Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

domenica 31 gennaio 2010

DISOCCUPAZIONE IN ITALIA


Pubblicati i dati provvisori sull'occupazione italiana in dicembre.

Il numero degli occupati resta sostanzialmente invariato rispetto a novembre (+38.000 unità, +0,16%), mentre sale il numero di persone in cerca di occupazione (+57.000 unità a +2,7%), portando il tasso di disoccupazione all'8,5% dall'8,3% di novembre, in crescita del 22,4% tendenziale.

Ciò significa che rispetto a gennaio 2009 il numero delle persone in cerca di occupazione sul totale delle forze di lavoro è salito di ben 392.000 unità (+22,4%) con un trend che non mostra segni di inversione.


Vai al documento ufficiale

venerdì 29 gennaio 2010

TRADING



Giornata di rimbalzi oggi per le Borse europee, ma non per quelle americane che continuano ancora l'affondo nonostante i dati positivi sul fronte del PIL: Dow Jones (-0,52%) e Nasdaq (-1,45%).
FTSE-MIB a 21.896,2 punti (+1,36%) tradito dal diverso orario di contrattazione rispetto per esempio all'EuroStoxx (che nel finale perde lo 0,22%).
Non è una buona notizia se i mercati in chiusura di settimana non sono riusciti a rimbalzare con convinzione; probabilmente anche la prossima settimana sarà all'insegna dei ribassi.
Tra i migliori del FTSE-MIB: Exor (+4,18%), Fiat (+4,16%), Unicredit (+3,96%), Tenaris (+3,64%), Prysmian (+3,45%).
Tra i peggiori: Finmeccanica (-3,55%), Banco Popolare (-2,12%), UBI Banca (-1,58%), Autogrill (-1,45%), A2A (-1,43%).
Il nostro portafoglio è investito ancora al 50% (1 titolo in posizione long e 4 in posizione short) con un rendimento del -2,37% contro un -8,12% del FTSE-MIB.
Cosa fare lunedì?
Manteniamo ancora tutti i titoli in portafoglio con le seguenti indicazioni:
- Luxottica: stop loss rigido a 18,50€
- Banca Popolare di Milano: stop loss 5,00€ - target 4,50€ (ricompriamo se il prezzo in chiusura è superiore a 4,80€)
- Montepaschi: stop loss 1,24€ - target 1,00€ (ricompriamo se il prezzo in chiusura è superiore a 1,20€)
- Banco Popolare: target 4,40€; oggi il titolo ha toccato un minimo a 4,545€ (+10,01% rispetto al nostro ingresso) e quindi spostiamo il trailing profit e ci ricopriremo se il prezzo del titolo ritraccia e segna 4,70€ (cioè portiamo a casa un guadagno del 6,38%)
- Fiat: stop loss 9,50€ - target 8,00€ (ricompriamo se il prezzo in chiusura è superiore a 9,35€)
In questa fase preferirei non esagerare con l'assunzione di ulteriori rischi. Per diversificazione settoriale monitorerei soltanto:
- Italcementi: sell a 8,84€ - stop loss 9,15€ - target 7,50€
- Parmalat: sell a 1,80€ - stop loss 1,860€ - target 1,65€ (che tra l'altro avevamo tentato - invano - di shortare oggi portando a casa un loss dello 0,83%).

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper gennaio 2010

* Nuovi arrotondamenti su equity, soprattutto in emergenti

* Ulteriore limatura su T-bond, corporate bond in sovrappeso

* Confermato interesse per farmaceutici, cautela sui ciclici

MILANO, 29 gennaio (Reuters) - Un modesto arrotondamento al rialzo a favore dell'equity, meno peso ai titoli di stato mentre resta evidente il gradimento per le emissioni societarie.

Questo è il portafoglio che i gestori operanti in Italia riconfermano a inizio anno, distaccandosi poco dalle tendenze degli ultimi mesi del 2009.

A livello geografico si osserva un rinnovato interesse per i mercati emergenti, ma qualcuno tiene d'occhio anche la ripartenza dell'economia nordamericana.

Il sondaggio che Reuters-Lipper conduce fra nove primari gestori attivi in Italia mostra che l'allocazione aggregata azionaria ha registrato nel mese una crescita media al 48,37% dal 47,75% di dicembre. Parallelamente, si è osservata una contrazione di quella obbligazionaria al 42,0% dal 42,57%, mentre il cash resta sotto il 9%.

Nei dati di mediana il quadro resta più stabile e conferma i valori dell'ultimo mese del 2009 per tutte le classi di asset. Confermata, rispetto a dicembre, anche la maggioranza assoluta di 5 asset manager posizionati in sovrappeso sull'azionario.

Un gestore di Pioneer Investments, che partecipa al sondaggio, spiega: "Abbiamo incrementato l'esposizione azionaria sugli Stati Uniti e sulle economie emergenti, soprattutto Asia e America Latina".

La view della casa, anticipa, sta per cambiare, "dando maggiore credito all'idea di una crescita convincente, dovuta non solo ai paesi emergenti, ma anche agli Stati Uniti, perché indicatori come il numero di lavoratori temporanei e i sussidi di disoccupazione puntano a una crescita convincente".

Zenit sgr, spiega Marco Bonifacio, ha "riportato a benchmark la componente azionaria, su cui eravamo leggermente sottopesati. La nostra idea è che il 2010 possa essere un anno ancora moderatamente positivo, soprattutto nei primi mesi. C'è enorme liquidità ancora in cerca di rendimenti".

Dopo la corsa con cui si è chiuso il 2009, a gennaio l'andamento dell'indice MSCI .delle borse mondiali è stata incerto, trascorrendo in rosso la seconda parte del mese.

In prospettiva, Bonifacio si prepara al ritorno a politiche economiche più rigide: "Ci sono timori relativi alla fine degli stimoli di politica economica o a una stretta monetaria, ma pensiamo riguardino soprattutto la seconda metà dell'anno. Per questo riporteremo l'equity sottopeso nel corso del trimestre".

In media, il lieve incremento sull'equity guarda soprattutto alle regioni di Asia-Pacifico e America Latina. "Al di fuori dell'euro ci piacciono ancora i paesi emergenti, dove vale la pena di restare strutturalmente investiti perché stanno portando avanti cambiamenti nell'economia simile a quanto visto negli anni '60 in Europa", per Bonifacio.

"Sovrappesiamo l'area asiatica", conferma un altro gestore partecipante al sondaggio, "riteniamo che ci sia potenziale non ancora emerso. Ma anche in Giappone i fattori macroeconomici indicano margini di miglioramento".

"In Europa ci preoccupa la fretta con cui si vogliono risanare i conti pubblici, messi a dura prova dai costi delle manovre di stimolo", aggiunge il gestore di Pioneer. "La situazione in Grecia è quasi insostenibile, ma l'Unione europea pone pressione a tutti nel raddrizzare i conti pubblici quando la ripresa è ancora fragile: questo è un fattore di rischio in più, per cui non abbiamo incrementato la nostra esposizione su quest'area", dice Pioneer.

A livello dei settori dell'equity, le tendenze dell'ultima parte dello scorso anno sono confermate, con una netta preferenza per i titoli farmaceutici, sovrappesati da tutti i rispondenti eccetto uno. Prevalente il sottopeso per bancari e ciclici, continuano a piacere tlc e IT.

"Siamo ancora sovrappesati sui ciclici e industriali in particolare" dice Bonifacio "ma secondo una logica di stockpicking, non di allocazione top-down". Nel 2010 potrebbe verificarsi un allentamento della correlazione a livello di asset class. "Diventerà più importante scegliere bene i singoli titoli, piuttosto che guardare al benchmark".

L'IT piace anche a Pioneer, perché "pur essendo ciclico è fatto di sopravvissuti alla bolla del 2000, tutti ottimi nomi". Tuttavia il gestore punta più sui "settori tradizionalmente difensivi, come tlc e farmaceutici, che per noi hanno costituito una parte crescente del portafogli durante il rialzo".

La zona euro - comunque quella da cui proviene della maggior parte dell'obbligazionario nei portafogli - mostra il calo relativo dell'obbligazionario più significativo. Restano 5 come a dicembre i gestori che si dichiarano in sottopeso sui bond, uno solo (due un mese fa) sovrappesa questa asset class.

