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venerdì 29 ottobre 2010

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper ottobre 2010

* Equity ai massimi da inizio crisi dei mutui subprime

* Bond a livelli più bassi da estate 2009

* Più sovrappeso servizi ciclici, materie prime preferite

MILANO, 29 ottobre (Reuters) - Aumenta il rischio nei portafogli d'autunno: in un mese in cui ha tenuto banco il dibattito su una nuova tornata di "easing quantitativo" da parte della Federal Reserve e le borse mondiali hanno toccato i massimi dell'anno, l'azionario è tornato a rappresentare la metà degli asset medi investiti per la prima volta dall'inizio della crisi dei mutui subprime.

Secondo il consueto sondaggio condotto mensilmente da Reuters-Lipper fra otto primari gestori attivi in Italia, l'azionario è salito in media al 50,6% dal 48,75% di settembre (al 50% secondo i dati di mediana). Parallelamente, l'investimento medio nell'obbligazionario ha subìto un forte ridimensionamento, scendendo al 41,6% dal 43,25% (42,5% dal 46% con la mediana), livelli che non si vedevano dall'estate dell'anno scorso.

MAGGIORANZA DEI GESTORI SOVRAPPESA AZIONARIO

Sei gestori su otto si posizionano ad ottobre in sovrappeso sull'equity e due dichiarano che intendono aumentare l'esposizione alle borse nei prossimi tre mesi, "mettendo al lavoro" la liquidità in portafoglio, che già questo mese si è ridotta al 5,5% dal 6,5% di settembre.

Come fanno notare da Pioneer Investments, le ragioni di un simile spostamento vanno inquadrate soprattutto nella ricerca di rendimento in un contesto in cui, pur tenuto conto della diversa rischiosità fra azionario e obbligazionario, è più difficile trovare valore aggiunto nel reddito fisso.

Dopo aver ridotto a un leggero sottopeso l'esposizione alle borse a giugno e luglio, complici i timori per il rischio sovrano nell'area euro, Pioneer si è riportato gradualmente a benchmark nei mesi successivi e adesso è in sovrappeso.

"Abbiamo tolto quello che geograficamente era un sottopeso europeo, riportando l'azionario di quest'area a benchmark", spiegano nella sgr controllata da Unicredit.

Eurizon Capital sgr mantiene sull'equity una posizione neutrale "ma con un bias positivo".

"Non crediamo nell'ipotesi di un double dip e le valutazioni rimangono apprezzabili; permangono tuttavia elementi di incertezza nel breve, per esempio gli effetti del QE2 e delle elezioni americane di midterm", ha detto il gestore Alessandro De Carli.

La prossima sarà una settimana cruciale negli Stati Uniti: oltre alle elezioni di metà mandato, si riunisce la Fed e verranno diffusi gli indici Ism manifatturiero e non.

Se ormai il mercato sconta la prospettiva che la Fed stampi nuovo denaro per acquistare altri titoli di stato e tenere bassi i tassi, la riunione del 2-3 novembre sarà l'occasione per chiarire l'entità e le tempistiche dello stimolo.

BOND: A CACCIA DI VALORE CON PERIFERICI E CORPORATE

Sul fronte obbligazionario, cinque su otto gestori continuano a sottopesare i governativi statunitensi e del Regno Unito, mentre metà del campione resta sovrappesato sulle emissioni societarie. La stragrande maggioranza dei partecipanti, inoltre, si dichiara a benchmark sul reddito fisso dall'area euro.

"I governativi rappresentano il nostro maggiore sottopeso e tra i periferici e i corporate preferiamo i corporate", fanno sapere da Pioneer.

Titoli di stato in sottopeso anche da Eurizon sgr dove si punta, viceversa, sulle emissioni societarie, soprattutto "investment grade". La view è più articolata per i periferici: piace l'Italia mentre, sugli altri paesi, la posizione è più neutrale e opportunistica.

"Stiamo aumentando l'esposizione all'obbligazionario dei paesi emergenti perchè i rendimenti sono più interessanti, perchè sono paesi in cui la crescita dovrebbe consolidarsi e perchè, così facendo, indirettamente ci giochiamo le valute di questi paesi contro euro", ha detto De Carli.

SCOMMESSA SU INDUSTRIALI

L'investimento settoriale registra un aumento del numero di sovrappesi a favore dei servizi ciclici, che adesso vedono 4 overweight rispetto a 2 di settembre. Come il mese scorso, le scommesse settoriali preferite dai gestori restano le materie prime e, in seconda battuta, IT e industriali generali. Le attese di una nuova manovra accomodante della Fed hanno indebolito il dollaro, sceso questo mese ad un nuovo minimo di quindici anni contro lo yen JPY= sulla piattaforma EBS, continuando a infiammare i prezzi delle materie prime.

Per Pioneer quella sui petroliferi è una scommessa già troppo cara, cosiderando che le quotazioni del greggio in futuro dovrebbero viaggiare in media tra gli 80 e i 90 dollari; più interessanti gli industriali, specialmente quelli che vendono ai paesi emergenti.

"Abbiamo aumentato il peso dell'azionario europeo perchè in Europa ci sono molte società esposte ai paesi emergenti", dice Pioneer, spiegando che soprattutto il settore industriale e chimico-industriale che esporta in questi paesi è altamente correlato alle loro economie.

Pioneer ricorda che, in Europa, l'indice più industriale è il Dax tedesco, "che ad oggi è il migliore, quello più bancario è quello italiano ed è il peggiore".

Bancari e immobiliari continuano ad essere sottopesati da metà del campione mentre aumenta il favore verso i servizi ciclici.

La versione integrale di questa e altre ricerche sul listo www.lipperweb.com

martedì 26 ottobre 2010

Borsa Milano in calo, male Azimut e Luxottica, ok Autogrill

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia la seconda seduta consecutiva con il segno meno. Se ieri la colpa era stata dei titoli bancari, oggi la flessione è stata più generalizzata: tra le bluechip brutto lo scivolone di Azimut e Luxottica, pochi nomi controtendenza, soprattutto Autogrill.

"Penso che stiamo soltanto prendendo un po' fiato", commenta un trader. Anche un dealer si dice ottimista: "Questa discesa generalizzata potrebbe rappresentare un'opportunità d'acquisto".

In effetti, dopo la pubblicazione dell'indice sulla fiducia dei consumatori Usa di ottobre, superiore alle attese, Milano ha rialzato un po' la testa.

In chiusura, l'indice FTSE Mib ha perso lo 0,33%, l'AllShare lo 0,33% e il Ftse Mid Cap lo 0,15%. Volumi per un controvalore di circa 2 miliardi di euro.

* A picco ieri, mandate al tappeto da un 'uno-due' rifilato dall'aumento di capitale del BANCO POPOLARE (-1,6%) e da un articolo del Financial Times che avanzava dubbi sui dividendi futuri, le banche italiane sono rimaste deboli. MONTEPASCHI ha lasciato sul terreno l'1,43%. Un trader di derivati specializzato nel comparto bancario non ha dubbi: "Per me Mps è la candidata a seguire Banco Popolare negli aumenti di capitale". La banca senese finora ha smentito ogni indiscrezione in proposito. Il trader ritiene improbabile che altri istituti varino a breve rafforzamenti patrimoniali: "In Italia è difficile fare aumenti di capitale". UNICREDIT è scesa dello 0,32% nella giornata in cui si è riunito il Cda per varare la nuova governance.

