rotture a causa dei gap che si sono aperti all'inizio delle contrattazioni. Vendiamo allo scoperto Lottomatica, mantenendo ferrea disciplina nel rispettare stop loss e target. Sopra trovate le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività: abbiamo effettuato 85 operazioni (31 long e 54 short) di cui 84 concluse. Di queste il 29% è andato a target (con un guadagno medio di 602,20 Euro) il 71% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 228,08). Il profit factor è 2,64.

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




lunedì 24 maggio 2010

TRADING



Dopo più di una settimana di assenza ed avendo perso, per oggettivi motivi, qualche opportunità che si è venuta a creare nei giorni scorsi a causa dell'aumento della volatilità, proviamo a fare il punto della situazione e ad impostare una strategia d'attacco.
Gli indici anche oggi hanno approfondito i ribassi: il Dow Jones segna 10.066 punti (-1,24%) ed il Nasdaq 2.213,55 punti (-0,69%). Il FTSE-MIB perde l'1,92% a 19.030,4 punti. Siamo flat ed attendiamo nuove rotture per titoli che si stanno rivelando molto deboli. Sopra trovate una tabella con i titoli da monitorare domani ed un grafico aggiornato del FTSE-MIB.

mercoledì 12 maggio 2010

TRADING


Giornata di consolidamento sui nuovi livelli di prezzo: il Dow Jones chiude a 10.896,9 punti (+1,38%) ed il Nasdaq a 2.425,02 punti (+2,09%). Il FTSE-MIB guadagna lo 0,74% a 21.029,4 punti. Restiamo ancora flat in attesa di capire quale direzione prenderà il mercato, anche a costo di perdere delle occasioni.

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




martedì 11 maggio 2010

TRADING

Giornata, come da copione, in cui prevalgono i realizzi dopo l'esplosione di ieri: il Dow Jones chiude a 10.748,2 punti (-0,34%) ed il Nasdaq a 2.375,31 punti (+0,03%). Il FTSE-MIB guadagna lo 0,96% a 20.874,6 punti. Restiamo ancora flat in attesa di capire quale direzione prenderà il mercato.

ASTA BOT META' MAGGIO


Il Tesoro continua ad accedere con facilità al mercato dei capitali ma il costo di finanziamento tende a salire. Questo emerge dall'asta BoT di oggi con cui il ministero dell'Economia ha piazzato sul mercato 5,5 miliardi di BoT annuali, riscuotendo un grande successo di domanda. Le richieste infatti hanno superato i 10 miliardi di euro raggiungendo livelli (1,83 il rapporto domanda/offerta) che non si vedevano da diversi mesi a questa parte. Un pò meno confortanti, per il Tesoro, le notizie sul fronte dei tassi, visto che il rendimento lordo dell'annuale è salito di oltre mezzo punto all'1,44% lordo, raggiungendo i massimi da febbraio 2009. Ad acquistare sono stati ancora una volta i fondi e soprattutto le tesorerie mentre il retail continua a mostrarsi scettico verso i bond a breve termine del Tesoro. Malgrado il rialzo di oggi, il rendimento netto del BoT annuale, al netto di tasse e commissioni, resta inferiore all'1%, attestandosi, secondo i calcoli dell'Assiom, allo 0,961 per cento.

lunedì 10 maggio 2010

TRADING






Rientra la speculazione dopo le decisioni prese in Europa nel week end: a meno di mezz'ora dal termine delle contrattazioni il Dow Jones segna 10.727 punti (+3,34%) ed il Nasdaq a 2.359 punti (+4,13%). Il FTSE-MIB guadagna il 9,71% a 20.675,7 punti, segnando il suo maggior rialzo di sempre. Restiamo flat in attesa di capire quale direzione prenderà il mercato. Sopra trovate un grafico del FTSE-MIB e le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività: abbiamo effettuato 84 operazioni (31 long e 53 short) di cui 84 concluse. Di queste il 29% è andato a target (con un guadagno medio di 602,20 Euro) il 71% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 228,08). Il profit factor è 2,64.

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




venerdì 7 maggio 2010

TRADING






Ancora piu' giù con una volatilità spaventosa e ancora a colpi di speculazione: il Dow Jones chiude a 10.379,4 punti (-1,33%) ed il Nasdaq a 2.265,64 punti (-2,33%). Il FTSE-MIB perde il 3,27% a 18.846 punti. Restiamo investiti per il 20% circa pichè molti titoli sono stati riacquistati in trailing stop a causa dell'eccessiva volatilità. Sopra trovate un grafico del FTSE-MIB e le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività: abbiamo effettuato 84 operazioni (31 long e 53 short) di cui 82 concluse. Di queste il 30% è andato a target (con un guadagno medio di 593,90 Euro) il 70% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 229,14). Il profit factor è 2,59.