I corporate bond confermano la tendenza dei mesi scorsi e sono sovrappesati ancora dal 66,67% del campione. Sottopesati nella grande maggioranza dei casi i Treasuries, sui titoli di Stato della zona euro un terzo dei gestori è sottopeso, un terzo sovrappeso e un terzo a benchmark.

"Sugli strumenti del debito, siamo pesati sulla zona euro soprattutto per una questione di cautela sul dollaro", dice ancora Bonifacio.

Per Pioneer "i rendimenti governativi sono troppo bassi, a causa del massiccio acquisto di obbligazioni dalle banche centrali, ma anche i rendimenti corporate sono scesi".

Conclude un altro gestore: "Manteniamo la componente corporate sovrappesata, anche se in leggera riduzione, perché i titoli di Stato non mostrano assolutamente la stessa appetibilità".

La versione integrale di questa e altre ricerche sul sito www.lipperweb.com

giovedì 28 gennaio 2010

UBI e il sogno di acquisizione

Trovo su Mercato Libero il seguente articolo su UBI e il Banco Popolare.

"il progetto di acquisizione (carta contro carta ovviamente) non è mai tramontato in casa UBI anche se è stato smentito innumerevoli volte. Certo è che, ogni volta che il Banco Popolare scende, la possibilità che la fusione venga ripresa in considerazione aumenta, anche perchè secondo alcune stime di ML il Banco Popolare avrebbe bisogno di 1,5 miliardi di cash...chissà...chissà. Anche perchè impostare un mini arbitraggio potrebbe avere le sue ragioni" (....)

Leggi Mercato Libero

TRADING



Ancora giornata negativa sui mercati azionari mondiali, a causa della volatilità esplosa sui titoli del settore bancario in conseguenza della proposta di Obama dei giorni scorsi.
Da uno studio di Moody's del 27 gennaio sulla Tassa per la Financial Crisis, il sistema bancario dovrebbe "sborsare" commissioni pari a 90 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni. Tra le Banche più colpite: Bank of America che dovrebbe pagare 1,715 miliardi di dollari all'anno; Citigroup dovrebbe sborsare ogni anno 2,058 miliardi di dollari; Goldaman Sachs 1,123 miliardi; JP Morgan 1,905 miliardi; Morgan Stanley 1,005 miliardi e Wells Fargo 621 milioni di dollari (fonte: IlSole24Ore.com). I mercati americani hanno ancora proseguito per la strada ormai intrapresa dal 20 gennaio : Dow Jones (-1,13%), Nasdaq (-1,91%).
Il FTSE-MIB, anch'esso appesantito dai bancari, ha chiuso a 21.603,10 (-1,79%). Da inizio anno l'indice principale perde il 7,13%.
Tra i migliori titoli: Telecom Italia (+3,13%) che ha guadagnato dopo che la Etno (European Telecommunications Network Operators) ha scritto al presidente della Commissione Europea, J. M. Barroso, per chiederne un'intervento presso il governo di Buenos Aires per la vicenda Telecom Argentina. Secondo indiscrezioni infatti l'esecutivo guidato da Cristina Kirshner sarebbe intenzionato a nazionalizzare la compagnia telefonica partecitata dall'azienda italiana. A spingere il comparto è poi uno studio di Fitch Solutions che sostiene che le tlc saranno fondamentali per la crescita della liquidità sui mercati; STM (+1,37%); Saipem (+1,11%); Campari (+0,55%); Autogrill (+0,51%).
Tra i peggiori: Unicredit (-4,05%) che volontariamente abbiamo trascurato in quanto sotto aumento di capitale e quindi non shortabile; Geox (-3,23%); Banco Popolare (-3,03%); Ansaldo STS e Mediolanum (-2,71%); Bulgari (-2,64%).
Il nostro portafoglio è investito al 50% (1 titolo in posizione long e 4 in posizione short) con un rendimento del -2,06% contro un -9,35% del FTSE-MIB.
Ancora una volta il money management e la logica del contenimento del rischio ci danno ragione.
Cosa fare domani ?
Manteniamo tutti i titoli in portafoglio con le seguenti indicazioni:
- Luxottica: stop loss rigido a 18,50€
- Banca Popolare di Milano: stop loss 5,00€ - target 4,50€ (ricompriamo se il prezzo in chiusura è superiore a 4,89€)
- Montepaschi: stop loss 1,24€ - target 1,00€ (ricompriamo se il prezzo in chiusura è superiore a 1,20€)
- Banco Popolare: target 4,40€; oggi il titolo ha toccato un minimo a 4,725€ (+5,82% rispetto al nostro ingresso) e quindi inseriamo un trailing profit, cioè ricopriamoci se il prezzo del titolo ritraccia e segna 4,90€ (cioè portiamo a casa un guadagno del 2,04%)
- Fiat: stop loss 9,50€ - target 8,00€ (ricompriamo se il prezzo in chiusura è superiore a 9,35€)
Molti titoli sono vicini ai minimi, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
In questa fase preferirei non esagerare con l'assunzione di ulteriori rischi. Per diversificazione settoriale monitorerei soltanto:
- Italcementi: sell a 8,84€ - stop loss 9,15€ - target 7,50€
- Parmalat: sell a 1,80€ - stop loss 1,860€ - target 1,65€
Chi ama il rischio potrebbe shortare un'altro bancario, tenendo conto che monitorare troppi titoli diventa veramente impegnativo, ma l'occasione è ghiotta:
- Intesa SanPaolo: sell a 2,74€ - stop loss 2,835€ - target 2,50€

mercoledì 27 gennaio 2010

TRADING



Indici ancora in forte pressione oggi, trainati giù ancora dai titoli bancari e a Milano anche da Fiat.
FTSE-MIB a quota 21.997,5 (-1,83%).
Oltreoceano Dow Jones a 10.236 (+0,41%) e Nasdaq a 2.221 (+0,8%), dopo che la FED ha mantenuto i tassi invariati.
Trai migliori titoli segnaliamo: Ansaldo STS (+3,75%) con volumi esplosivi, A2A (+1,31%), Parmalat (+0,93%), Fondiaria (+0,77%), Saipem (+0,56%).
Tra i peggiori: Fiat (-4,86%), Banco Popolare (-4,65%), STM (-4,26%), Mondadori (-3,97%), Exor (-3,77%).
Scattano numerosi segnali di vendita: Popolare di Milano, Montepaschi, Banco Popolare, Fiat e Telecom Italia (che però non conferma il segnale in chiusura).
Il nostro portafoglio è quindi investito al 50% circa e cambia direzione (la maggioranza dei titoli è adesso in posizione short). La performance è adesso paria al -2,96% rispetto al -7,69% dell'indice di riferimento.
Cosa faremo domani ? Vista la chiusura positiva di Wall Street, manteniamo gli stop loss così come previsto, ma chiudiamo le operazioni se in chiusura i titoli mostrano un prezzo che non conferma il segnale di ingresso:
- Banca Popolare di Milano: stop loss 5,00€ - target 4,50€ (ricompriamo se il prezzo in chiusura è superiore a 4,80€)
- Montepaschi: stop loss 1,24€ - target 1,00€ (ricompriamo se il prezzo in chiusura è superiore a 1,20€)
- Banco Popolare: stop loss 5,175€ - target 4,40€ (ricompriamo se il prezzo in chiusura è superiore a 5,00€)
Per diversificare, poi, eseguiremo una operazione long al verificarsi del break out dei massimi su:
- Ansaldo STS: long a 14,70€ - stop loss 14,18€ - target 16,00€
Non caricherei ulteriormente il portafoglio, intervenendo, eventualmente, se nei prossimi giorni il trend verrà confermato.

martedì 26 gennaio 2010

Fiducia dei consumatori italiani: indagine ISAE


La fiducia dei consumatori italiani.
Secondo l’inchiesta ISAE realizzata tra il giorno 4 e il giorno 18 del mese la fiducia dei consumatori italiani a inizio d’anno segna una flessione scendendo da 113,7 a 111,7 e tornando sui valori dello scorso ottobre.
A peggiorare sono soprattutto le attese per i prossimi mesi, che scendono in termini di indice aggregato da 106,3 a 101,1 in prossimità dei valori dello scorso luglio; si deteriorano anche le opinioni sulla situazione economica del paese (da 92,4 a 88,8) mentre quelle sulla situazione personale accusano una flessione di lieve entità (da 123,7 a 123,4). I consumatori sono invece più ottimisti circa la situazione corrente (da 118,8 a 119,8 il relativo indicatore). In particolare, le indicazioni più sfavorevoli provengono dalle attese sia riguardo alla situazione del paese sia quelle personali e del mercato del lavoro. I consumatori tornano a percepire un aumento – seppur moderato - dei prezzi negli ultimi 12 mesi; anche le attese a breve termine, pur restando negative, risalgono marcatamente rispetto agli ultimi mesi in termini di saldo. A livello territoriale, la fiducia scende in tutte le ripartizioni, con maggiore intensità nel Centro e minore nel Nord Ovest.