* Restando ai finanziari, AZIMUT è caduta del 4,65%, penalizzata da diversi downgrade dopo i risultati trimestrali. Fra i tanti giudizi, un broker italiano parla di "risultati del terzo trimestre più deboli delle attese". Nel risparmio gestito, MEDIOLANUM è arretrata del 2,53%.

* LUXOTTICA in picchiata (-1,92%), affossata dalle prese di beneficio dopo la trimestrale. Ha contribuito al calo il taglio di rating da parte di Barclays. Altri broker hanno alzato il target price e confermato "buy". In una nota, Nomura scrive di vedere "motivi perché i margini sulle vendite all'ingrosso superino i picchi precedenti", e giudica "eccessivi i timori sulle vendite al dettaglio negli Usa" , vedendo "un forte potenziale dei mercati emergenti nel medio termine".

* Prese di beneficio nel lusso/retail, tonici da tempo. GEOX ha perso il 3,12% e BULGARI l'1,08%.

* AUTOGRILL ha guadagnato l'1,93%. Secondo i dati Iata, il trasporto aereo passeggeri a settembre ha segnato un recupero, con un aumento del 10,5% da +6% di agosto.

* FINMECCANICA è salita dell'1,5%. Una joint venture italo-tedesca, a cui partecipa Finmeccanica, ha vinto un contratto da 194 milioni di euro per fornire servizi di supporto al sistema di navigazione satellitare europeo Galileo.

* FONDIARIA-SAI è avanzata dello 0,56%, accelerando dopo che, dalle comunicazioni Consob, è emerso che Vincent Bollorè ha incrementato la partecipazione in PREMAFIN (+2,36%), salendo al 5,015% del capitale. Debole, nella galassia Ligresti, MILANO ASSICURAZIONI: -0,59%.

* In lettera i petroliferi. SAIPEM ha ceduto il 2,37%: Barclays taglia a "equal-weight" da "overweight". Segno meno per TENARIS (-1,66%) ed ENI (-0,99%).

* Fra le mid cap, EDISON ha lasciato sul terreno il 3,5%, pagando dazio, secondo l'interpretazione degli operatori, a risultati dei nove mesi deludenti e ad una guidance 2010 inferiore al consensus. A2A, fra gli azionisti di riferimento di Edison, ha perso lo 0,6%.

* RECORDATI (-0,59%) incerta dopo i risultati trimestrali e il miglioramento della guidance.

* Guardando alle small cap, non si arresta il rally di ARENA (+21,87%). Venerdì scorso, Dante Di Dario ha ceduto Agrinvest, che detiene il 21,028% di Arena.

* Brillante COBRA (+7,38%), dopo un accordo con Genertel per l'offerta di servizi assicurativi telematici.

* LAZIO ancora in evidenza (+6,9%), sebbene i biancocelesti siano stati avvicinati in classifica dal Milan, vittorioso ieri sera sul campo del Napoli.

* Restando al calcio, JUVENTUS in calo dell'1,55% nella giornata in cui il giudice sportivo ha squalificato per due giornate Milos Krasic, protagonista di una simulazione che aveva fruttato un calcio di rigore nella sfida fra i bianconeri e il Bologna. Il serbo salterà Milan-Juventus domenica prossima.

* Balzo del 9,96% di BIALETTI.

* Prosegue la corsa di EL.EN (+6,47%), cominciata ieri per effetto di un'intervista dell'AD che rilanciava ipotesi di delisting e si soffermava sulla contendibilità del titolo.

* OLIDATA in (-5,52%): il produttore di computer ha fissato per i giorni 26 e 29 novembre l'assemblea straordinaria perché il capitale sociale si è ridotto sotto i minimi di legge.

giovedì 21 ottobre 2010

Conto Mediolanum Freedom

Tratto dal sito Mercato Libero Zio Bond:

"Oggi esaminiamo il conto di banca Mediolanum Freedom, perché in televisione si vede spesso la pubblicità e si potrebbe capire che rende il 2,20% netto.
Il suddetto conto è infruttifero, se il cliente che lo apre sottoscrive anche la polizza Mediolanum Plus potrebbe ottenere il 2,20% a determinate condizioni: la giacenza sul c/c superi i 17000 €, la remunerazione riguarderà l’eccedenza di 15000 €, detto tasso varrà fino al 31/12/10.
In compenso si pagano 90 € di canone annuo se la media giornaliera in giacenza sul conto corrente più controvalore polizza Mediolanum Plus (se presente) è inferiore a 15000 € e contestuale patrimonio gestito inferiore a 30000 €.
Quindi se durante l’anno detengo 14000 € sul c/c e il contestuale patrimonio gestito è inferiore a 30000 €, non solo non percepirò un centesimo d’interessi, ma dovrò pagare un canone di 90 €, la pubblicità non enfatizza ciò.
Quanto alla polizza nella pubblicità si parla di nessun costo, in realtà è vero che non vi sono caricamenti, ma leggiamo nel prospetto che “Mediolanum Vita riconoscerà annualmente all’intermediario Banca Mediolanum una provvigione pari allo 0,18% della giacenza media delle riserve matematiche riferite al contratto, indipendentemente dalle trattenute applicate trimestralmente al rendimento della Gestione Interna Separata” sempre nel prospetto si legge “ Al rendimento conseguito dalla Gestione Interna Separata “MEDIOLANUM FREEDOM FUND” può essere applicata una trattenuta, variabile trimestralmente, che non potrà comunque risultare superiore al maggiore tra il 50% del rendimento stesso e lo 0,50%. A titolo di esempio, nel caso in cui il rendimento conseguito da “MEDIOLANUM FREEDOM FUND” fosse pari al 4,00% la trattenuta non potrà essere superiore al 2,00%; nel caso in cui il rendimento fosse pari allo 0,80%, la trattenuta non potrà essere superiore allo 0,50%.”
Sostanzialmente il funzionamento è il seguente: nel momento in cui si superano nel c/c i 17000 €, la differenza rispetto a 15000 € finisce nella polizza per poi essere investita nella gestione interna separata che li investe principalmente in bond.
In base al rendimento ottenuto la trattenuta potrebbe essere del 50%! In ogni caso non può essere inferiore all’0,50%.
Ricordo che lo scorso inverno questa banca fu sanzionata dall’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO per pubblicità ingannevole.
Concludendo vi diciamo che bisogna diffidare da tutte le pubblicità finanziarie che vi propone la televisione, perché anche se non fossero ingannevoli le condizioni “fregatura” scorrono in minuscolo per pochi secondi. Se vi sembra interessante scaricatevi il prospetto da internet e ragionateci su.
Mettevi in testa che gli investimenti privi di rischio rendono intorno all’1%, vi informiamo che il tasso base di alcuni conti di deposito è dell’1% lordo."

Borsa Milano chiude in rialzo, brillano Bulgari e Fiat

MILANO, 21 ottobre (Reuters) - Piazza Affari ha chiuso in rialzo di circa un punto percentuale, sostenuta dai risultati positivi di alcuni colossi statunitensi.

"Le trimestrali Usa sono state piuttosto buone" spiega un trader.

Il principale indice italiano ha sovraperformato le altre borse europee, ampliando i guadagni di ieri.

Il FTSE Mib ha chiuso in rialzo dello 0,89%, l'Allshare dello 0,87% e il Ftse Mid Cap dello 0,89%. Volumi per un controvalore di 2,5 miliardi di euro.

