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mercoledì 31 marzo 2010

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB






ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper marzo 2010

* Aumenta ancora peso equity, in particolare Usa e zona euro

* Gradimento corporate bond resta ma in calo

* Più interesse per IT, restano in sottopeso i bancari

MILANO, 31 marzo (Reuters) - I portafogli dei gestori registrano a marzo un nuovo ritocco a favore dell'azionario, soprattutto nordamericano e della zona euro, cui si contrappone una limatura sul reddito fisso. Fanno eccezione i corporate bond, ancora sovrappesati ma con minore entusiasmo rispetto ai mesi scorsi. Continua a piacere poco il debito pubblico.

Sono queste alcune delle tendenze di marzo emerse dal sondaggio che Reuters-Lipper conduce fra otto gestori di primo piano in Italia.

L'allocazione azionaria ha registrato mediamente una crescita al 48,75%, quasi due punti percentuali rispetto a febbraio. Si riduce invece di un punto percentuale l'allocazione aggregata obbligazionaria, che passa al 43,63% dal 44,63%. I dati di mediana confermano invece i valori di febbraio per entrambe le asset class (per tutti i dati, vedere la tabella inviata separatamente in rete).

"Confermiamo il sovrappeso sull'azionario, da cui ci aspettiamo una buona performance soprattutto in questa prima parte dell'anno, legata più ai fondamentali che all'eccesso di liquidità come è stato nel 2009", spiega Francesco Fonzi, senior portfolio manager di Credit Suisse. "Non ci aspettiamo rendimenti clamorosi, ma positivi, che riconoscano il miglioramento del quadro economico. Né ci aspettiamo misure di rialzo dei tassi fino a fine anno se non nel 2011, almeno nelle economie sviluppate, perché i dati sull'inflazione continuano a essere molto buoni".

La ripresa, dice il gestore, è sostenuta dalle conferme dai mercati emergenti, "che corrono come se la crisi non fosse mai avvenuta, ma anche dal consolidamento in quelli maturi, soprattutto gli Usa".

Per Fonzi, "apparentemente fa fatica l'Europa, succube della 'presa mediatica' del caso-Grecia, ma i paesi core vanno bene, gli indicatori per manifattura e servizi in Germania hanno fatto i massimi".

Per la più prudente Sella Gestioni "il mercato va verso la stabilizzazione, il secondo semestre sarà più difficile sia perché cominceranno a ridursi gli aiuti, sia perché le aziende che hanno ricostituito le scorte torneranno verso la normalità produttiva e allora vedremo i tassi di crescita veri", osserva Nicola Trivelli, direttore investimenti.

"Nei prossimi mesi mi aspetto un trend laterale con momenti di nervosismo".

A livello di settore, aumenta l'interesse per il comparto IT, che affianca quello farmaceutico fra i più graditi. Decisamente meno popolari banche e immobiliare.

"Vedo un trend a favore della tecnologia, con la sostituzione capitale-lavoro e la ricerca di aumento di produttività", dice Fonzi, che si dichiara invece più cauto sul finanziario, ipotizzando che le banche debbano ancora assorbire le conseguenze della crisi.

Sella Gestioni conferma il sottopeso sul finanziario, "un comparto che pensiamo abbia ancora grosse difficoltà da risolvere", osserva Trivelli. "Pesa poi la scure della regolamentazione, si prospetta una redditività più bassa non ancora del tutto scontata dai mercati". L'energia per Trivelli può dare più soddisfazione, "con un prezzo petrolio in salita o stabile che non vediamo riflesso nelle valutazioni attuali".

SEMPRE BENE GLI EMERGENTI, SELEZIONE SUI CORPORATE BOND

Credit Suisse resta "strutturalmente bullish sugli emergenti, ma tatticamente siamo più riservati", spiega Fonzi, "per gli effetti della normalizzazione monetaria già vista all'opera in Cina, Australia, India". A livello tattico, prosegue il gestore, "gli Usa sono meglio dell'Europa, ma vedo opportunità anche per il Giappone: sembra avere accumulato un tale ritardo che offre ampi margini di recupero".