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




RESPOSABILITA' CIVILE DEL PADRE DI FAMIGLIA

Prima leggetevi questo articolo apparso su Il Corriere della Sera:

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«Mio figlio tredicenne in bici investì un’anziana: ora finiremo sul lastrico»
Il ragazzino era in gita con l'oratorio. La donna perse la vita. Il padre: costretto a risarcire 200 mila euro

MILANO - Nell'estate del 2002, Daniel aveva tredici anni. Durante una gita con l'oratorio feriale sull'alzaia del Naviglio Grande, urtò con la sua bicicletta quella di Miranda Gurgo, 71 anni, che procedeva in senso opposto. L'anziana cadde nel canale e, dopo un anno di coma, morì. Oggi Daniel e la sua famiglia rischiano di finire sul lastrico. Il Tribunale ha infatti ritenuto i genitori di Daniel, Claudio e Angela Pedrazzoli, colpevoli per non aver dato al figlio «un'educazione adeguata» e li ha condannati a risarcire con 200 mila euro la famiglia della signora Miranda.
Qualche giorno fa è arrivato l'avviso di precetto: se la coppia non pagherà entro dieci giorni almeno una parte del risarcimento, si arriverà al pignoramento della loro casa. Claudio e Angela sono disperati. «Abbiamo già avuto 17 mila euro di spese legali. La banca non ci garantisce un prestito, forse dovremo fare un'ipoteca» spiega Claudio, 48 anni, che è impiegato in una ditta di soccorso stradale. Sua moglie Angela, 50 anni, lavora come colf. Poi c'è Daniel, 20, che ha un impiego precario in un call center e Luca, 15 anni, studente. «Mi chiedo come possiamo essere considerati noi i responsabili di quanto accaduto— accusa Claudio —. Quel giorno avevamo affidato nostro figlio al parroco, firmando un'autorizzazione e la gita era coperta da un'assicurazione. In quel momento non potevamo controllare nostro figlio, avevamo delegato altri a farlo, è da parte loro che c'è stata una mancanza».
Secondo il giudice però, «l'affidamento del minore alla custodia di terzi solleva il genitore dalla presunzione di colpa in vigilando ma non da quella di colpa in educando». Insomma, anche se non sono presenti, i genitori rimangono «comunque tenuti a dimostrare di avere impartito al minore stesso un'educazione adeguata a prevenirne comportamenti illeciti». La manovra di sorpasso di Daniel dimostrò un «mancato rispetto delle regole di civile convivenza». Da qui la condanna in solido della famiglia Pedrazzoli e del Parco del Ticino, gestore della pista ciclabile del Naviglio Grande, in quel tratto priva di protezioni.
Oggi la pista è chiusa e il Parco ha liquidato parte del risarcimento. «Noi non abbiamo tutti quei soldi. Se perderemo la casa andremo a dormire in parrocchia: dopo l'incidente ci hanno lasciati soli» accusa Claudio. Nell'estate del 2002, Daniel frequentava l'oratorio feriale della parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice di via Ferrera. La pedalata da Milano a Magenta era stata organizzata dal parroco, Don Giovanni Fumagalli. All'altezza di Robecco sul Naviglio, l'incidente. "Anch'io sono rimasto allibito quando ho saputo della condanna — racconta Don Giovanni— E' vero, con la famiglia ci siamo persi di vista, ma li ricontatteremo. Abbiamo un'assicurazione che copre le nostre manifestazioni. Perché punire un ragazzo per quella che fu una fatalità?".
Giovanna Maria Fagnani
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Fa parte di un'oculata gestione dei risparmi anche coprirsi con polizze assicurative adeguate a tutelare il patrimonio familiare che, come visto sopra, puo' svanire in un attimo.
Per coprirsi da rischi simili basterebbe stipulare una Polizza di Responsabilità Civile per fatti della vita privata. Sapete quanto costa ? Meno di 40 Euro l'anno e copre tutto il nucleo familiare, in tutto il mondo. Ne vale la pena ?

giovedì 6 maggio 2010

TRADING






Ancora piu' giù con una volatilità spaventosa, ancora a colpi di speculazione: il Dow Jones chiude a 10.519,7 punti (-3,21%) ed il Nasdaq a 2.319,64 punti (-3,44%). Il FTSE-MIB perde il 4,31% a 19.483,9 punti. Restiamo investiti per l'80% circa. Per la prima volta dall'inizio dell'anno il rendimento del nostro portafoglio diventa positivo, con una differenza rispetto all'indice di quasi il 19% a fronte di una volatilità che è perfettamente la metà. Sopra trovate un grafico del FTSE-MIB e le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività: abbiamo effettuato 84 operazioni (31 long e 53 short) di cui 76 concluse. Di queste il 24% è andato a target (con un guadagno medio di 624,5 Euro) il 76% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 229,14). Il profit factor è 2,73.