* FIAT (FIA.MI: Quotazione) ha guadagnato il 4,44% sulla scia dei risultati trimestrali, segnando intraday i nuovi massimi del 2010 a quota 12,28 euro. Il titolo della casa automobilistica ha trainato la holding di controllo EXOR (EXOR.MI: Quotazione) (+3,44%).

* Maglia rosa per BULGARI (+5,48%). Ieri è stata inserita ieri nella "conviction buy list" di Goldman Sachs.

* Corrono anche GEOX (GEO.MI: Quotazione) (+3,35%) e AUTOGRILL (AGL.MI: Quotazione) (+2,76%).

* Chiude in rialzo, ma ben sotto i massimi, STMicroelectronics STM.MI (+0,88%), che era balzata sui buoni risultati di Nokia, suo cliente.

* In deciso calo POP MILANO (PMII.MI: Quotazione) (-1,54%)

* In denaro UNIPOL (UNPI.MI: Quotazione) che ha tentato di chiudere il divario apertosi di recente con concorrenti come FONDIARIA-SAI (FOSA.MI: Quotazione), oggi il titolo peggiore del listino principale. Sotto pressione anche la controllante PREMAFIN (PRAI.MI: Quotazione); entrambi i titoli di recente hanno goduto di appeal speculativo dopo gli acquisti del finanziere francese Vincent Bolloré.

* Fuori dal Ftse Mib, DADA (DA.MI: Quotazione) ha chiuso in rialzo di quasi il 6% dopo aver annunciato che metterà a disposizione informazioni relative alla società nel contesto delle attività di esplorazione di possibili opzioni di valorizzazione intrapresa dalla controllante RCS (RCSM.MI:Quotazione) (+2,62%).

* Segna un balzo vicino all'8% DMT (DMT.MI: Quotazione). "Telecom sta spingendo sulla banda larga mobile", osserva un trader. "Questo è positivo per DMT".

* Continua la corsa la SS LAZIO (LAZI.MI: Quotazione), buon rialzo anche per il GRUPPO ESPRESSO (ESPI.MI: Quotazione).

* E' salita EXPRIVIA (XPR.MI: Quotazione) (+3,61%) dopo aver presentato il nuovo piano industriale al 2013.

* Debole PIRELLI RE (PCRE.MI: Quotazione), che ha ceduto oltre il 3%.

mercoledì 20 ottobre 2010

Borsa Milano chiude positiva, banche si rafforzano, bene Bulgari

MILANO (Reuters) - Piazza affari chiude una seduta tonica, titolo Bulgari in testa, grazie alla prosecuzione del rafforzamento del settore bancario, ma anche grazie a fattori esterni, ovvero le dichiarazioni del cancelliere tedesco Angela Merkel a alle buone trimestrali Usa ed europee.

"La cautela della mattinata era dovuta a motivi tecnici. Continua la ripresa delle banche, settore che non si era mosso in passato, e se il mercato continua a salire è molto probabile che questo andamento andrà avanti, ovvero potremmo vedere quei titoli rimasti indietro salire", ha spiegato un trader.

"La Merkel ha detto che si aspetta che la Germania crescerà del 3% o più nel 2010. Questa dichiarazione ha prima alimentato l'entusiasmo sull'euro e poi ha sostenuto la ripresa dei mercati azionari. A questo si sono aggiunti i risultati delle trimestrali Usa, come di quelle europee che mediamente sono buoni", ha aggiunto.

L'indice FTSE Mib ha chiuso in rialzo dello 0,91% e l'Allshare dello 0,81%, mentre lo Star è salito dello 0,18%. Volumi intorno ai 1,913 miliardi di euro.

* Rally di BULGARI (+3,84%) grazie all'inserimento nella "conviction buy list" di Goldman Sachs.

* Continuano a rafforzarsi gli istituti di credito con INTESA SP e UNICREDIT salgono rispettivamente dell'1,73% e dell'1,25%. Bene anche le popolari. "Le banche restano il traino del mercato", ha osservato un broker.

* Sugli scudi il gruppo L'ESPRESSO (+4,52%) con un risultato netto consolidato a 9 mesi balzato a 36,3 milioni da 1,2 milioni dello stesso periodo 2009, mentre l'indebitamento netto si è ridotto a 136,9 milioni dai 208,2 di fine 2009. La sua controllante CIR ha messo a segno un +2,3%. RCS MEDIAGROUP ha guadagnato il 4,47%.

* Il settore energia sale in modo più contenuto: ENI (+0,68%), ENEL (+0,38%). FIAT è salita dello 0,69% "in attesa dei risultati del trimestre domani", dice un trader. A sollevare il titolo anche i risultati di Peugeot che ha ritoccato le stime al 2010. In Europa lo stoox settoriale europeo sale dell'1%.

* Positiva TELECOM, con un balzo dell'1,89%, e PIRELLI su dell'1,82%.

* ITALCEMENTI è invece il peggior titolo del FTSE Mib, giù dell'1,76%.

* Fra i minori balza RISANAMENTO con una salita del 7,75% in attesa del via libera probabilmente venerdì prossimo alla cessione dell'area Falck di Sesto San Giovanni da Risanamento alla cordata guidata dal gruppo Bizzi che pagherà 450 milioni, secondo indiscrezioni di stampa. Secondo una fonte vicina all'operazione l'impegno delle banche sarà di 272 milioni e che è prossimo il via libera di Unicredit, l'ultimo necessario delle banche coinvolte (Intesa Sanpaolo e Monte Paschi).

* In spolvero di nuovo la LAZIO, prima in classifica, in crescita del 4,97%, mentre la ROMA cede il 3,25% dopo lo sconfitta ieri in casa in Champions League.

martedì 19 ottobre 2010

Borsa Milano azzerra guadagni su timori Cina, banche positive

MILANO (Reuters) - Piazza Affari ha archiviato la seduta con una calo di appena lo 0,12% dopo aver azzerato i guadagni messi a segno nella prima parte della giornata.

"La preoccupazione per la Cina che è il driver principale per il mercato", spiega un gestore dopo che oggi è arrivato a sorpresa il rialzo dei tassi da parte di Pechino, sollevando timori di un possibile rallentamento della crescita globale.

A fine seduta l'indice FTSE Mib ha chiuso in calo dello 0,12%, l'Allshare dello 0,18%, e lo Star dello 0,47%.

* POP MILANO e MONTE PASCHI si sono confermate alla testa dell'indice con un rialzo del 2,1% e dell'1,53%. L'intero settore delle banche, "che performano meglio delle loro pari europee, dato che erano rimaste un po' indietro" come ha spiegato un trader, ha trovato un supporto nelle trimestrali di Citigroup e Bank of America. BANCO POPOLARE, INTESA SP e UNIPOL, hanno chiuso in rialzo lo 0,5% e lo 0,77%. Lo stoxx europeo di settore ha guadagnato lo 0,51%.

* Positiva anche UNICREDIT (+0,63%), "con l'accordo sui sindacati sugli esuberi che ha messo un po' di tranquillità sul titolo", ha spiegato un trader.

* Sotto pressione ENI, in calo dello 0,92%, così come la controllata SAIPEM (-2%), mentre è positiva SNAM (+1%). "A pesare su Eni c'è la componente gas che potrà avere dei contraccolpi sui risultati", dice un trader. Poco mossa ENEL mentre è in corso il collocamento della controllata Enel Green Power.