Quadro economico generale
A gennaio segnano un deterioramento tutte le opinioni, considerate singolarmente, riguardanti la
situazione economica del paese. In particolare, i giudizi sul quadro corrente passano da -78 a -80; le attese a breve termine si deteriorano da -2 a -8; anche le valutazioni relative al mercato del lavoro segnano, dopo l’assestamento dello scorso mese, una flessione, con le attese di incremento della disoccupazione che si attestano a 83 da 76 della scorsa rilevazione.
Riguardo all’andamento dei prezzi, a gennaio,tornano a prevalere, dopo quattro mesi, quanti li ritengono aumentati (“molto” o “abbastanza”) rispetto a coloro che li ritengono “stabili” o “diminuiti”. Il saldo, infatti, torna positivo e pari a 5 (era -1 in dicembre) per la prima volta dallo scorso agosto. Pur continuando a risultare fortemente negative, le aspettative a breve termine accusano anch’esse un certa ripresa; il saldo passa infatti da -39 a -29, valore più alto dallo scorso maggio.


Situazione personale
Giudizi e previsioni sulla situazione personale segnano invece complessivamente una moderata flessione, dovuta ad andamenti contrapposti delle variabili componenti. Si deteriorano in misura marcata le previsioni sulla situazione familiare (da -3 a -8) e le possibilità future di risparmiare (da -38 a -44), peggiorano in misura più contenuta i giudizi sulla situazione presente e sul bilancio della famiglia, che passano, rispettivamente da -42 a -43 il primo e da -2 a -4 il secondo; migliorano invece le valutazioni sull’opportunità attuale del risparmio (che aumenta da 158 a 164) e sulla convenienza di acquisto di beni durevoli (con il saldo che recupera da -74 a -72).
Circa le consuete domande trimestrali relative all’acquisto dei maggiori beni durevoli, trova conferma la prudenza espressa nelle intenzioni a breve di acquisti (dove il saldo si deteriora da -44 a -48). Infatti il saldo di quanti si mostrano intenzionati ad acquistare un’autovettura si riduce a -176 (da -172); quello di coloro che prevedono l’acquisto di un’abitazione diminuisce da -190 a -192 e soltanto quello di coloro che intendono effettuare manutenzioni straordinarie recupera da -171 a -168. .



La fiducia dei consumatori su base territoriale.


La flessione della fiducia dei consumatori registrata a livello nazionale è diffusa a livello territoriale con differenti intensità. Le valutazioni sul quadro economico generale peggiorano in tutte le ripartizioni, e con particolare intensità nel Nord Ovest e nel Centro.
Riguardo alla situazione personale, un miglioramento caratterizza le regioni del Nord, mentre quelle del Centro e del Sud riportano una flessione. Anche le valutazioni correnti appaiono favorevoli nel Nord mentre segnano una flessione nel Centro e soprattutto nel Sud. L’indice futuro infine peggiora in tutte le ripartizioni tranne che nel Sud, dove invece registra un incremento.
Nord Ovest: l’indice scende da 114,7 a 113,8 rimanendo tuttavia su valori più alti di quelli registrati nell’ultimo anno. A deteriorarsi sono soprattutto le attese sul mercato del lavoro, sulla propria situazione familiare e quelle sulla convenienza di acquisto di beni durevoli. Migliorano invece i giudizi sulla situazione economica del paese e sulle opportunità presenti del risparmio.
Nord Est: l’indice flette da 113,6 a 111,4. Si deteriorano, in particolare, le prospettive sulla situazione del paese e su quella personale, peggiora anche il mercato del lavoro. Migliorano per contro soprattutto i giudizi sulla situazione del paese e le valutazioni sul risparmio.
Centro: la fiducia flette a 110,2 (era 112,9), a sintesi di un netto diffuso deterioramento di quasi tutte le variabili, in particolare delle intenzioni di risparmio e della convenienza di acquisto di beni durevoli. Positive sono soltanto le opportunità presenti del risparmio.
Mezzogiorno: anche in questa ripartizione la fiducia diminuisce: da 114 a 112. La flessione è principalmente imputabile al mercato del lavoro, alla situazione familiare presente e alle possibilità di risparmio future. Favorevoli risultano invece i giudizi sulla situazione economica del paese e sull’opportunità di acquisto di beni durevoli.

TRADING




FTSE-MIB lievemente positivo oggi a 22.407,70 punti (+0,15%) sulla scia di Wall Street dove alle 16:00 la Fiducia dei Consumatori è risultata in crescita a 55,90 punti rispetto al precedente 53,60 (previsione in calo a 53,50) per il terzo mese consecutivo. Si tratta di un indicatore chiave, in grado di anticipare la spesa dei consumatori americani, che rappresenta una quota fondamentale nell'attività economica totale.
In chiusura i mercati americani segnano: Dow Jones (-0,03%) e Nasdaq (-0,32%).
Tra i titoli migliori: Lottomatica (+3,32%), STM (+1,92%), Pirelli & c. (+1,56%), Geox (+1,53%), Finmeccanica (+1,35%), UBI Banca (+1,28%).
Tra i titoli peggiori: Unicredit (-2,23%), Bulgari (-2,15%), Exor (-2,09%), Tenaris (-0,94%), Banca Popolare di Milano (-0,82%), FIAT (-0,79%).
Resta in portafoglio Luxottica (+0,48% a 19,01€ di cui confermiamo stop loss a 18,51€ e target a 21€).
La giornata, che è stata poco movimentata fino all'apertura di Wall Street, alle 16:00 ha preso una direzione precisa, con un forte recupero dai minimi di giornata ed una chiusura sui massimi.
Sono scattate delle operazioni short (Banca Popolare di Milano, Parmalat, Banca Montepaschi e Telecom Italia), tutte però liquidate in chiusura poichè il segnale non è stato confermato (nel grafico il dettaglio delle operazioni di oggi: perdita di 322€ pari a -0,32% sull'intero patrimonio).
Il portafoglio a questo punto evidenzia una perdita del 3,43% ancora nettamente migliore rispetto al FTSE-MIB (-5,97%) e resta investito solo per un 10%.
Domani riproveremo alcune operazioni se la tendenza ribassista del mercato proseguirà:
- Banca Popolare di Milano: sell a 4,80€ - stop loss 5,00€ - target 4,50€
- Parmalat: sell a 1,825€ - stop loss 1,76€ - target 1,70€
- Mediobanca: sell a 7,80€ - stop loss 8,07€ - target 7,00€
- Mediolanum: sell a 4,10€ - stop loss 4,245€ - target 3,50€
- Montepaschi: sell a 1,20€ - stop loss 1,24€ - target 1,00€
- ENEL: sell a 3,91€ - stop loss 4,00€ - target 3,50€
- Banco Popolare: sell a 5,00€ - stop loss 5,175€ - target 4,40€
- Telecom Italia: sell a 1,02€ - stop loss 1,055€ - target 0,90€
- Fiat: sell a 9,185€ - stop loss 9,50€ - target 8,5€

lunedì 25 gennaio 2010

TRADING

Anche oggi il FTSE-MIB sui minimi da inizio anno a 22.373 punti (-0,86% tutto nel finale dalle 16:00 in poi in concomitanza con l'apertura negativa di Wall Street per il dato negativo sulla vendita di case esistenti calate del 16,7% a dicembre).

I mercati americani chiudono invece leggermente positivi: Dow Jones (+0,23%) e Nasdaq (+0,25%), comunque molto appiattiti sui minimi.

In Italia positivi 13 titoli su 40 tra cui spiccano i rialzi di: Ansaldo STS (+2,51%), Bulgari (+2,45%), Banca Popolare di Milano (+1,36%), Mediaset (+0,99%), Luxottica (+0,64% ancora nel nostro portafoglio). Tra i ribassi notevoli quelli di Fiat (-3,69% con volumi esplosivi), Exor (-2,58%), Mondadori (-2,15%), Geox (-2,12%), Lottomatica (-1,8%), A2A (-1,64%), Telecom Italia e Generali (-1,44%).

