
Secondo l’inchiesta ISAE realizzata tra il giorno 4 e il giorno 18 del mese la fiducia dei consumatori italiani a inizio d’anno segna una flessione scendendo da 113,7 a 111,7 e tornando sui valori dello scorso ottobre.
A peggiorare sono soprattutto le attese per i prossimi mesi, che scendono in termini di indice aggregato da 106,3 a 101,1 in prossimità dei valori dello scorso luglio; si deteriorano anche le opinioni sulla situazione economica del paese (da 92,4 a 88,8) mentre quelle sulla situazione personale accusano una flessione di lieve entità (da 123,7 a 123,4). I consumatori sono invece più ottimisti circa la situazione corrente (da 118,8 a 119,8 il relativo indicatore). In particolare, le indicazioni più sfavorevoli provengono dalle attese sia riguardo alla situazione del paese sia quelle personali e del mercato del lavoro. I consumatori tornano a percepire un aumento – seppur moderato - dei prezzi negli ultimi 12 mesi; anche le attese a breve termine, pur restando negative, risalgono marcatamente rispetto agli ultimi mesi in termini di saldo. A livello territoriale, la fiducia scende in tutte le ripartizioni, con maggiore intensità nel Centro e minore nel Nord Ovest.
Quadro economico generale
A gennaio segnano un deterioramento tutte le opinioni, considerate singolarmente, riguardanti la
situazione economica del paese. In particolare, i giudizi sul quadro corrente passano da -78 a -80; le attese a breve termine si deteriorano da -2 a -8; anche le valutazioni relative al mercato del lavoro segnano, dopo l’assestamento dello scorso mese, una flessione, con le attese di incremento della disoccupazione che si attestano a 83 da 76 della scorsa rilevazione.
Riguardo all’andamento dei prezzi, a gennaio,tornano a prevalere, dopo quattro mesi, quanti li ritengono aumentati (“molto” o “abbastanza”) rispetto a coloro che li ritengono “stabili” o “diminuiti”. Il saldo, infatti, torna positivo e pari a 5 (era -1 in dicembre) per la prima volta dallo scorso agosto. Pur continuando a risultare fortemente negative, le aspettative a breve termine accusano anch’esse un certa ripresa; il saldo passa infatti da -39 a -29, valore più alto dallo scorso maggio.
Situazione personale
Giudizi e previsioni sulla situazione personale segnano invece complessivamente una moderata flessione, dovuta ad andamenti contrapposti delle variabili componenti. Si deteriorano in misura marcata le previsioni sulla situazione familiare (da -3 a -8) e le possibilità future di risparmiare (da -38 a -44), peggiorano in misura più contenuta i giudizi sulla situazione presente e sul bilancio della famiglia, che passano, rispettivamente da -42 a -43 il primo e da -2 a -4 il secondo; migliorano invece le valutazioni sull’opportunità attuale del risparmio (che aumenta da 158 a 164) e sulla convenienza di acquisto di beni durevoli (con il saldo che recupera da -74 a -72).
Circa le consuete domande trimestrali relative all’acquisto dei maggiori beni durevoli, trova conferma la prudenza espressa nelle intenzioni a breve di acquisti (dove il saldo si deteriora da -44 a -48). Infatti il saldo di quanti si mostrano intenzionati ad acquistare un’autovettura si riduce a -176 (da -172); quello di coloro che prevedono l’acquisto di un’abitazione diminuisce da -190 a -192 e soltanto quello di coloro che intendono effettuare manutenzioni straordinarie recupera da -171 a -168. .
La fiducia dei consumatori su base territoriale.
La flessione della fiducia dei consumatori registrata a livello nazionale è diffusa a livello territoriale con differenti intensità. Le valutazioni sul quadro economico generale peggiorano in tutte le ripartizioni, e con particolare intensità nel Nord Ovest e nel Centro.
Riguardo alla situazione personale, un miglioramento caratterizza le regioni del Nord, mentre quelle del Centro e del Sud riportano una flessione. Anche le valutazioni correnti appaiono favorevoli nel Nord mentre segnano una flessione nel Centro e soprattutto nel Sud. L’indice futuro infine peggiora in tutte le ripartizioni tranne che nel Sud, dove invece registra un incremento.
Nord Ovest: l’indice scende da 114,7 a 113,8 rimanendo tuttavia su valori più alti di quelli registrati nell’ultimo anno. A deteriorarsi sono soprattutto le attese sul mercato del lavoro, sulla propria situazione familiare e quelle sulla convenienza di acquisto di beni durevoli. Migliorano invece i giudizi sulla situazione economica del paese e sulle opportunità presenti del risparmio.
Nord Est: l’indice flette da 113,6 a 111,4. Si deteriorano, in particolare, le prospettive sulla situazione del paese e su quella personale, peggiora anche il mercato del lavoro. Migliorano per contro soprattutto i giudizi sulla situazione del paese e le valutazioni sul risparmio.
Centro: la fiducia flette a 110,2 (era 112,9), a sintesi di un netto diffuso deterioramento di quasi tutte le variabili, in particolare delle intenzioni di risparmio e della convenienza di acquisto di beni durevoli. Positive sono soltanto le opportunità presenti del risparmio.
Mezzogiorno: anche in questa ripartizione la fiducia diminuisce: da 114 a 112. La flessione è principalmente imputabile al mercato del lavoro, alla situazione familiare presente e alle possibilità di risparmio future. Favorevoli risultano invece i giudizi sulla situazione economica del paese e sull’opportunità di acquisto di beni durevoli.
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