* Pesante anche il settore lusso. BULGARI ha ceduto l'1,4%, SAFILO il 4,81% e STEFANEL il 3,64%.

* Tra i peggiori ITALCEMENTI, SAIPEM e FONDIARIA, giù di circa il 2%.

* PRYSMIAN ha lasciato sul terreno l'1,27%. La società oggi ha ribadito di non avere trattative in corso con l'olandese DRAKA o con il suo azionista Flint Beheer.

* Brillante CELL THERAPEUTICS, che ha messo a segno un balzo dell'11%, con il comitato pediatrico (Pdco) dell'agenzia europea per i medicinali (Emea) che ha adottato un parere positivo al farmaco Pixuviri.

* FIERA MILANO ha guadagnato l'1,75%. Il dossier su Expo 2015 a Milano ha superato con esito positivo l'esame da parte del comitato direttivo del Bureau International des expositions di Parigi.

* ALERION ha strappato un 7,08% dopo l'annuncio del mandato a Barclays per cercare potenziali acquirenti per gli impianti operativi del gruppo nel settore fotovolatico.

Guerra delle valute. La Cina alza i tassi di interesse e il Giappone va in stagnazione

Da IlSole24Ore.com:

La Banca centrale della Cina ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base per frenare il surriscaldamento dell'economia, in particolare nel settore immobiliare, e allentare così il pericolo di una crescita dell'inflazione. La manovra - annunciata attraverso il sito Internet della Banca - è stata decisa oggi e sarà operativa già da domani, mercoledì 20 ottobre. Paradossalmente arriva nello stesso giorno in cui il governo giapponese ha dichiarato che l'economia nipponica è in stagnazione.

La manovra della People's Bank of China
Si tratta del primo rialzo dal 2007, ovvero da quando l'economia ha imboccato la ripresa, laddove tra settembre e dicembre 2008 l'istituzione monetaria cinese aveva effettuato diverse riduzioni sul costo del danaro, in risposta al deterioramento della crisi finanziaria globale. Nel dettaglio il tasso sui depositi a un anno sale al 2,5%, mentre quello sui prestiti alle banche, con stessa scadenza, passa al 5,56%.

L'impatto sul mercato dei cambi
La manovra ha avuto un impatto immediato sul mercato dei cambi, in uno scenario già turbolento che in molti economisti hanno ribattezzato "guerra delle valute". Uno scenario in cui le potenze mondiali preferiscono tenere basso il cambio per spingere la ripresa economica attraverso la leva delle esportazioni. Le banche e l'economia cinese sono rimaste relativamente intoccate dalla tempesta finanziaria esplosa negli Usa, che ha fatto piombare l'economia globale in recessione: la Cina ha registrato un solido aumento del Pil anche sul 2009, e sul 2010 la Banca Mondiale, che proprio oggi ha aggiornato le sue stime, prevede un galoppante più 9,5 per cento. Il problema invece è l'inflazione, che nei mesi passati ha registrato ripetute accelerazioni, accompagnata da insidiosi rialzi dei prezzi immobiliari, che possono anche riflettere i forti afflussi di capitali dall'estero.

Dopo l'annuncio lo yuan ha ceduto terreno a 6,6540 contro il dollaro, sui minimi di seduta. In calo anche l'euro, a 1,3884 sul dollaro dopo aver oltrepassato in nottata gli 1,40 dollari. Guadagna terreno, invece, lo yen, che passa di mano a 81,54 dollari, sui massimi di seduta.

Giappone in stagnazione
E proprio il rafforzamento dello yen - che viaggia intorno ai massimi degli ultimi 15 anni sul dollaro - è uno dei motivi che frena l'economia nipponica che oggi, nello stesso giorno in cui la Cina prova ad arginare l'espansione eccessiva dell'economia, ha dichiarato di essere in stagnazione (crescita zero). La seconda economia al mondo - secondo quanto comunicato dal governo di Tokyo - è «allo stallo». Nel suo rapporto mensile presentato oggi, il governo giapponese ha sottolineato che l'economia é entrata in una fase di «stagnazione», modificando la valutazione del mese scorso che indicava che il Paese era in fase di «ripresa». Per la prima volta in venti mesi, quindi, il governo fa marcia indietro e abbandona la sua visione ottimistica sottolineando che, nei prossimi mesi, sarà necessario essere prudenti. Restano difficili anche le condizioni del mercato del lavoro.

lunedì 18 ottobre 2010

Il Bond più trattato sul MOT

Il titolo più trattato oggi sul MOT è stato il "Royal Bank of Scotland GN20 Royal 8% Steepener" NL0009483833.
Eccovi alcuni dati sul titolo e sull'emittente.

- nr. 100 contratti scambiati
- volume totale: 2.492.000
- controvalore totale: Euro 2.504.000

Dati essenziali sul titolo:
- Data di godimento: 22/06/2010
- Data di scadenza: 22/06/2020
- Prezzo di emissione: 100%
- Prezzo di rimborso: 100%
- Ultimo prezzo: 100,83%
- Cedole:
- 8,00% fisso per il primo anno ed il secondo anno
- Max [3 x (IRS10Y-IRS2Y), 3.00%], cioè 3 volte la differenza tra il tasso euro swap a 10 anni e quello a 2 anni, con un minimo del 3%
- Periodicità cedola: semestrale (22/6 e 22/12)
- Taglio minimo: 1.000
- Nr obbligazioni in circolazione: 150.000
- Duration: 7,277
- Volatilità: 1,29
- Rendimento effettivo netto a scadenza: 4,42%

Dati sull'emittente:
- Standard & Poor's: long term A+ con outlook stabile
- Moody's: long term A2 con outlook stabile
- Fitch: long term AA- con outlook stabile

Enel Green Power debutta a Piazza Affari il 4 novembre

MILANO (Reuters) - Il titolo Enel Green Power, la controllata Enel per le rinnovabili, debutterà a Piazza Affari e a Madrid il 4 di novembre prossimo.

E' quanto si legge sulle slides di presentazione dell'Ipo che parte oggi, considerata la più grande d'Europa.

La forchetta di prezzo è stata fissata fra 1,8 e 2,1 euro per azione, inferiore a 1,9-2,4 euro del pre-marketing, pari a una valutazione massima del gruppo di 10,5 miliardi di euro.

domenica 17 ottobre 2010

Altroconsumo: additivi alimentari

Tanto per cambiare argomento.... dal sito di Altroconsumo:

Additivi alimentari


Sempre di più il consumatore si preoccupa della qualità dell'alimentazione. Giustamente: senza pensare a casi estremi (intossicazioni, scandali alimentari, sofisticazioni) piccole insidie si possono nascondere anche nella spesa di tutti i giorni. Per esempio, quando compriamo prodotti che contengono grandi quantità di additivi.

La maggior parte dei prodotti alimentari industriali, infatti, contiene uno o più additivi naturali o artificiali. Queste sostanze vengono aggiunte per ragioni tecniche o commerciali e non hanno alcun valore nutritivo. Gli additivi possono essere utilizzati allo scopo di rendere l'alimento più colorato, di mantenere l'aspetto e la consistenza originari fino al momento del consumo, di prolungare la durata di conservazione e, spesso, anche di mascherare l'assenza di alcuni ingredienti di valore o l'uso di materie prime di qualità scadente.

In questa sezione sugli additivi alimentari descriviamo le diverse categorie e la loro funzione, approfondiamo gli aspetti legislativi che

Per sapere cosa sono e quando è meglio evitarli consultate la nostra banca dati online , in cui sono presenti tutti gli additivi autorizzati.