Ragionando sulla crescita, è opinione di Trivelli, "tra le aree core gli Usa hanno un vantaggio dovuto a stimoli più importanti. Ripeto che l'area emergente continua a dare i segnali più importanti e in ottica di medio periodo è quella su cui aumentare gradatamente l'esposizione, con attenzione ai rischi di volatilità sulle manovre di politica monetaria".

La quota del reddito fisso non sembra destinata a significative variazioni, avendo 7 partecipanti su 8 risposto di voler mantenere invariata questa componente nell'arco dei prossimi tre mesi. Le uniche obbligazioni che ottengono ancora il consenso della maggior parte dei rispondenti sono quelle corporate.

Se in generale viene tenuto d'occhio il timore di un movimento sui tassi durante l'anno, è sul bilanciamento tra paesi core e periferici che gioca il mercato, spiega Trivelli. Sella Gestioni scommette "sull'Italia, che fra i paesi periferici è il più stabile ma offre un premio interessante, mentre siamo vicini allo zero su Spagna, Portogallo e Irlanda. Sulla Grecia prendiamo posizioni nei momenti di correzione del mercato, quindi realizziamo".

Il bond corporate suscita ancora interesse, prosegue Trivelli, "ma le performance degli ultimi 18 mesi non sono riproponibili. Siamo molto più selettivi rispetto all'anno scorso". Gli fa eco Fonzi: "La corsa dei corporate, se non esaurita, ha fatto buona parte del percorso. Il 2010 è l'anno della selettività, sia sui settori sia sugli emittenti. Ci aspettiamo comportamenti non eccezionali a livello di classe ma con differenziazioni importanti".

La versione integrale di questa e altre ricerche sul sito www.lipperweb.com

TRADING










Oggi mercati mondiali negativi: il Dow Jones chiude a 10.856,93 (-0,46%) ed il Nasdaq a 2.397,96 (-0,53%). Il FTSE-MIB perde l'1,67% a 21.946,9 punti, ancora molto lontano dai 25.558 punti raggiunti il 16 ottobre 2009. Restiamo investiti per il 40% circa ed attendiamo nuove rotture di massimi relativi. Perdiamo l'1,52%, facendo meglio dell'indice FTSE-MIB che dal 14 gennaio 2010, data di inizio del nostro cammino, perde il 4,13%. La volatilità a 56 sedute è attualmente pari allo 0,70% per il portafoglio e all'1,24% per l'indice FTSE-MIB. Il nostro indice resta ancora sopra la media mobile semplice a 200 periodi che passa per 22.060,5 punti. L'obiettivo è ancora quota 24.000 punti ed il supporto si conferma quota 22.500. Sopra trovate un grafico del FTSE-MIB e le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività, dove appare che abbiamo effettuato 64 operazioni (27 long e 37 short) di cui 60 concluse. Di queste il 22% è andato a target (con un guadagno medio di 608,54 Euro, pari ad un 6,1% per singola operazione) il 78% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 217,96, circa -2,17%).

Buon trading !

martedì 30 marzo 2010

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB



TRADING









Oggi mercati mondiali praticamente fermi: il Dow Jones chiude a 10.907,4 (+0,11%) ed il Nasdaq a 2.410,69 (+0,26%). Il FTSE-MIB perde lo 0,44% a 23.003,3 punti ancora molto lontano dai 25.558 punti raggiunti il 16 ottobre 2009. Restiamo investiti per il 40% circa ed attendiamo nuove rotture di massimi relativi. Perdiamo l'1,11%, facendo meglio dell'indice FTSE-MIB che dal 14 gennaio 2010, data di inizio del nostro cammino, perde il 3,48%. La volatilità a 53 sedute è attualmente pari allo 0,71% per il portafoglio e all'1,24% per l'indice FTSE-MIB. Il nostro indice resta ancora sopra la media mobile semplice a 200 periodi che passa per 22.042,48 punti. L'obiettivo è ancora quota 24.000 punti ed il supporto si conferma quota 22.500. Sopra trovate un grafico del FTSE-MIB e le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività, dove appare che abbiamo effettuato 64 operazioni (27 long e 37 short) di cui 60 concluse. Di queste il 22% è andato a target (con un guadagno medio di 608,54 Euro, pari ad un 6,1% per singola operazione) il 78% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 217,96, circa -2,17%).
Buon trading !

