
Immaginiamo di avere a disposizione un capitale di 100.000 Euro (cifra tonda per poter fare bene i calcoli e soprattutto per poter diluire le commissioni relative alle singole operazioni da eseguire).
Dividiamo il capitale iniziale in 10 pezzettini da 10.000 Euro e lo impieghiamo per ogni singola operazione (il 10% per volta).
Fare trading significa gestire il rischio, quindi fissiamoci una percentuale di perdita massima (stop loss) per ogni singola operazione (es. -3,5%, cioè approssimativamente 350 Euro, "approssimativamente" perchè dobbiamo tener conto delle commissioni !!!).
Ciò significa che, considerando l'intero capitale a disposizione, in ogni operazione non vogliamo perdere più dello 0,35%.
E' una perdita ragionevole ? Mi sembra di sì.
Cosa facciamo con questi 10 lotti da 10.000 Euro ?
Monitoriamo i titoli più liquidi della Borsa Italiana (accessibile ai più), orientativamente il FTSE-MIB, cioè i 40 titoli più trattati per controvalore alla Borsa Valori italiana.
Dobbiamo avere un metodo, perchè se scegliamo a casaccio facciamo solo danni !!!
Il metodo potrebbe essere, e lo verificheremo insieme, il seguente:
- selezioniamo i titoli che abbiano raggiunto il massimo/minimo valore da almeno 200 giorni (misura molto diffusa tra gli operatori per indicare 1 anno di Borsa aperta, alternativamente si potrebbero considerare i massimi/minimi a 52 settimane);
- sfruttiamo i break-out dei massimi/minimi, comprando (long)/vendendo (short, per chi può farlo...e molte SIM lo permettono a costi contenuti) un tick sopra il massimo/minimo;
- una regola fondamentale è che il segnale venga confermato, cioè che il titolo, dopo aver rotto il massimo/minimo, chiuda sopra/sotto il punto di ingresso (se ciò non avviene si deve chiudere l'operazione in perdita nell'asta di chiusura);
- si decide un target, cioè un obiettivo, di norma ad occhio nudo sul grafico (per es. una forte resistenza oppure un forte supporto sia statici che dinamici) e qui sta un po' l'abilità che bisogna avere nel cogliere dove il mercato vuole arrivare per testare certi livelli di prezzo (questo proverò a darvelo io);
- si decide poi un trailing profit, cioè, nel nostro caso, di chiudere l'operazione se il titolo ha guadagnato più del 5% ed ha ritracciato del 3% (cioè ci accontentiamo di un +2% di guadagno se abbiamo azzeccato l'operazione, ma il titolo perde pian piano forza propulsiva);
- si può anche decidere di uscire dalla posizione se il motivo per cui siamo entrati è venuto meno, cioè per esempio se il titolo comincia a viaggiare in laterale per diversi giorni senza seguire la direzione auspicata (è possibile sempre rientrare successivamente in posizione, preferendo restare liquidi quando non c'è direzionalità, per sfruttare altre opportunità che il mercato quotidianamente ci riserva).
Mi sembra di non aver dimenticato nulla....eventualmente colmerò la lacuna.
In questo momento quali sono i titoli da tenere sotto osservazione ?
Ecco il primo, di cui sopra trovate il grafico:
INTESA SANPAOLO (ticker ISP) il cui trigger (prezzo per un ingresso, in questo caso long) è Euro 3,2150. Acquisteremo 3.100 azioni ISP al prezzo di Euro 3,2150 al raggiungimento dello stesso. Stop loss: Euro 3,1025. Target: 3,4975 Euro (pari a circa il +8,79%). Liquideremo in asta di chiusura il titolo se, nella stessa giornata dell'acquisto, non verrà confermata la rottura.
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