Le principali categorie di additivi

Gli additivi, a seconda della loro funzione, sono suddivisi in categorie e a ognuno è associato un codice, generalmente composto da una E seguita da 3 o 4 cifre. Il codice è valido in tutta Europa.
Qui di seguito trovate una breve descrizione delle principali categorie di additivi (coloranti, conservanti, edulcoranti...), della loro funzione, utilità o meno e i rispettivi codici.

Coloranti
(da E 100 a E 180)

Come indica il nome, vengono utilizzati per attribuire agli alimenti un aspetto più colorato.
La dicitura "coloranti naturali" non significa che provengono dagli ingredienti dell'alimento, ma vuol dire semplicemente che si trovano in natura. Autorizzati in molti alimenti, i coloranti naturali e artificiali permettono troppo spesso di trarre in inganno il consumatore sulla vera natura degli ingredienti utilizzati (per esempio, colorante giallo per suggerire la presenza di uova). Per questo consideriamo questi additivi inutili ed ingannevoli. Certi coloranti possono provocare allergie in persone sensibili. Recentemente alcuni coloranti sono stati associati al deficit di attenzione nei bambini. Per questo una norma europea impone, dallo scorso mese di luglio, che un'avvertenza a tal riguardo venga riportata sull'etichetta dei prodotti che li contengono.
Questi i coloranti sospetti: tartrazina, giallo di chinolina, giallo tramonto FCF (giallo arancio S), azorubina (carmoisina), ponceau 4R (rosso cocciniglia A), rosso allura AC..

Conservanti
(soprattutto gli additivi con il codice da E 200 a E 285)

I conservanti sono sostanze che prevengono la proliferazione di batteri, muffe e lieviti responsabili del deterioramento degli alimenti e sono utili in alcuni casi ben precisi. Per esempio, una piccola quantità di solfiti, decisamente minore rispetto ai livelli consentiti dalla legge in vigore, è accettabile nel vino, perché garantisce una stabilità migliore.
Ma, ancora una volta, i legislatori europei si distinguono per il loro permissivismo, autorizzando l'utilizzo di conservanti anche in alimenti ed in dosi non strettamente necessarie. Di fatto, non incoraggiano i produttori a essere particolarmente attenti in materia di igiene e di condizioni di conservazione ed espongono i consumatori (soprattutto i più piccoli) al rischio di superare la dose giornaliera accettabile.
In conclusione, si può dire che i conservanti sono solo a volte indispensabili. Alcuni possono provocare reazioni allergiche.
Esempi: acido sorbico, acido benzoico, nitrati e nitriti, anidride solforosa, nisina.

Antiossidanti e acidificanti
(soprattutto gli additivi con il codice da E 300 a E 385)

Gli antiossidanti sono utilizzati per frenare il deterioramento degli alimenti causato dal contatto con l'ossigeno dell'aria. Il più utilizzato e noto è l'acido ascorbico o vitamina C (E 300). Gli acidificanti, invece, aumentano l'acidità degli alimenti per prolungare la conservazione o per ragioni di gusto (per esempio, caramelle acidule). La maggior parte degli antiossidanti e degli acidificanti è accettabile e persino utile in certi casi ma, ancora una volta, senza abusarne e se non esiste un'altra soluzione. Esempi di antiossidanti: acido ascorbico, tocoferoli. Esempi di acidificanti: acido citrico, acido lattico, acido tartarico, acido fosforico, acido adipico, acido succinico.

Emulsionanti e addensanti
(soprattutto gli additivi con il codice da E 400 a E 495)

Questo gruppo comprende anche i gelificanti e gli stabilizzanti. Tutte queste sostanze sono utilizzate per dare consistenza a un prodotto o per mantenerla. Il loro utilizzo è, a volte, giustificato: negli alimenti light, gli emulsionanti e gli addensanti permettono di sostituire con l'acqua ingredienti calorici come i carboidrati (amidi e zuccheri) e i grassi. Ma più spesso servono per mascherare l'assenza di ingredienti di base (uova nei gelati o maionese).
Alcuni addensanti sono riconosciuti come allergeni (per esempio, la gomma di guar).
Esempi: alginati, difosfati, trifosfati e polifosfati, pectine, gomma di guar, farina di semi di carrube, mono e di gliceridi degli acidi grassi.

Esaltatori di sapidità
(da E 620 a E 640)

Questi additivi, i più noti dei quali sono i glutammati, servono a intensificare o a modificare il gusto degli alimenti: per questo motivo sono, secondo noi, inutili e ingannevoli, in quanto potrebbero mascherare carenze di gusto e quindi una qualità scadente degli alimenti. Il glutammato si può ritrovare in una quantità vastissima di prodotti alimentari e questa assunzione elevata giornaliera può provocare intolleranze anche in chi non è comunemente sensibile a questo additivo.

Esempio: glutammato, inosinato, guanilato.

Edulcoranti artificiali
da E 950 a E 967, E 420, E 421

Sostituiscono gli zuccheri in alcuni prodotti light come le bibite, i nettari, la gomma da masticare, alcuni dolci, la birra, gli yogurt... Sono accettabili in alcune circostanze (per esempio, per le persone che non possono consumare zuccheri), ma il rischio, soprattutto per i bambini, è che si raggiunga molto rapidamente la dose giornaliera autorizzata per esempio nel caso dei polioli.
Esempi: ciclamati, sorbitolo, xilitolo, aspartame, saccarina, maltitolo.

La legislazione

L'utilizzo di additivi è regolato dal Regolamento CE N° 1333/2008, che stabilisce i criteri generali di utilizzo degli additivi ed a breve verrà completato con gli elenchi comunitari degli additivi autorizzati. Ma sono solo bei principi. Anche se considerati innocui, gli additivi non dovrebbero essere utilizzati se non nei casi in cui sono veramente indispensabili.

Lista degli additivi autorizzati

Sono ammessi solo gli additivi inseriti negli elenchi comunitari e, quando è il caso, unicamente per gli alimenti indicati e nelle dosi massime fissate. Gli additivi sono suddivisi in famiglie e in funzione del ruolo che hanno, a ognuno è attribuito un codice, in vigore in tutti i paesi dell'Unione europea, generalmente composto dalla lettera E (per Europa) seguita da 3 o 4 cifre.

Criteri beffati
Ma nella pratica, il legislatore è il primo a beffare i criteri generali.
Esempi:

  • nessuna ragione tecnica giustifica l'utilizzo dei coloranti;
  • molti additivi, come i coloranti, spesso gli addensanti e gli esaltatori di sapidità, sono utilizzati allo scopo di camuffare la quantità o la qualità reale degli ingredienti;
  • la legge autorizza più additivi del necessario, se è vero che, come provano i nostri test, alcuni di essi non sono mai utilizzati. A questo proposito, l'Unione europea ha, molto spesso, un ruolo negativo. In effetti, le direttive europee in materia sono quasi sempre più tolleranti delle disposizioni legali della maggior parte dei diversi Stati membri.

Solo se indispensabili

A nostro avviso gli additivi dovrebbero essere autorizzati solo quando sono indispensabili e il loro utilizzo, teoricamente limitato, dovrebbe essere controllato più rigorosamente.

