Giornata negativa oggi sui mercati finanziari. L'indice FTSE-MIB ha perso il 2,44%, in linea con le principali Borse europee. La mattinata è stata tranquilla, con gli indici poco mossi in attesa di alcuni dati sensibili negli USA e della pubblicazione di trimestrali importanti.
Nel pomeriggio, dopo l'apertura di Wall Street le Borse hanno pesantemente ripiegato, chiudendo con perdite consistenti.
"Quali le motivazioni per un simile trend delle piazze americane?" - si chiede Vittorio Carlini su IlSole24ore.com - "In primis, bisogna rilevare lo scenario di fondo di ansia che ha attanagliato gli investitori. Una preoccupazione che ha un'origine diversificata: da un lato, ci sono stati i dati sul mercato immobiliare: il numero di nuovi cantieri avviati a dicembre è sceso del 4%, rispetto alle previsioni relative a una flessione dello 0,2%. Secondo il dipartimento del Commercio, per tutto il 2009, le stime indicano l'avvio della costruzione di 554.000 nuove case: il calo è del 39% dal 2008, il livello più basso mai raggiunto. Dall'altro, c'è l'indicazione arrivata dal Pechino, dove le autorità bancarie cinesi avrebbero esortato i principali istituti finanziari del paese a bloccare i prestiti, dopo la fiammata di inizio anno, fino alla fine di gennaio. Una mossa interpretata da molti come l'indizio del pericolo di una bolla. All'interno di questo mood, i titoli bancari dei gruppi che hanno pubblicato i dati trimestrali (non così terrificanti) sono venduti senza troppi problemi. Ma non sono solo real estate e finanza. Anche il settore tecnologico sucita perplessità. Ieri, a mercati chiusi, Ibm ha comunicato i numeri del quarto trimestre 2009: gli utili sono cresciuti dell'8,7%. Un buon risultato ma che è stato oscurato dalle previsioni societarie sul 2010 che sono al ribasso."
Il nostro portafoglio ovviamente ne ha risentito, ma la perdita è stata più contenuta rispetto all'indice di riferimento. Due sono le motivazioni: in portafoglio ci sono titoli più forti rispetto all'indice; siamo investiti solo per il 50% circa del patrimonio. Ecco quindi che mentre l'indice perde il 2,96% dal 14 gennaio (giorno in cui abbiamo iniziato a postare i segnali), il nostro portafoglio lascia sul campo solo l'1,95%.
Manteniamo tutti i titoli in portafoglio con i relativi stop loss e target profit:
- ATLANTIA con stop loss a 18,25€ e target a 23€.
- AUTOGRILL: stop loss a 9,00€ e target a 9,99€
- TENARIS: stop loss a 15,95€ e target a 18,45€
- BULGARI: stop loss a 6,24€ e target a 7,5€
- LUXOTTICA: stop loss a 18,51€ e target a 21€
- AUTOGRILL: stop loss a 9,00€ e target a 9,99€
- TENARIS: stop loss a 15,95€ e target a 18,45€
- BULGARI: stop loss a 6,24€ e target a 7,5€
- LUXOTTICA: stop loss a 18,51€ e target a 21€
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