lunedì 29 marzo 2010

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




TRADING






Ancora positivi i mercati americani e sui massimi da agosto-settembre 2008: il Dow Jones chiude a 10.895,9 (+0,42%) ed il Nasdaq a 2.404,36 (+0,39%). Il FTSE-MIB sale a 23.104,9 punti (+0,21%) ancora molto lontano dai 25.558 punti raggiunti il 16 ottobre 2009. Restiamo investiti per il 40% circa ed attendiamo nuove rotture di massimi relativi. Perdiamo l'1,12%, facendo meglio dell'indice FTSE-MIB che dal 14 gennaio 2010, data di inizio del nostro cammino, perde il 3,05%. La volatilità a 52 sedute è attualmente pari allo 0,71% per il portafoglio e all'1,25% per l'indice FTSE-MIB. Il nostro indice resta ancora sopra la media mobile semplice a 200 periodi che passa per 22.022,58 punti. L'obiettivo è ancora quota 24.000 punti ed il supporto si conferma quota 22.500. Sopra trovate un grafico del FTSE-MIB e le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività, dove appare che abbiamo effettuato 64 operazioni (27 long e 37 short) di cui 60 concluse. Di queste il 22% è andato a target (con un guadagno medio di 608,54 Euro, pari ad un 6,1% per singola operazione) il 78% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 217,96, circa -2,17%).
Buon trading !

giovedì 25 marzo 2010

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




TRADING






Brutta figura di inversione per il Dow Jones che chiude a 10.841,2 (+0,05%) ed il Nasdaq che chiude a 2.397,41 (-0,06%). Il FTSE-MIB sale a 23.034,4 punti (+1,03%). Restiamo investiti per il 30% circa ed attendiamo nuove rotture di massimi relativi. Perdiamo l'1,17%, facendo meglio dell'indice FTSE-MIB che dal 14 gennaio 2010, data di inizio del nostro cammino, perde il 3,35%. La volatilità a 52 sedute è attualmente pari allo 0,73% per il portafoglio e all'1,27% per l'indice FTSE-MIB. Il nostro indice resta ancora sopra la media mobile semplice a 200 periodi che passa per 21.988,5 punti. L'obiettivo è ancora quota 24.000 punti ed il supporto si conferma quota 22.500. Sopra trovate un grafico del FTSE-MIB e le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività, dove appare che abbiamo effettuato 62 operazioni (25 long e 37 short) di cui 59 concluse. Di queste il 22% è andato a target (con un guadagno medio di 608,54 Euro, pari ad un 6,1% per singola operazione) il 72% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 220,80, circa -2,20%).
Buon trading !