Abbiamo sempre sostenuto la politica del minor rischio, ma non significa che siamo, per principio, contrari all'utilizzo degli additivi nell'alimentazione. Crediamo, però, che questo debba essere soggetto a precise condizioni:

  • gli additivi non possono comportare rischi per la salute del consumatore. Le autorizzazioni devono considerare che alcuni additivi presentano frequenti rischi di reazioni allergiche e devono inoltre essere oggetto di aggiornamenti regolari in funzione delle nuove conoscenze;
  • gli additivi devono essere tecnicamente indispensabili e possono essere autorizzati solamente se non esistono altre soluzioni ragionevoli;
  • non possono servire a ingannare il consumatore sulla quantità e qualità degli ingredienti. I coloranti, per esempio, dovrebbero essere proibiti se utilizzati per simulare la presenza di ingredienti nobili (per esempio, la frutta nello yogurt) o per correggere l'aspetto esteriore del prodotto. Per alcuni conservanti (es: nitrati/nitriti, anidride solforosa, acido sorbico) i livelli consentiti dalla legge sono troppo elevati: il problema non risiede solo nei rischi sulla salute derivanti da consumi eccessivi, ma il punto fondamentale è che potrebbero mascherare una qualità igienica scadente. Bisogna tenere presente che i conservanti sono impiegati per mantenere entro un certo livello la presenza di microrganismi, non per ridurre il loro numero: ecco perché è fondamentale utilizzare materie prime di qualità e seguire le più scrupolose norme igieniche in tutte le fasi di produzione;
  • l'utilizzo in uno stesso prodotto di tanti additivi dello stesso tipo (per esempio, due coloranti o due conservanti) dovrebbe essere vietato;
  • nella definizione dei limiti massimi di utilizzo bisognerebbe tener conto della dose giornaliera accettabile nei bambini (e non solo di quella degli adulti) e dei possibili effetti derivati dalla interazione di diversi additivi.

La maggior parte di queste condizioni figura nella legge sotto forma di criteri generali, ma le prescrizioni dettagliate non le rispettano. L'indicazione sia del nome dell'additivo, sia della sua sigla dovrebbe essere presente in etichetta per una corretta informazione del consumatore.

Che cosa potete fare?

  • Leggete le etichette e scegliete sistematicamente i prodotti che contengono meno additivi. Farete, in questo modo, capire ai produttori che scegliete, prima di tutto, prodotti di qualità e che non presentano rischi per la salute.
  • Evitate i prodotti con un colore troppo appariscente, che rivela chiaramente la presenza di coloranti.
  • Imparate ad apprezzare gli alimenti semplici e possibilmente non pronti, poiché la maggior parte di questi ultimi contiene molti additivi, tra cui glutammati e conservanti. Consumando molti prodotti pronti assumerete sicuramente dosi massicce di additivi. Inoltre, alcuni conservanti, tra cui soprattutto l'acido sorbico, sono consentiti in un numero decisamente troppo elevato di prodotti alimentari: ne deriva che i livelli d'assunzione tollerati giornalmente, solo per quel conservante, sono facilmente superabili anche con una dieta varia.
Esaminiamo le etichette

Quando un prodotto contiene additivi, l’etichetta deve riportare:

  • la categoria (conservanti, acidificanti, antiossidanti...);
  • il nome dell’additivo (acido sorbico, lecitina, cera d’api...) o il codice europeo (E 220, E 322, E 901...). Il nome dell'additivo e il codice possono essere tra parentesi o preceduti dai due punti.

Gli ingredienti e gli additivi sono elencati, in ordine decrescente, in funzione della quantità contenuta nel prodotto.

Ecco qui di seguito due esempi di etichette: come leggerle e come scoprire la presenza di additivi.

Etichetta di una confezione di arachidi confettate al cioccolato



Questo sacchetto di arachidi confettate al cioccolato rappresenta un vero e proprio cocktail di additivi: contiene 7 coloranti (tutti artificiali tranne E 171), oltre a 1 emulsionante, 1 gelificante e 1 agente di rivestimento.

I coloranti servono solo per migliorare l’aspetto estetico del prodotto e, inoltre, alcuni di essi sono responsabili di reazioni allergiche. In questo prodotto notiamo la presenza del colorante E 171 (biossido di titanio), la cui innocuità dal punto di vista cancerogenico non è ancora stata stabilita.

Il produttore ha scelto di utilizzare, solo per i coloranti, il codice europeo (E 104: giallo di chinolina; E 122: giallo arancio S...), mentre gli altri additivi sono indicati con il loro nome (lecitine, gomma arabica, cera carnauba).

Etichetta di una confezione di chewing gum alla frutta



Questo chewing gum alla frutta contiene ben 15 additivi, di cui 8 edulcoranti, sostanze che dovrebbero essere utilizzate solo da chi non può mangiare zuccheri (per esempio i diabetici o chi deve ridurre il consumo di zuccheri in generale).

Il produttore indica la categoria dell’additivo (edulcoranti, acidificante, stabilizzante...) seguita in alcuni casi dal nome dell’additivo (sorbitolo, isomalto, acido citrico...), in altri dal codice europeo (E 171, E 129), il che, pur essendo ammesso dalla legge, non è molto chiaro per consumatore. Notiamo la presenza dell’antiossidante E 320 (BHA: butilidrossianisolo), sospettato di essere cancerogeno.

sabato 16 ottobre 2010

ENEL GREEN POWER

Dal Prospetto informativo:

(...)

Il codice ISIN delle Azioni è IT0004618465.

(...)

D. CARATTERISTICHE DELL’OFFERTA

L’Offerta Globale di Vendita, finalizzata all’ammissione alle negoziazioni delle azioni sul MTA, ha per oggetto massime n. 1.415.000.000 Azioni poste in vendita dall’Azionista Venditore.
L’Offerta Globale di Vendita consiste in:
un’Offerta Pubblica in Italia di un ammontare minimo di n. 176.875.000 Azioni, pari al 12,5% dell’Offerta Globale di Vendita, rivolta al pubblico indistinto in Italia, agli Azionisti Enel e ai Dipendenti Enel Residenti In Italia. Non possono aderire all’Offerta Pubblica gli Investitori Istituzionali, i quali potranno aderire esclusivamente all’Offerta Istituzionale di cui al punto successivo; e
un’Offerta Pubblica in Spagna di un ammontare minimo di n. 35.375.000 Azioni, pari al 2,5% dell’Offerta Globale di Vendita, rivolta al pubblico indistinto in Spagna e ai Dipendenti Enel Residenti in Spagna. Non possono aderire all’Offerta Pubblica gli Investitori Istituzionali, i quali potranno aderire esclusivamente all’Offerta Istituzionale di cui al punto successivo; e
un’Offerta Istituzionale di massime n. 1.202.750.000 Azioni, pari al 85% dell’Offerta Globale di Vendita, rivolta ad Investitori Istituzionali in Italia ed all’estero ai sensi del Regulation S del Securities Act, e negli Stati Uniti d’America, limitatamente ai QIBs ai sensi della Rule 144A del Securities Act. I soggetti residenti nei Paesi esteri al di fuori dell’Italia, ad in particolare quelli residenti in Australia, Giappone e Canada non potranno partecipare all’Offerta Globale di Vendita, salvo che nei limiti consentiti dalle leggi e dai regolamenti del Paese rilevante.

