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venerdì 7 maggio 2010

RESPOSABILITA' CIVILE DEL PADRE DI FAMIGLIA

Prima leggetevi questo articolo apparso su Il Corriere della Sera:

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«Mio figlio tredicenne in bici investì un’anziana: ora finiremo sul lastrico»
Il ragazzino era in gita con l'oratorio. La donna perse la vita. Il padre: costretto a risarcire 200 mila euro

MILANO - Nell'estate del 2002, Daniel aveva tredici anni. Durante una gita con l'oratorio feriale sull'alzaia del Naviglio Grande, urtò con la sua bicicletta quella di Miranda Gurgo, 71 anni, che procedeva in senso opposto. L'anziana cadde nel canale e, dopo un anno di coma, morì. Oggi Daniel e la sua famiglia rischiano di finire sul lastrico. Il Tribunale ha infatti ritenuto i genitori di Daniel, Claudio e Angela Pedrazzoli, colpevoli per non aver dato al figlio «un'educazione adeguata» e li ha condannati a risarcire con 200 mila euro la famiglia della signora Miranda.
Qualche giorno fa è arrivato l'avviso di precetto: se la coppia non pagherà entro dieci giorni almeno una parte del risarcimento, si arriverà al pignoramento della loro casa. Claudio e Angela sono disperati. «Abbiamo già avuto 17 mila euro di spese legali. La banca non ci garantisce un prestito, forse dovremo fare un'ipoteca» spiega Claudio, 48 anni, che è impiegato in una ditta di soccorso stradale. Sua moglie Angela, 50 anni, lavora come colf. Poi c'è Daniel, 20, che ha un impiego precario in un call center e Luca, 15 anni, studente. «Mi chiedo come possiamo essere considerati noi i responsabili di quanto accaduto— accusa Claudio —. Quel giorno avevamo affidato nostro figlio al parroco, firmando un'autorizzazione e la gita era coperta da un'assicurazione. In quel momento non potevamo controllare nostro figlio, avevamo delegato altri a farlo, è da parte loro che c'è stata una mancanza».
Secondo il giudice però, «l'affidamento del minore alla custodia di terzi solleva il genitore dalla presunzione di colpa in vigilando ma non da quella di colpa in educando». Insomma, anche se non sono presenti, i genitori rimangono «comunque tenuti a dimostrare di avere impartito al minore stesso un'educazione adeguata a prevenirne comportamenti illeciti». La manovra di sorpasso di Daniel dimostrò un «mancato rispetto delle regole di civile convivenza». Da qui la condanna in solido della famiglia Pedrazzoli e del Parco del Ticino, gestore della pista ciclabile del Naviglio Grande, in quel tratto priva di protezioni.
Oggi la pista è chiusa e il Parco ha liquidato parte del risarcimento. «Noi non abbiamo tutti quei soldi. Se perderemo la casa andremo a dormire in parrocchia: dopo l'incidente ci hanno lasciati soli» accusa Claudio. Nell'estate del 2002, Daniel frequentava l'oratorio feriale della parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice di via Ferrera. La pedalata da Milano a Magenta era stata organizzata dal parroco, Don Giovanni Fumagalli. All'altezza di Robecco sul Naviglio, l'incidente. "Anch'io sono rimasto allibito quando ho saputo della condanna — racconta Don Giovanni— E' vero, con la famiglia ci siamo persi di vista, ma li ricontatteremo. Abbiamo un'assicurazione che copre le nostre manifestazioni. Perché punire un ragazzo per quella che fu una fatalità?".
Giovanna Maria Fagnani
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Fa parte di un'oculata gestione dei risparmi anche coprirsi con polizze assicurative adeguate a tutelare il patrimonio familiare che, come visto sopra, puo' svanire in un attimo.
Per coprirsi da rischi simili basterebbe stipulare una Polizza di Responsabilità Civile per fatti della vita privata. Sapete quanto costa ? Meno di 40 Euro l'anno e copre tutto il nucleo familiare, in tutto il mondo. Ne vale la pena ?

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