mercoledì 24 marzo 2010

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




TRADING






Pausa di riflessione per tutti e due gli indici americani che chiudono: il Dow Jones a 10.836,10 (-0,48%) ed il Nasdaq a 2.398,76 (-0,68%). Il FTSE-MIB sale a 22.798,7 punti (+0,14%). Restiamo investiti per il 40% circa ed attendiamo nuove rotture di massimi relativi. Non siamo intervenuti su Prysmian nonostante fosse già da ieri nella nostra watching list perchè l'apertura è stata in forte gap ed il rischio di ingresso eccessivo per il target stabilito (Stesso ragionamento avevamo fatto per Unicredit il 17 marzo). Perdiamo l'1,48%, facendo meglio dell'indice FTSE-MIB che dal 14 gennaio 2010, data di inizio del nostro cammino, perde il 4,33%. La volatilità a 51 sedute è attualmente pari allo 0,73% per il portafoglio e all'1,28% per l'indice FTSE-MIB. Il nostro indice resta ancora sopra la media mobile semplice a 200 periodi che passa per 21.975,3 punti. L'obiettivo è ancora quota 24.000 punti ed il supporto si conferma quota 22.500. Da notare che il FTSEMIB è molto lontano dal massimo di 24.558 punti del 16 ottobre 2009 (-7,20%), mentre gli indici americani sono sui massimi da settembre 2008. Oggi abbiamo sfruttato (intraday) tale divergenza imbastendo un'operazione neutrale: acquisto di 2 contratti FTSE-MIB (margine cca Euro 5200) e vendita di 1 MiniNasdaq (margine Euro 2250) entrambi con scadenza giugno. Senza stop loss. L'operazione è riuscita ed ha portato un gain di 1095 Euro in un solo giorno (entrata in open del mercato italiano ed uscita alle 17.35).

martedì 23 marzo 2010

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB




TRADING




Rotture importanti per tutti e due gli indici americani che chiudono sui massimi da settembre 2008: il Dow Jones a 10.888,8 (+0,95%) ed il Nasdaq a 2.415,24 (+0,83%). Il FTSE-MIB chiude a 22.765,8 punti (+0,63%). Restiamo investiti per il 30% circa, ma attendiamo nuove rotture di massimi relativi. Perdiamo il 3,09%, ma facciamo meglio dell'indice FTSE-MIB che dal 14 gennaio 2010, data di inizio del nostro cammino, perde il 4,47%. La volatilità a 50 sedute è attualmente pari allo 0,70% per il portafoglio e all'1,29% per l'indice FTSE-MIB. Il nostro indice resta ancora sopra la media mobile semplice a 200 periodi che passa ora per 21.964,2 punti. L'obiettivo resta ancora quota 24.000 punti ed il supporto si conferma quota 22.500. Da notare che il FTSEMIB è molto lontano dal massimo di 24.558 punti del 16 ottobre 2009 (-7,30%), mentre gli indici americani sono sui massimi e non conoscono barriere al rialzo. Si potrebbe sfruttare tale divergenza imbastendo domani un'operazione neutrale: acquisto di 2 contratti FTSE-MIB (margine cca Euro 5200) e vendita di 1 MiniNasdaq (margine Euro 2250) entrambi con scadenza giugno. Senza stop loss. E' un'operazione rischiosa, ma con rischio controllato.
Buon trading !

lunedì 22 marzo 2010

I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL FTSE-MIB


TRADING







Ritorna il sereno sui mercati mondiali con il Dow Jones che chiude a 10.785,8 (+0,41%) ed il Nasdaq a 2.395,4 (+0,88%). Il FTSE-MIB chiude a 22.622,8 punti (-0,28%). Alleggeriamo il portafoglio e restiamo investiti per il 30% circa. Perdiamo il 3,49%, ma facciamo meglio dell'indice FTSE-MIB che dal 14 gennaio 2010, data di inizio del nostro cammino, perde il 5,07%. La volatilità a 49 sedute è attualmente pari allo 0,70% per il portafoglio e all'1,30% per l'indice FTSE-MIB. Il nostro indice resta ancora sopra la media mobile semplice a 200 periodi che passa ora per 21.951,9 punti. L'obiettivo resta ancora quota 24.000 punti ed il supporto si conferma quota 22.500. Sopra trovate un grafico del FTSE-MIB e le tabelle che riassumono la posizone attuale, le operazioni chiuse, il confronto tra portafoglio e benchmark e i titoli da monitorare domani. Posto anche un riepilogo statistico dell'operatività, dove appare che abbiamo effettuato 58 operazioni (22 long e 36 short) di cui 55 concluse. Di queste il 18% è andato a target (con un guadagno medio di 620,77 Euro, pari ad un 6,2% per singola operazione) l'82% è stato chiuso in stop loss (con una perdita media di Euro 222,88, circa -2,23%).
Buon trading !