Resta in portafoglio Luxottica di cui confermiamo lo stop loss a 18,51€ e target a 21€.

Stop loss scattato su Atlantia che viene abbandonato.

Due segnali short sfortunati scattati rispettivamente su Banca Montepaschi e su Banca Popolare di Milano; segnali non confermati in chiusura per cui liquidati in asta alle 17:25 con contributo negativo al portafoglio rispettivamente di -0,67% e -2,16%.

Il nostro portafoglio è sempre più scarico, investito al 10% circa.

La performance rimane negativa (-3,15%), ma nettamente migliore del FTSE-MIB (-6,12%).

Domani tentiamo alcune operazioni seguendo la tendenza ribassista del mercato:

- Banca Popolare di Milano: sell a 4,80€ - stop loss 5,00€ - target 4,50€

- Parmalat: sell a 1,825€ - stop loss 1,76€ - target 1,70€

- Mediobanca: sell a 7,80€ - stop loss 8,07€ - target 7,00€

- Mediolanum: sell a 4,10€ - stop loss 4,245€ - target 3,50€

- Montepaschi: sell a 1,20€ - stop loss 1,24€ - target 1,00€

- ENEL: sell a 3,91€ - stop loss 4,00€ - target 3,50€

- Banco Popolare: sell a 5,00€ - stop loss 5,175€ - target 4,40€

- Telecom Italia: sell a 1,02€ - stop loss 1,055€ - target 0,90€

- Fiat: sell a 9,185€ - stop loss 9,50€ - target 8,5€

Vi ricordo che le regole per seguire il mio trading sono state scritte l'11 gennaio 2010.

domenica 24 gennaio 2010

EURIBOR

In giro per la rete ho trovato qualcosa che mi fa pensare. La ABN AMRO ha emesso diverso tempo fa dei Certificates (Valuta Plus) che sono legati all'andamento dei tassi espressi in diverse valute, tra cui l'Euro. Uno di questi certificati legato all'Euribor 3 mesi (ISIN: NL0006329989 - ticker: N32998) ieri ha avuto una esplosione di volumi e certamente non perchè la signora Maria ha deciso di farne incetta. C'è invece il sentore che qualche "ben informato" stia accumulando anche utilizzando tale tipologia di prodotti e la motivazione potrebbe essere duplice: da un lato i forti ribassi di questi giorni sui mercati azionari hanno spostato liquidità da asset più rischiose verso asset meno rischiose; oppure si potrebbe pensare che qualcuno stia costruendo una posizione che miri a cavalcare un rialzo dei tassi a breve.
Personalmente propendo per uno switch da attività più rischiose verso attività a minor rischio in vista di una correzione significativa degli indici azionari.



Influenza A: ecco il contratto tra il Ministero e Novartis

Trovo su AltraEconomia un articolo interessantissimo relativo al contratto siglato il 21 agosto 2009 tra il Ministero della Salute e la multinazionale del farmaco Novartis.
Nel testo, si regolamenta l'acquisto diretto di 24 milioni di dosi di vaccino. Costo: 184 milioni di euro, iva inclusa.

IL BANCARIO


venerdì 22 gennaio 2010

Una Banca più vicina alle Famiglie in difficoltà

E' uscito ABI-news di gennaio. In primo piano:

"Prevista la sospensione del rimborso per almeno 12 mesi per i mutui fino a 150 mila euro a favore di clienti con un reddito per mutuatario fino a 40 mila euro annui."

TRADING

Se anche oggi dobbiamo trovare il colpevole, sicuramente possiamo individuarlo in Obama. Il suo discorso di ieri non è stato digerito dal mercato che anzi ne ha fatto proprio indigestione e ne è stato male.
I titoli più penalizzati sono ancora stati i bancari: Popolare di Milano (-3,48%), Unicredit (-2,16%), Intesa SanPaolo (-3,02%), Mediobanca (-2,51%), Banco Popolare (-2,48%), Montepaschi (-1,31%), UBI Banca (-0,69%), tutti con scambi molto elevati.
Ecco le chiusure dei mercati americani: il Dow Jones perde il 2,12% ed il Nasdaq il 2,67%.....decisamente un venerdì nero.
C'è da aggiungere che il nervosimo sui mercati è stato registrato anche dall'aumento della volatità: il Chicago Board Options Exchange's Volatility Index, più noto come Vix, è balzato del 6,2% a quota 23,66 confermando con ciò i ribassi degli ultimi giorni (volatilità è sinonimo di "paura").
Il FTSE-MIB ha chiuso a 22.568 punti in calo dell'1,35%. Gli unici titoli positivi sono stati: Telecom Italia (+1,86%), Geox (+1,42%), Unipol (+1,05%), Prysmian (+1,01%), Mondadori (+0,75%), Fondiaria (+0,61%),Impregilo (+0,21%), Lottomatica (+0,21%). 8 titoli su 40, cioè il 20%. Il peggiore Bulgari (-4,07%).
Guardando al nostro portafoglio, 3 gli stop colpiti anche se millimetricamente: su Autogrill, Tenaris e Bulgari. Li abbandoniamo volentieri.
A questo punto il nostro portafoglio è abbastanza scarico: soltanto il 22% è investito in azioni, il resto è liquido.
La performance rimane negativa (-2,88%), ma nettamente migliore del FTSE-MIB (-5,30%).
Restano in portafoglio:
- ATLANTIA: manteniamo con stop loss a 18,25€
- LUXOTTICA: manteniamo con stop loss a 18,51€
Cosa faremo lunedì ? Ci sarebbe spazio per qualche operazione short. Attenderemo le seguenti rotture:
- Banca Montepaschi: short a 1,20€ - stop loss 1,24€ - target 1,00€ - liquideremo in chiusura se il segnale non verrà confermato
- Banco Popolare: short a 5,00€ - stop loss 5,175€ - target 4,00€ - anche qui liquideremo in chiusura se il segnale non verrà confermato
- Mediobanca: short a 7,80€ - stop loss 8,07€- target 7,310€ - liquideremo in chiusura se il segnale non verrà confermato
- Banca Popolare di Milano: short a 4,75€ - stop loss 4,915€ - target 4,50€ - liquideremo in chiusura se il segnale non verrà confermato

giovedì 21 gennaio 2010

TRADING

Borse ancora giù, trainate dai bancari che subiscono il discorso di Obama.
Il presidente USA ha incontrato oggi Paul Volcker, ex capo della FED, Bill Donaldson, ex capo della SEC, ed altre autorità in campo finanziario, "to call for new restrictions on the size and scope of banks and other financial institutions to rein in excessive risk taking and to protect taxpayers." cioè per richiedere nuove restrizioni riguardo al trading effettuato da banche e istituzioni finanziarie, assumendosi rischi eccessivi e per proteggere i contribuenti.
Il Presidente USA ha poi sottolineato che il sistema finanziario è più forte oggi rispetto ad un anno fa, ma si sta operando con le stesse regole che lo hanno portato vicino al collasso.
Questi i propositi di Obama.
"1. Limit the Scope - The President and his economic team will work with Congress to ensure that no bank or financial institution that contains a bank will own, invest in or sponsor a hedge fund or a private equity fund, or proprietary trading operations unrelated to serving customers for its own profit.
2. Limit the Size - The President also announced a new proposal to limit the consolidation of our financial sector. The President’s proposal will place broader limits on the excessive growth of the market share of liabilities at the largest financial firms, to supplement existing caps on the market share of deposits".
Si cercherà in sostanza di evitare che le Banche possiedano direttamente o indirettamente Hedge Fund o Fondi di Private Equity che abbiano il solo scopo di creare ingenti profitti solo per i clienti (principio di separazione tra Banche commerciali e Banche d'affari). Si cercherà di evitare il "too big to fail" (troppo grande per fallire) al fine di frazionare i rischi e permettere una più sana concorrenza.
Ecco perchè i titoli bancari hanno reagito malissimo, affossando i listini mondiali.
Tra l'altro oggi negli USA anche i sussidi di disoccupazione sono saliti di 36 mila unità a 482.000 contro le attese di un calo di 6 mila unità a 440.000.
Il nostro indice che sembrava tenere, alle 16:25 ha rotto gli argini perdendo ben 300 punti in pochissimo tempo e chiudendo con un -1,43% a 22.876 punti.
I titoli che abbiamo in portafoglio, ovviamente, non potevano che seguire l'indice principale, anche se non abbiamo in carico titoli del settore bancario; effettivamente la nostra perdita è inferiore (in media) rispetto al FTSE-MIB.
Nel dettaglio:
- ATLANTIA: -0,64% a 18,88
- AUTOGRILL: -0,93% a 9,065
- BULGARI: -0,31% a 6,385
- LUXOTTICA: -1,04% a 18,98
- TENARIS: +0,93% a 16,31
Manteniamo tutti i titoli, ma restiamo allerta perchè siamo vicini agli stop loss rigidissimi (ricordo che siamo in una fase Orso e stiamo lavorando long !).
Faccio notare che l'effetto diversificazione di portafoglio e l'effetto money management (non siamo mai stati totalmente investiti) hanno più che dimezzato la nostra perdita. Chiunque avesse investito in un fondo azionario Italia, avrebbe nello stesso periodo corso più rischio.

