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martedì 19 ottobre 2010

Guerra delle valute. La Cina alza i tassi di interesse e il Giappone va in stagnazione

Da IlSole24Ore.com:

La Banca centrale della Cina ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base per frenare il surriscaldamento dell'economia, in particolare nel settore immobiliare, e allentare così il pericolo di una crescita dell'inflazione. La manovra - annunciata attraverso il sito Internet della Banca - è stata decisa oggi e sarà operativa già da domani, mercoledì 20 ottobre. Paradossalmente arriva nello stesso giorno in cui il governo giapponese ha dichiarato che l'economia nipponica è in stagnazione.

La manovra della People's Bank of China
Si tratta del primo rialzo dal 2007, ovvero da quando l'economia ha imboccato la ripresa, laddove tra settembre e dicembre 2008 l'istituzione monetaria cinese aveva effettuato diverse riduzioni sul costo del danaro, in risposta al deterioramento della crisi finanziaria globale. Nel dettaglio il tasso sui depositi a un anno sale al 2,5%, mentre quello sui prestiti alle banche, con stessa scadenza, passa al 5,56%.

L'impatto sul mercato dei cambi
La manovra ha avuto un impatto immediato sul mercato dei cambi, in uno scenario già turbolento che in molti economisti hanno ribattezzato "guerra delle valute". Uno scenario in cui le potenze mondiali preferiscono tenere basso il cambio per spingere la ripresa economica attraverso la leva delle esportazioni. Le banche e l'economia cinese sono rimaste relativamente intoccate dalla tempesta finanziaria esplosa negli Usa, che ha fatto piombare l'economia globale in recessione: la Cina ha registrato un solido aumento del Pil anche sul 2009, e sul 2010 la Banca Mondiale, che proprio oggi ha aggiornato le sue stime, prevede un galoppante più 9,5 per cento. Il problema invece è l'inflazione, che nei mesi passati ha registrato ripetute accelerazioni, accompagnata da insidiosi rialzi dei prezzi immobiliari, che possono anche riflettere i forti afflussi di capitali dall'estero.

Dopo l'annuncio lo yuan ha ceduto terreno a 6,6540 contro il dollaro, sui minimi di seduta. In calo anche l'euro, a 1,3884 sul dollaro dopo aver oltrepassato in nottata gli 1,40 dollari. Guadagna terreno, invece, lo yen, che passa di mano a 81,54 dollari, sui massimi di seduta.

Giappone in stagnazione
E proprio il rafforzamento dello yen - che viaggia intorno ai massimi degli ultimi 15 anni sul dollaro - è uno dei motivi che frena l'economia nipponica che oggi, nello stesso giorno in cui la Cina prova ad arginare l'espansione eccessiva dell'economia, ha dichiarato di essere in stagnazione (crescita zero). La seconda economia al mondo - secondo quanto comunicato dal governo di Tokyo - è «allo stallo». Nel suo rapporto mensile presentato oggi, il governo giapponese ha sottolineato che l'economia é entrata in una fase di «stagnazione», modificando la valutazione del mese scorso che indicava che il Paese era in fase di «ripresa». Per la prima volta in venti mesi, quindi, il governo fa marcia indietro e abbandona la sua visione ottimistica sottolineando che, nei prossimi mesi, sarà necessario essere prudenti. Restano difficili anche le condizioni del mercato del lavoro.

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