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




mercoledì 5 maggio 2010

Decreto Bersani sulla portabilità dei mutui

Rispondo ad una domanda che mi è stata rivolta sulla convenienza o meno di variare oggi il tasso di un mutuo.

Se hai un mutuo a tasso fisso su 30 anni al 4,9166% la risposta d'istinto che mi viene in mente è TIENITELO così com'è ! Perchè ?

Premesso che la scelta della tipologia di tasso dipende da situazioni individuali, obiettivamente un tasso fisso a questo livello oggi è difficile da ottenere (vedi l'Osservatorio dei tassi). Sulla durata 30 anni l'IRS è pari al 3,52% a cui deve essere aggiunto lo spread che è il guadagno della Banca. Se si prende il 4,9166% e si sottrae l'IRS resta uno spread dell'1,40% circa, che sulla durata 30 anni è un signor spread (oggi la media è dell'1,60% e dipende dal Rating del debitore che a sua volta dipende da diverse variabili: redditi, nucleo familiare, impegni finanziari su sistema, rapporto tra mutuo e valore dell'immobile....). Trovare oggi un tasso fisso più basso è molto difficile anche se non impossibile (es: ING fa il mutuo Arancio al 5,14% , CheBanca al 5,24% ... su pari durata !). Tra l'altro, trattandosi di un mutuo in ammortamento, non tutte le Banche lo surrogano con copertura dal rischio tasso, perchè la copertura crea problemi in caso di surroga (e soprattutto lo spread non sarebbe competitivo).

La surroga - così come prevede il decreto Bersani - è a costo ZERO per il cliente. Tutte le spese (perizia, notaio, istruttoria) sono a carico della Banca Attiva. Si surroga il debito residuo, nè un Euro in più, nè un Euro in meno. Ed è questo il motivo per cui è difficile surrogare il mutuo con un nuovo mutuo con CAP (cioè con copertura dal rischio tassi).

Cosa faranno i tassi nei prossimi anni ? Probabilmente per 18/24 mesi circa saranno a questi livelli o comunque molto simili. Poi, per forza, inizieranno a salire gradualmente per riportarsi al livello considerato adeguato dalla BCE (cioè quello compatibile con un'inflazione al 4%) tra il 3% e il 5%.

Ecco il sito ufficiale dell'Euribor. L'Euribor a 3 mesi comincia ad indicare una certa tendenza al rialzo, seppure blanda e si colloca allo 0,668%, più alto rispetto ai minimi di circa un mese fa (0,642%). Oggi un variabile di tutto rispetto sulla durata dei 30 anni è circa il 2,50% che si alza ad un 2,7% se c'è la copertura dal rischio tassi. Molto allettante, ma con una prateria aperta verso il rialzo. Il CAP potrebbe fissare un tetto massimo alla risalita dei tassi, ma in giro le coperture sono vicine al 5,50% e non tutte sono compatibili con la surroga.

La domanda che mi farei è: la rata che pago adesso è sopportabile ? Se ho contratto il mutuo al tasso fisso del 4,9166% probabilmente lo era e lo è tutt'ora. Il tasso, in termini assoluti, è così esagerato ? Secondo me no. Non è sostenibile un tasso prossimo allo zero. Il 4,9166% non è il 7% o il 10% o il 15%. E' veramente "onesto" e nel tempo una rata del genere si diluisce rispetto al reddito.
Secondo me si potrebbe fare un tentativo presso la propria Banca e rinegoziare il tasso cercando di limarlo di qualche decimo di punto. E' molto difficile, ma provare non nuoce, soprattutto con la minaccia di una surroga (la Banca "potrebbe" fare un'offerta migliorativa). Non si incorre in costi perchè la rinegoziazione del tasso non prevede un nuovo atto di mutuo, ma una modifica di una condizione accessoria del contratto di mutuo.
Spero di essere stato d'aiuto a molti.

DATI MACRO: ITALIA