mercoledì 20 gennaio 2010

Cina: dalla Banca Centrale limitazioni sui crediti

Arriva dalla Cina una nuova ed importante stretta creditizia. La Banca centrale cinese ha, infatti, imposto ai principali istituti di credito locali alcune limitazioni sui crediti. Nel dettaglio, le autorità bancarie cinesi hanno chiesto agli istituti di limitare la concessione di crediti e di aumentare i coefficienti di riserva obbligatoria dello 0,5%. Queste misure, come spiega la Banca centrale cinese, sono state adottate per scongiurare il rischio di un surriscaldamento dell’economia locale a seguito del boom dei prestiti registrato nei primi giorni del 2010 e nell’intero 2009. Lo scorso anno, infatti, gli istituti di credito cinesi hanno concesso prestiti per 9.600 miliardi di yuan, pari a circa 1.400 miliardi di dollari.

TRADING (2)

Giornata negativa oggi sui mercati finanziari. L'indice FTSE-MIB ha perso il 2,44%, in linea con le principali Borse europee.
La mattinata è stata tranquilla, con gli indici poco mossi in attesa di alcuni dati sensibili negli USA e della pubblicazione di trimestrali importanti.
Nel pomeriggio, dopo l'apertura di Wall Street le Borse hanno pesantemente ripiegato, chiudendo con perdite consistenti.
"Quali le motivazioni per un simile trend delle piazze americane?" - si chiede Vittorio Carlini su IlSole24ore.com - "In primis, bisogna rilevare lo scenario di fondo di ansia che ha attanagliato gli investitori. Una preoccupazione che ha un'origine diversificata: da un lato, ci sono stati i dati sul mercato immobiliare: il numero di nuovi cantieri avviati a dicembre è sceso del 4%, rispetto alle previsioni relative a una flessione dello 0,2%. Secondo il dipartimento del Commercio, per tutto il 2009, le stime indicano l'avvio della costruzione di 554.000 nuove case: il calo è del 39% dal 2008, il livello più basso mai raggiunto. Dall'altro, c'è l'indicazione arrivata dal Pechino, dove le autorità bancarie cinesi avrebbero esortato i principali istituti finanziari del paese a bloccare i prestiti, dopo la fiammata di inizio anno, fino alla fine di gennaio. Una mossa interpretata da molti come l'indizio del pericolo di una bolla. All'interno di questo mood, i titoli bancari dei gruppi che hanno pubblicato i dati trimestrali (non così terrificanti) sono venduti senza troppi problemi. Ma non sono solo real estate e finanza. Anche il settore tecnologico sucita perplessità. Ieri, a mercati chiusi, Ibm ha comunicato i numeri del quarto trimestre 2009: gli utili sono cresciuti dell'8,7%. Un buon risultato ma che è stato oscurato dalle previsioni societarie sul 2010 che sono al ribasso."
Il nostro portafoglio ovviamente ne ha risentito, ma la perdita è stata più contenuta rispetto all'indice di riferimento. Due sono le motivazioni: in portafoglio ci sono titoli più forti rispetto all'indice; siamo investiti solo per il 50% circa del patrimonio. Ecco quindi che mentre l'indice perde il 2,96% dal 14 gennaio (giorno in cui abbiamo iniziato a postare i segnali), il nostro portafoglio lascia sul campo solo l'1,95%.
Manteniamo tutti i titoli in portafoglio con i relativi stop loss e target profit:
- ATLANTIA con stop loss a 18,25€ e target a 23€.
- AUTOGRILL: stop loss a 9,00€ e target a 9,99€
- TENARIS: stop loss a 15,95€ e target a 18,45€
- BULGARI: stop loss a 6,24€ e target a 7,5€
- LUXOTTICA: stop loss a 18,51€ e target a 21€

TRADING

Il punto a metà mattina.
Nessun segnale buy/sell scattato.
Nessuno stop loss/target profit.

Ecco l'andamento dei titoli in portafoglio:
- ATLANTIA -0,89% a 18,83
- AUTOGRILL -0,91% a 9,27
- TENARIS -1,39% a 16,29
- BULGARI +0,31% a 6,49
- LUXOTTICA +0,26% a 19,29

martedì 19 gennaio 2010

TRADING (2)


Da monitorare per domani:
- GENERALI: buy a 19,34€
- MEDIASET: buy a 5,945€
- CAMPARI: buy a 7,49€
- TERNA: buy a 3,01€
- A2A: buy a 1,485€
- ENI: buy a 18,78€
Ovviamente compriamo fino alla capienza del nostro saldo disponibile e manteniamo solo i titoli il cui segnale viene confermato in chiusura.
Buon Trading.

TRADING


Diversi i buy scattati ed (ahimè, ma fa parte della strategia) anche qualche stop loss.


Stop loss su MEDIASET (nel primo quarto d'ora il titolo ha raggiunto 5,22€ con una discesa repentina e volumi elevatissimi; purtoppo avevamo lo stop rigido del -3,5% a 5,65€ e siamo stati eseguiti).


Manteniamo in portafoglio ATLANTIA con stop loss a 18,25€ e target a 23€.


Scattano i seguenti buy:

- AUTOGRILL: buy a 9,345€; fissiamo stop loss a 9,00€ e target a 9,99€

- TENARIS: buy a 16,53€; fissiamo stop loss a 15,95€ e target a 18,45€

- BULGARI: buy a 6,47€; fissiamo stop loss a 6,24€ e target a 7,5€

- LUXOTTICA: buy a 19,19€; fissiamo stop loss a 18,51€ e target a 21€


Per tutti i titoli la chiusura conferma il break-out.

lunedì 18 gennaio 2010

IL PIL


Vi siete mai chiesti cos'è il PIL ?

Ovviamente sapete tutti la definizione: Prodotto Interno Lordo (in inglese GDP: Gross Domestic Product); ma sapete realmente di cosa si sta parlando ?

La definizione accademica è: "il PIL è il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti all'interno di un paese in un dato periodo".

Non tutti sanno però che il PIL è la risultante di diverse componenti:

- i CONSUMI

- gli INVESTIMENTI (settore industriale)

- la SPESA PUBBLICA

- la BILANCIA COMMERCIALE (altrimenti conosciuta come Esportazioni Nette, cioè la differenza tra le Esportazioni e le Importazioni).

Non pretendo di essere accademico, ma voglio portarvi a leggere (comprendendoli) la miriade di documenti ufficiali i cui dati altrimenti non sarebbero utilizzabili.

La variabile che pesa di più all'interno del PIL sono i CONSUMI (60,55%), poi viene la SPESA PUBBLICA (21,57%), poi gli INVESTIMENTI (19,06%), infine le IMPORTAZIONI (25,06%) e le ESPORTAZIONI (23,87%). Ovviamente la nostra Bilancia Commerciale risulta negativa....l'Italia importa più di quanto esporti !

Per i valori potete far riferimento alla tabella sopra.
Il nostro PIL è pari a 304.180.000.000 di Euro e nel III trimestre 2009 è cresciuto dello 0,6% rispetto al II trimestre 2009, mentre si è ridotto del 4,6% rispetto allo stesso trimestre del 2008.
Perchè è importante saperlo ?
Perchè si parla spesso sui quotidiani e nei telegiornali di crescita del PIL e di rapporto Deficit/PIL e Debito pubblico/PIL.
Tanto per darvi un'idea il rapporto Deficit/PIL è stimato nel 2009 attorno al 5,3% mentre il rapporto Debito Pubblico/PIL è stimato nel 2009 attorno al 5,3%.
Ci torneremo nei prossimi articoli ed approfondiremo questi rapporti.