L’Offerta Pubblica consiste in:
un’offerta riservata al pubblico indistinto (l’“Offerta al Pubblico Indistinto”). Delle Azioni effettivamente assegnate al pubblico indistinto, una quota non superiore al 20% sarà destinata al soddisfacimento delle adesioni pervenute dal pubblico indistinto per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli (per ulteriori informazioni, si veda la Sezione Seconda, Capitolo V, Paragrafo 5.1.6 del Prospetto Informativo).
un’offerta riservata agli Azionisti Enel (l’“Offerta agli Azionisti Enel”) non superiore a 50% dell’Offerta Pubblica. Delle Azioni effettivamente assegnate agli Azionisti Enel, una quota non superiore al 20% sarà destinata al soddisfacimento delle adesioni pervenute dagli Azionisti Enel per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli (per ulteriori informazioni, si veda la Sezione Seconda, Capitolo V, Paragrafo 5.1.6 del Prospetto Informativo)
un’offerta riservata ai Dipendenti Enel Residenti in Italia (l’“Offerta ai Dipendenti Enel”) di massimo n. 38.071 Lotti Minimi.

L’Offerta Pubblica avrà inizio alle ore 9:00 del 18 ottobre 2010 e terminerà alle ore 16:30 del giorno 29 ottobre 2010.

Il pagamento delle Azioni assegnate dovrà essere effettuato il 4 novembre 2010 (la “Data di Pagamento”) presso il Collocatore che ha ricevuto l’adesione, senza aggravio di commissioni o spese a carico dell’aderente.

(...)

Intervallo di prezzo
Il Proponente, anche sulla base di analisi svolte dai Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita, al fine esclusivo di consentire la raccolta di manifestazioni di interesse da parte degli Investitori Istituzionali nell’ambito dell’Offerta Istituzionale, ha individuato, previa consultazione con il Coordinatore dell’Offerta Globale di Vendita, un intervallo di valorizzazione indicativa del capitale economico della Società compreso tra un minimo non vincolante di Euro 9.000 milioni ed un massimo vincolante di Euro 10.500 milioni, pari ad un minimo non vincolante di Euro 1,80 per Azione ed un massimo vincolante di Euro 2,10 per Azione, quest’ultimo pari al Prezzo Massimo.

(...)

La seguente tabella rappresenta, a fini meramente indicativi, i moltiplicatori EV/EBITDA, P/E relativi alla Società calcolati sulla base dell’intervallo di valorizzazione indicativa, degli ultimi dati patrimoniali pubblicamente disponibili, nonché dei dati consolidati economici pro-forma relativi all’esercizio 2009.

- Multiplo calcolato sul valore minimo dell’intervallo di valorizzazione indicativa: EV/EBITDA 2009 9,2 volte e P/E 2009 19,9 volte
- Multiplo calcolato su Valore massimo dell’intervallo di valorizzazione indicativa: EV/EBITDA 2009 10,3 volte e P/E 2009 23,2 volte

I principali concorrenti europei sono:
- Iberdrola Renovables (quotata in Spagna, BME – Bolsa Y Mercados Españoles di Madrid, Barcellona, Bilbao, Valencia, avente una capitalizzazione pari a Euro 10,3 miliardi): opera nel settore della generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in particolare eolica, ed è presente principalmente in Spagna e negli Stati Uniti. La società disponeva al 31 dicembre 2009 di una capacità installata di 10,8 GW ed ha generato 21,5 TWh di energia elettrica nel corso del 2009, con un load factor pari al 26%5;
- EDP Renovaveis (quotata in Portogallo, Euronext Lisbona, avente una capitalizzazione pari a Euro 3,6 miliardi): opera nel settore della generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in particolare eolica, ed è presente principalmente in Spagna, in Portogallo e negli Stati Uniti. La società disponeva al 31 dicembre 2009 di una capacità installata di 5,5 GW ed ha generato 10,9 TWh di energia elettrica nel corso del 2009, con un load factor pari al 29%6;
- EDF Energies Nouvelles (quotata in Francia, Euronext Parigi, avente una capitalizzazione pari a Euro 2,2 miliardi): opera principalmente nella generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili (in particolare eolico e solare), nello sviluppo di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per conto terzi e nella generazione distribuita, ed è presente in Europa e nel Nord America. La società disponeva al 31 dicembre 2009 di una capacità installata di 2,3 GW ed ha generato 4,9 TWh di energia elettrica nel corso del 2009, con un load factor pari al 28%7;

Iberdrola Renovables EV/EBITDA 2009 11,6 volte e P/E 2009 27,7 volte
EDP Renovaveis EV/EBITDA 2009 11,8 volte e P/E 2009 31,7 volte
EDF Energies Nouvelles EV/EBITDA 2009 16,8 volte e P/E 2009 22,2 volte

(...)

Il controvalore del Lotto Minimo (nr. 2000 azioni) e del Lotto Minimo di Adesione Maggiorato (nr. 20.000 azioni), calcolati sulla base del Prezzo Massimo, ammontano rispettivamente ad Euro 4.200 ed Euro 42.000.

(...)

Azionariato
Secondo le risultanze del libro soci, nonché sulla base delle altre informazioni a disposizione della Società, alla Data del Prospetto il capitale sociale dell’Emittente è pari a Euro 1.000.000.000, costituto da n. 5.000.000.000 di Azioni, con valore nominale pari a Euro 0,20, ed è interamente detenuto da Enel S.p.A.
In caso di integrale collocamento delle Azioni oggetto dell’Offerta, la compagine sociale sarà così costituita:
Enel S.p.A.: azioni 3.585.000.000 (71,7%)
Mercato: azioni 1.415.000.000 (28,3%)

Assumendo l’integrale esercizio dell’Opzione Greenshoe, la compagine sociale di Enel Green Power risulterà così composta:
Enel S.p.A.: azioni 3.375.000.000 (67,5%)
Mercato: azioni 1.625.000.000 (32,5%)

20.5 Politica dei dividendi
Enel Green Power non mai ha distribuito dividendi; l’assemblea dell’Emittente ha, infatti, deliberato di allocare gli utili maturati negli esercizi 2008 e 2009 alla voce di patrimonio netto “Utili a nuovo”. Non si segnalano restrizioni alla distribuzione dei dividendi.
La Società intende perseguire una politica di dividendi che possa collocarsi nella parte alta del range di quella adottata dalle società comparabili operanti nel medesimo settore e comunque con un dividend pay out non inferiore al 30%.
(Ipotizzando un utile netto di Euro 500 mln, il 30% sarebbe Euro 150 mln, corrispondente ad un dividendo per azione di Euro 0,03 (cioè un dividend/price dell'1,6% nel caso di prezzo pari ad Euro 1,8 ed dell'1,42% nel caso di prezzo pari ad Euro 2,10. ndr).

Enel Green Power: forchetta Ipo tra 1,8 e 2,10 euro

MILANO (MF-DJ)--Enel ha individuato l'intervallo di valorizzazione indicativa del capitale di Enel Green Power.

La forchetta di prezzo, si legge in una nota, e' stata fissata tra un minimo di 9 miliardi di euro ed un massimo di 10,5 miliardi di euro (pari ad un minimo non vincolante di 1,80 euro per azione e ad un massimo vincolante di 2,10 euro per azione, quest'ultimo pari al prezzo massimo di collocamento).

Il prezzo finale a cui verranno collocate le azioni di EGP - che non potra' essere superiore al prezzo massimo di collocamento sopra indicato e risultera' identico sia per l'offerta pubblica che per l'offerta istituzionale - sara' determinato da Enel sentiti i Global Coordinator ed i Joint Bookrunner al termine del periodo di offerta tenendo conto, tra l'altro, delle condizioni dei mercati finanziari in Italia e all'estero, della quantita' e qualita' delle manifestazioni di interesse ricevute dagli investitori istituzionali, nonche' della quantita' della domanda ricevuta nell'ambito dell'offerta pubblica.

glm

(END) Dow Jones Newswires

October 15, 2010 02:10 ET (06:10 GMT)

Copyright (c) 2010 MF-Dow Jones News Srl.

ENEL GREEN POWER


Solo un'occhiata: Ricavi 2009 Euro 1,77 miliardi, Finanziamenti a breve termine Euro 4,4 miliardi.....
Non vi sembra un po' sbilanciata ???

giovedì 14 ottobre 2010

Richieste di sussidio per la disoccupazione in USA

Dal sito del Dipartimento del lavoro degli USA:

EMPLOYMENT AND TRAINING ADMINISTRATION

USDL 10-1428-NAT

Program Contact:

TRANSMISSION OF MATERIAL IN THIS

Scott Gibbons (202) 693-3008

RELEASE IS EMBARGOED UNTIL

Tony Sznoluch (202) 693-3176

8:30 A.M. (EDT), THURSDAY

Media Contact :

October 14, 2010

(202) 693-4676

UNEMPLOYMENT INSURANCE WEEKLY CLAIMS REPORT

SEASONALLY ADJUSTED DATA

In the week ending Oct. 9, the advance figure for seasonally adjusted initial claims was 462,000, an increase of 13,000 from the previous week's revised figure of 449,000. The 4-week moving average was 459,000, an increase of 2,250 from the previous week's revised average of 456,750.

The advance seasonally adjusted insured unemployment rate was 3.5 percent for the week ending Oct. 2, a decrease of 0.1 percentage point from the prior week's revised rate of 3.6 percent.

The advance number for seasonally adjusted insured unemployment during the week ending Oct. 2 was 4,399,000, a decrease of 112,000 from the preceding week's revised level of 4,511,000. The 4-week moving average was 4,488,500, a decrease of 34,500 from the preceding week's revised average of 4,523,000.

UNADJUSTED DATA

The advance number of actual initial claims under state programs, unadjusted, totaled 449,568 in the week ending Oct. 9, an increase of 75,914 from the previous week. There were 508,659 initial claims in the comparable week in 2009.

The advance unadjusted insured unemployment rate was 2.9 percent during the week ending Oct. 2, a decrease of 0.1 percentage point from the prior week. The advance unadjusted number for persons claiming UI benefits in state programs totaled 3,668,851, a decrease of 111,184 from the preceding week. A year earlier, the rate was 3.8 percent and the volume was 4,953,947.

Extended benefits were available in Alabama, Alaska, Arizona, California, Colorado, Connecticut, Delaware, the District of Columbia, Florida, Georgia, Idaho, Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Missouri, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Ohio, Oregon, Pennsylvania, Puerto Rico, Rhode Island, South Carolina, Tennessee, Texas, Virginia, Washington, West Virginia, and Wisconsin during the week ending Sept. 25.

Initial claims for UI benefits by former Federal civilian employees totaled 4,844 in the week ending Oct. 2, an increase of 1,247 from the prior week. There were 2,694 initial claims by newly discharged veterans, a decrease of 150 from the preceding week.

There were 32,023 former Federal civilian employees claiming UI benefits for the week ending Sept. 25, an increase of 2,343 from the previous week. Newly discharged veterans claiming benefits totaled 41,940, an increase of 1,167 from the prior week.

States reported 3,888,001 persons claiming EUC (Emergency Unemployment Compensation) benefits for the week ending Sept. 25, a decrease of 235,512 from the prior week. There were 3,387,838 claimants in the comparable week in 2009. EUC weekly claims include first, second, third, and fourth tier activity.

The highest insured unemployment rates in the week ending Sept. 25 were in Puerto Rico (6.3 percent), Alaska (4.5), California (4.0), Nevada (4.0), Oregon (4.0), Pennsylvania (4.0), New Jersey (3.9), Connecticut (3.6), Illinois (3.6), and South Carolina (3.5).

The largest increases in initial claims for the week ending Oct. 2 were in Pennsylvania (+2,869), New Jersey (+2,132), Georgia (+1,361), Indiana (+833), and Washington (+677), while the largest decreases were in California (-6,131), Florida (-5,357), Iowa (-817), Illinois (-746), and Puerto Rico (-578).


UNEMPLOYMENT INSURANCE DATA FOR REGULAR STATE PROGRAMS


Advance

Prior1

WEEK ENDING

Oct. 9

Oct. 2

Change

Sept. 25

Year


Initial Claims (SA)

462,000

449,000

+13,000

456,000

521,000

Initial Claims (NSA)

449,568

373,654

+75,914

372,536

508,659

4-Wk Moving Average (SA)

459,000

456,750

+2,250

458,750

534,000

Advance

Prior1

WEEK ENDING

Oct. 2.

Sept. 25

Change

Sept. 18

Year


Ins. Unemployment (SA)

4,399,000

4,511,000

-112,000

4,510,000

5,954,000

Ins. Unemployment (NSA)

3,668,851

3,780,035

-111,184

3,810,931

4,953,947

4-Wk Moving Average (SA)

4,488,500

4,523,000

-34,500

4,538,500

6,004,500


Ins. Unemployment Rate (SA)2

3.5%

3.6%

-0.1

3.6%

4.5%

Ins. Unemployment Rate (NSA)2

2.9%

3.0%

-0.1

3.0%

3.8%


INITIAL CLAIMS FILED IN FEDERAL PROGRAMS (UNADJUSTED)


Prior1

WEEK ENDING

Oct. 2

Sept. 25

Change

Year


Federal Employees

4,844

3,597

+1,247

1,911

Newly Discharged Veterans

2,694

2,844

-150

2,539


PERSONS CLAIMING UI BENEFITS IN FEDERAL PROGRAMS (UNADJUSTED)


Prior1

WEEK ENDING

Sept. 25

Sept. 18

Change

Year


Federal Employees

32,023

29,680

+2,343

20,746

Newly Discharged Veterans

41,940

40,773

+1,167

31,967

Railroad Retirement Board

3,000

3,000

0

9,000

Extended Benefits

907,298

1,011,919

-104,621

648,967

EUC 20083

3,888,001

4,123,513

-235,512

3,387,838


FOOTNOTES
SA - Seasonally Adjusted Data
NSA - Not Seasonally Adjusted Data
1 - Prior year is comparable to most recent data.
2 - Most recent week used covered employment of 125,845,577 as denominator.
3 - EUC weekly claims include first, second, third, and fourth tier activity.

UNADJUSTED INITIAL CLAIMS FOR WEEK ENDED 10/02/2010


STATES WITH A DECREASE OF MORE THAN 1,000


State

Change

State Supplied Comment

CA

-6,131

Fewer layoffs in the trade and service industries.

FL

-5,357

Fewer layoffs in the construction, trade, service, and manufacturing industries, and agriculture.


STATES WITH AN INCREASE OF MORE THAN 1,000


State

Change

State Supplied Comment

GA

+1,361

Layoffs in the service and manufacturing industries.

NJ

+2,132

Layoffs in the construction, trade, service, and manufacturing industries.

PA

+2,869

Layoffs in the rubber/plastics, food, construction, and service industries.

State Detail Prior Week
UI Claims Series 1967 to current