TRADING (2)


Operatività per domani....
Sopra potete vedere i titoli vicini ai massimi a 200 giorni e quelli vicini ai minimi a 200 giorni.
Candidati ad entrare nel nostro portafoglio sono, in ordine di vicinanza ai valori di break-out:
1) TENARIS: buy a 16,51
2) LUXOTTICA: buy a 19,19
3) BULGARI: buy a 6,47
4) ATLANTIA: buy a 19,11
5) ENI: buy a 18,78
6) CAMPARI: buy a 7,49
7) GENERALI: buy a 19,34
8) GEOX: short a 4,325
9) LOTTOMATICA: short a 12,57
In teoria bisognerebbe inserire tanti ordini condizionati quanti sono i titoli vicini al break-out, per non perdere nessuna opportunità. Ovviamente una volta esaurita la liquidità in conto siamo costretti a fermarci.
Ricordate di avere già 2 titoli in portafoglio da monitorare....

TRADING (1)


Oggi i mercati americani erano chiusi per il Martin Luther King Day e quindi le Borse europee hanno battuto la fiacca e anche i volumi sono stati bassissimi.

In Europa il DAX ha chiuso a +0,72%, il FTSE-MIB a +0,16%, il CAC40 a +0,58%, il FTSE100 a +0,72%.

Sarebbe stato meglio non operare, vista la mole di falsi segnali, ma purtroppo è anche scattato uno stop loss, quello su PIRELLI (stop millimetrico, perchè 0,4410 è stato proprio il minimo della giornata).

Meglio è andata per MEDIASET (+0,34%) e per ATLANTIA (-0,63%) che continuiamo a mantenere in portafoglio con stop loss rispettivamente a 5,65 e 18,25 e target 6,45 e 23,00.

Sopra, la situazione attuale del portafoglio titoli ed il rendimento, attualmente poco soddisfacente.

Indichiamo, anche come benchmark, il valore del FTSE-MIB al 14/01/2010, data di partenza del nostro portafoglio. Cercheremo di batterlo - ovviamente - entro la fine dell'anno. Attualmente comunque il portafoglio perde l'1,03% e l'indice italiano l'1,35%......

domenica 17 gennaio 2010

Ancora il Bollettino Economico di Banca d'Italia







E' carino leggere tra le righe dei documenti ufficiali.
A pag. 9 del Bollettino Economico nr 59 della Banca d'Italia si legge:

"I rapidi aumenti dei prezzi delle attività finanziarie osservati a partire dalla scorsa primavera sono stati sostenuti anche dall’attenuarsi dell’avversione al rischio e dal basso livello dei tassi di interesse nelle principali economie, che hanno incoraggiato flussi di investimento verso valute e attività con più elevato rendimento atteso (carry trade). Permane il rischio che un peggioramento del quadro congiunturale o l’attesa di un più ravvicinato rialzo dei tassi ufficiali possano indurre correzioni dei valori delle attività finanziarie."

.... e ancora ....

"Nella riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) del 16 dicembre la Riserva federale (americana) ha tuttavia dichiarato di non ritenere più necessario rinnovare, alla loro scadenza all’inizio di febbraio, la maggior parte delle facilities introdotte durante la crisi per fornire liquidità ai mercati e le linee di swap concordate con le altre principali banche centrali; ha altresì annunciato l’intenzione di ridurre ulteriormente l’ammontare dei finanziamenti offerti nell’ambito della Term Asset-Backed Securities Loan Facility".

Quindi attenzione ad una bolla sul mercato azionario che potrebbe scoppiare non appena le condizioni sul mercato monetario tenderanno a modificarsi. I mercati finanziari si attendono tassi molto bassi ancora per molto. Una modifica inattesa della Politica Monetaria potrebbe essere vista negativamente dalle Borse portando a vistose correzioni dei corsi dei titoli.

sabato 16 gennaio 2010

BOLLETTINO ECONOMICO NR 59

E’ la principale pubblicazione di analisi della congiuntura e della politica economica della Banca. Fornisce informazioni sull’andamento dell’economia italiana - inquadrandolo nel più generale contesto economico internazionale e dell’area dell’euro - nei suoi aspetti più rilevanti: economia reale, conti pubblici, attività delle banche, mercati finanziari. Tematiche di particolare interesse vengono trattate in brevi riquadri all’interno del testo. I numeri di gennaio e luglio ospitano un’analisi delle prospettive a breve e a medio termine dell’economia italiana. Il Bollettino ha avuto periodicità semestrale fino al 2006, adesso è pubblicato trimestralmente.
E' stato pubblicato il Bollettino Economico nr. 59 di Banca d'Italia.
Eccone una sintesi....
"La ripresa mondiale è avviata...
La ripresa economica, avviatasi durante l'estate nelle maggiori economie avanzate, in via di marcato rafforzamento in quelle emergenti, è proseguita nello scorcio dell'anno, sospinta dalle politiche economiche espansive dei principali paesi. Nel terzo trimestre del 2009 il PIL è tornato a crescere negli Stati Uniti e nell'area dell'euro, ha continuato a espandersi in Giappone, ha accelerato nelle economie emergenti dell'Asia e dell'America latina. Anche il volume del commercio mondiale è tornato ad aumentare, pur rimanendo di circa il 10 per cento al di sotto del livello di un anno prima. Nel quarto trimestre è proseguito il recupero della produzione industriale dai minimi toccati nella prima metà del 2009 ed è ulteriormente migliorato il clima di fiducia; negli Stati Uniti e in Giappone si è attenuata la caduta dell'occupazione. Le tensioni sui mercati finanziari internazionali si sono allentate e la restrizione del credito bancario si è fatta meno intensa. Benché le quotazioni del petrolio e delle altre materie prime stiano risalendo gradualmente, l'inflazione rimane moderata in presenza di ampie risorse inutilizzate.I mercati si attendono che le banche centrali mantengano i tassi ufficiali ai bassi livelli attuali ancora per qualche tempo. Tassi bassi e abbondanza di liquidità hanno incoraggiato la domanda di attività rischiose. Un peggioramento della congiuntura o attese di aumenti più ravvicinati dei tassi d'interesse potrebbero ingenerare correzioni nei valori di mercato delle attività finanziarie.
...a un ritmo diseguale
Le previsioni per il 2010 degli analisti privati e degli organismi internazionali sono state riviste al rialzo; quelle più recenti dell'OCSE indicano per l'insieme delle economie avanzate un aumento del PIL intorno al 2 per cento, un ritmo relativamente moderato nel confronto con precedenti fasi di avvio dell'espansione ciclica. Per contro, la crescita proseguirebbe a tassi elevati in Cina, India e Brasile, trainata da una più forte dinamica della domanda interna.
L'espansione stenta a rafforzarsi nelle economie avanzate...
Alcuni fattori di debolezza potrebbero condizionare la ripresa nelle economie avanzate. L'effetto espansivo delle misure di stimolo fiscale dovrebbe recedere nella seconda metà dell'anno; anche il contributo positivo proveniente dall'attesa ricostituzione delle scorte di magazzino sarà per sua natura temporaneo. Sulla possibilità che i consumi tornino ad alimentare la ripresa grava l'incertezza riguardo alle condizioni del mercato del lavoro; i tassi di disoccupazione dovrebbero salire ancora o comunque rimanere elevati per buona parte del 2010. In alcuni paesi, tra cui gli Stati Uniti, anche il desiderio delle famiglie di risanare i propri bilanci contribuisce a contenerne la propensione alla spesa. Il basso utilizzo della capacità produttiva tende a frenare gli investimenti in beni strumentali, mentre l'eccesso di offerta di immobili tende a scoraggiare quelli in edilizia nei paesi in cui è stata più forte la caduta di quel mercato.
...compresa l'area dell'euro
Anche nell'area dell'euro, secondo gli indicatori congiunturali, la ripresa è proseguita negli ultimi mesi del 2009, pur senza rafforzarsi rispetto al trimestre estivo. Al deciso miglioramento del clima di fiducia delle imprese e dei consumatori non è ancora corrisposto un irrobustimento altrettanto forte dell'attività produttiva e del volume degli affari. Ciò ha riflesso, a fronte di una dinamica relativamente favorevole delle esportazioni, la perdurante debolezza della domanda interna; sulla componente dei consumi incide il calo dell'occupazione, che è proseguito nei mesi autunnali. Secondo le stime dell'OCSE, sostanzialmente allineate con quelle degli esperti dell'Eurosistema, il PIL dell'area aumenterebbe di poco meno dell'1 per cento nel 2010. L'inflazione al consumo, che sul finire dello scorso anno si è attestata intorno all'1 per cento, risalirebbe lievemente nel 2010. La BCE ha lasciato invariati i tassi di riferimento e ha iniziato a rimuovere gradualmente le misure non convenzionali ritenute non più necessarie, pur confermando l'impegno dell'Eurosistema a erogare tutta la liquidità necessaria al sistema bancario.
In Italia la crescita prosegue a un ritmo modesto...
In Italia il PIL, tornato a crescere in estate (0,6 per cento sul trimestre precedente) dopo cinque trimestri consecutivi di diminuzione, avrebbe seguitato a espandersi nell'ultima parte del 2009, seppure a un ritmo inferiore. Nonostante il continuo miglioramento del clima di fiducia, le imprese esitano ancora ad aumentare la produzione in presenza di un incerto irrobustimento degli ordinativi. Il parziale recupero dell'attività industriale registrato nel terzo trimestre, dai livelli molto bassi toccati nel secondo, non è proseguito nei mesi autunnali.
...guidata dalla contenuta espansione della domanda estera...
Anche la ripresa delle esportazioni avviatasi l'estate scorsa si è attenuata in ottobre e novembre, secondo i dati disponibili. Si prevede tuttavia che le vendite all'estero accelerino gradualmente nell'anno in corso, a un ritmo medio prossimo al 3 per cento, comunque inferiore di circa un punto alla prevista espansione del commercio mondiale. Negli ultimi anni la perdita di competitività di prezzo delle merci italiane ha riflesso sia l'apprezzamento dell'euro, sia il più forte aumento dei costi unitari del lavoro rispetto ai paesi concorrenti, dovuto soprattutto alla stagnazione della produttività.
...mentre la domanda interna rimane fiacca
La dinamica dei consumi e degli investimenti privati, nonostante il recupero del terzo trimestre del 2009, rimane debole. Sui consumi incide negativamente la situazione del mercato del lavoro. Il calo del numero degli occupati si traduce in una caduta del reddito disponibile delle famiglie, mentre l'incertezza sulle prospettive tende a frenarne la propensione alla spesa. Lo scorso novembre il tasso di disoccupazione è salito all'8,3 per cento, 2,4 punti in più rispetto al minimo dell'aprile del 2007. Per valutare compiutamente il grado di utilizzo della forza lavoro disponibile, tuttavia, ai "disoccupati" vanno aggiunti i lavoratori in Cassa integrazione guadagni e le persone "scoraggiate", ovvero coloro che non cercano attivamente un impiego e sono quindi esclusi dal conteggio ufficiale dei disoccupati, pur avendo una probabilità di trovarlo analoga a quella di questi ultimi. Stimiamo che, in questo concetto ampio, nel secondo trimestre del 2009 la quota di forza lavoro inutilizzata sia risultata superiore al 10 per cento, quasi 3 punti percentuali in più del tasso di disoccupazione. In presenza di ampi margini inutilizzati di capacità produttiva, anche la spesa delle imprese in beni strumentali si prefigura modesta.
Per il 2010 e il 2011 si profila una ripresa ancora debole...
In prospettiva, nei prossimi due anni le componenti interne della domanda dovrebbero fornire un contributo esiguo alla crescita. Come è spesso avvenuto nel recente passato in analoghe fasi cicliche, il principale sostegno alla ripresa verrebbe dalla domanda estera, in un contesto in cui, tuttavia, l'economia mondiale stenta a tornare su un sentiero di crescita sostenuta. Nel complesso, valutiamo che l'economia italiana possa crescere dello 0,7 per cento nell'anno in corso, per poi accelerare all'1 nel 2011.
...con un'inflazione contenuta, seppure in graduale risalita
L'inflazione al consumo, che si era praticamente azzerata l'estate scorsa, è risalita nei mesi autunnali, fino a raggiungere, in dicembre, l'1,0 per cento sui dodici mesi. La componente di fondo, che esclude i beni energetici e alimentari, si è stabilizzata poco al di sotto dell'1,5 per cento. Secondo le nostre previsioni l'incremento dei prezzi al consumo salirebbe gradualmente all'1,5 per cento nel 2010 e all'1,9 nel 2011, riflettendo in parte la tendenza al rialzo dei prezzi dell'energia.
L'incertezza sulle prospettive rimane elevata
Attorno a questo scenario previsivo permangono, tuttavia, significativi margini di incertezza. Questi sono connessi in particolare, da un lato, a una domanda mondiale che potrebbe risultare più favorevole di quanto ipotizzato e, dall'altro, al rischio che le condizioni del mercato del lavoro si mantengano deboli per un tempo maggiore. Il tasso, inferiore all'1 per cento, prospettato per la crescita del PIL nella media di quest'anno, è il valore centrale di un ventaglio ampio di possibilità: con una probabilità del 70 per cento esso si collocherebbe all'interno di un intervallo di circa ± 1 punto percentuale.
La situazione dei conti pubblici è peggiorata, anche se meno che nella media dell'area dell'euro
Nel 2009 l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche dovrebbe avere superato il 5 per cento del PIL, dal 2,7 del 2008; l'aumento del disavanzo è significativamente inferiore a quello atteso per l'area dell'euro. L'incidenza del debito pubblico sul prodotto crescerebbe di circa dieci punti. Gli effetti sul disavanzo pubblico del peggioramento del quadro congiunturale sono stati attenuati dalla flessione della spesa per interessi. Gli interventi volti a ridurre i costi sociali della crisi e a sostenere la domanda, complessivamente stimati nell'ordine di un punto percentuale del prodotto, hanno trovato copertura in riduzioni di precedenti stanziamenti e con l'introduzione di imposte sostitutive una tantum.
La legge finanziaria prevede per il 2010, oltre alla proroga di interventi già avviati, alcuni aumenti di spesa corrente. La copertura delle misure è, anche in questo caso, prevalentemente affidata alla riduzione di stanziamenti disposti in precedenza e a interventi temporanei sulle entrate che dovrebbero avere limitate ripercussioni sull'attività economica; si tratta soprattutto dello scudo fiscale, i cui effetti sul disavanzo sono stati in larga misura spostati all'anno in corso mediante la riduzione della misura dell'acconto dell'Irpef dovuto alla fine del 2009. Nel complesso, la manovra lascia invariato il saldo di bilancio e determina un aumento netto sia delle entrate sia delle spese di 0,2 punti percentuali del prodotto."

COS'E' IL NEW €-COIN


Nato sulla base dell’esperienza maturata con Eurocoin, l’indicatore del ciclo economico dell’area dell’euro elaborato nella Banca d’Italia in collaborazione con il CEPR, New Eurocoin è una misura sintetica e tempestiva dello stato della congiuntura nell’area.
Poiché il dato del PIL dell’area è disponibile con ritardo (circa un mese e mezzo dopo la chiusura del trimestre di riferimento) ed è soggetto a revisioni, gli analisti d’abitudine utilizzano dati disponibili con maggior frequenza (mensile, settimanale, etc.) e con minimo ritardo. La sintesi dell’insieme delle informazioni raccolte è sovente affidata a valutazioni di tipo soggettivo; l’eventuale applicazione di modelli statistico-econometrici è solitamente limitata a poche variabili.
New Eurocoin, attraverso l’uso di appropriate tecniche econometriche, razionalizza e rende rigoroso questo processo di sintesi dei dati, producendo in tempo reale una stima mensile della crescita del PIL depurata dalle componenti erratiche di breve periodo. L’indicatore proposto consente pertanto di interpretare in maniera più utile gli stessi dati trimestrali del PIL, separando la parte sistematica (quella realmente informativa per l’analisi congiunturale) dalla componente accidentale.
Quest’ultimo aspetto è assai rilevante ai fini delle indicazioni di politica economica. In particolare, l’approccio proposto consente di ovviare ai problemi connessi con la costruzione di un indicatore affidabile sull’andamento del ciclo economico — e dunque sulla prossimità di eventuali punti di svolta — che sia al tempo stesso aggiornabile tempestivamente. Ad esempio, gli indicatori che utilizzano filtri di tipo bandpass si basano sui valori passati e futuri del PIL, risultando quindi progressivamente meno affidabili in corrispondenza dei dati più recenti, quelli più rilevanti per la politica economica, quando l’indicatore è costruito a partire dalle previsioni del PIL stesso.
La costruzione di New Eurocoin può essere sintetizzata in tre fasi:
1) predisposizione di un’estesa banca dati aggiornabile tempestivamente; il periodo di riferimento deve essere sufficientemente lungo da consentire di cogliere i movimenti di medio-lungo periodo del PIL;
2) stima di un numero limitato di componenti (fattori) comuni a tutte le variabili considerate;
3) utilizzo delle componenti comuni per una stima in tempo reale del tasso di crescita di medio-lungo periodo del PIL.
Il grado di accuratezza della depurazione della componente erratica di breve periodo operata da New Eurocoin è molto soddisfacente: può essere comparato a quello ottenibile, al centro del campione e a frequenza trimestrale, con i filtri di tipo bandpass prima menzionati. L’indicatore è affidabile nell’identificazione dei punti di svolta e fornisce una previsione della dinamica mensile del PIL paragonabile per qualità statistica a quella dei migliori modelli previsivi; la variabilità del PIL connessa alla sua componente erratica risulta quindi assai poco prevedibile.

In dicembre €-coin sale ulteriormente a 0,68%
Prosegue in dicembre la fase crescente di €-coin, che si porta a 0,68% da 0,55% di novembre.
All’origine del miglioramento vi sono soprattutto le inchieste congiunturali presso consumatori e imprese. Al risultato hanno anche concorso i recenti sviluppi sui mercati finanziari, mentre altre variabili reali, quali la produzione industriale e il commercio con l’estero, hanno contenuto la dinamica di €-coin.
€-coin – sviluppato dalla Banca d'Italia – fornisce una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro.
€-coin fornisce tale indicazione in tempo reale e la esprime in termini di tasso di crescita trimestrale del PIL depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo).
€-coin è pubblicato mensilmente dalla Banca d'Italia e dal CEPR.

Le prossime date di pubblicazione di €-coin saranno il 29 gennaio 2010 e il 26 febbraio (da confermare).

venerdì 15 gennaio 2010

TRADING


Mercati negativi oggi dopo i dati deludenti sulla fiducia dei consumatori americani, salita soltanto a 72,8 in dicembre da 72,50 di novembre (attese a 73,80). Continua invece a crescere la produzione industriale USA a dicembre (+0,6% congiunturale), ma è stato rivisto il dato di novembre (+0,6% anzichè +0,8%). Il tasso di utilizzo degli impianti è salito al 72% dal 71,5% (dato rivisto dal 71,3%), livello superiore alle attese. La produzione manifatturiera è invece scesa dello 0,1%.
Ad aggravare la situazione i dati deludenti di JPMorgan, che vede crescere l'utile ma subire maggiori perdite su crediti e mutui.


Sono scattati diversi buy:
1) ATLANTIA: è scattato in apertura il buy a 18,94. Il titolo ha toccato poi un massimo a 19,39 ed ha poi chiuso a 18,93. Manteniamo in portafoglio perchè viene confermato il break out di 18,88.
2) INTESA SANPAOLO: è scattato subito dopo l'apertura il buy a 3,2150. Il titolo per tutta la giornata è stato venduto, chiudendo a 3,1175. Non confermando il segnale abbiamo liquidato in asta di chiusura subendo una perdita del 3,13%.
3) LUXOTTICA: è scattato subito dopo l'apertura il buy a 19,06. Come per ISP in asta di chiusura abbiamo liquidato il titolo subendo una perdita del 1,46%.

In portafoglio attualmente quindi:

1) MEDIASET: che, nonostante la giornata non brillante di oggi (-1,02%), manteniamo con stop loss a 5,65 e target 6,45.
2) ATLANTIA: stop loss a 18,25 e target 23,00 (ambizioso).
3) PIRELLI: stop loss a 0,4410 e target 0,4890

PER COMODITA'


Per comodità nel monitorare i titoli su cui operare, allego una tabella che mostra i titoli del FTSE-MIB che al close di ieri sono più vicini ai massimi a 200 giorni.
Non ci sono, invece, titoli vicinissimi ai loro minimi, segno anche che il mercato è in trend rialzista.

Il segnale di ingresso, vi ricordo, è dato dalla rottura del massimo a 200 giorni....

TRADING


Ieri per problemi familiari non ho potuto continuare a postare, ma riprendo da dove avevo lasciato....

Abbiamo in portafoglio MEDIASET da ieri a 5,865 e INTESA SANPAOLO da questa mattina a 3,2150 (dobbiamo ancora verificare la conferma in asta di chiusura).

E' scattato il buy su TENARIS a 16,46 ma in asta di chiusura abbiamo liquidato il titolo perchè il segnale non è stato confermato, sopportando una piccola perdita dello 0,47%.

Non è scattato invece il buy su TERNA che continuiamo a monitorare.

Questa mattina i titoli da seguire sono:

1) ATLANTIA: buy al superamento di 18,88
2) GENERALI: buy al superamento di 19,34
3) LUXOTTICA: buy al superamento di 19,06

giovedì 14 gennaio 2010

TRADING


Questa mattina siamo entrati (long) sul titolo MEDIASET al prezzo di Euro 5,865. Abbiamo quindi un solo titolo in portafoglio alle 14:20

mercoledì 13 gennaio 2010

SEGNALI DI TRADING


Oggi il FTSE-MIB ha rimbalzato dopo le pesanti flessioni di ieri e l'altro ieri, dandoci quattro titoli da seguire attentamente per un eventuale segnale long.
Eccoli:

1) Ancora INTESA SANPAOLO (ticker ISP) il cui trigger è Euro 3,2150. Acquisteremo 3.100 azioni ISP al prezzo di Euro 3,2150 al raggiungimento dello stesso. Stop loss: Euro 3,1025. Target: 3,4975 Euro (pari a circa il +8,79%). Liquideremo in asta di chiusura il titolo se, nella stessa giornata dell'acquisto, non verrà confermata la rottura.

2) TERNA (TRN): Acquisteremo 3.325 azioni TRN al prezzo di Euro 3,01 al raggiungimento dello stesso. Stop loss: Euro 2,90. Target: 3,30 Euro (+10%). Liquideremo in asta di chiusura il titolo se, nella stessa giornata dell'acquisto, non verrà confermata la rottura. Il titolo TERNA è sui massimi di sempre, quindi potremmo anche cavalcare un lungo trend al rialzo.

3) MEDIASET (MS): Acquisteremo 1.700 azioni MS al prezzo di Euro 5,865 al raggiungimento dello stesso. Stop loss: Euro 5,65. Target: 6,45 Euro (+10%). Liquideremo in asta di chiusura il titolo se, nella stessa giornata dell'acquisto, non verrà confermata la rottura.

4) TENARIS (TEN): ingresso long al superamento del massimo di oggi (Euro 16,45). Acquisteremo 600 azioni TEN al prezzo di Euro 16,46 al raggiungimento dello stesso. Stop loss: Euro 15,86. Target: 18,00 (+9,42%). Liquideremo in asta di chiusura il titolo se, nella stessa giornata dell'acquisto, non verrà confermata la rottura.

martedì 12 gennaio 2010

ASTA BOT META' GENNAIO

Rendimenti netti negativi per i BoT a tre mesi (-0,08%), mentre i BoT annuali rendono ancora lo 0,397% netto. A fronte di rendimenti così vicini allo zero, o addirittura negativi, domanda ancora elevata, segno che gli investitori attribuiscono grande fiducia ai Titoli di Stato italiani: per i trimestrali è stato richiesto un importo di oltre 9,16 miliardi di Euro a fronte di 3,5 miliardi offerti e assegnati, mentre per i titoli a 12 mesi la richiesta è stata pari a oltre 12 miliardi rispetto ai 7,5 miliardi offerti e assegnati.

UN PO' DI TRADING


Ieri ho iniziato a postare qualche "segnale" di trading sul mercato azionario italiano, indicando in INTESA SANPAOLO uno dei titoli candidati ad entrare in un portafoglio. Purtroppo (o per fortuna ?) la condizione per l'acquisto non si è verificata poichè le Borse oggi sono state piuttosto deboli, per cui attenderemo un altro segnale.

ESISTONO I TREND ?


Ho trovato questo grafico del Dow Jones dal 1901 al 2009 .... esistono i trend ?