Ieri ad un’emissione di titoli a 12 mesi del Portogallo, la domanda è stata talmente esigua rispetto all'offerta che l’iniziale ammontare di 500 milioni di Euro è stato ridotto a 300. Il tutto con la banalissima spiegazione che la riduzione dell'ammontare doveva servire a calmierare un forte rialzo dei tassi rispetto alla precedente asta del 20 gennaio. Nonostante ciò il rendimento è salito a 1,38% dallo 0,93% della precedente emissione. Un chiaro segnale del fatto che dopo la Grecia è il Portogallo il nuovo "caso" su cui i mercati concentrano l'attenzione. Così lo "spread" con i titoli tedeschi è balzato in un solo giorno da 129 a 155 punti base, facendo di nuovo allargare anche quello della Grecia.
Oggi in Spagna il Tesoro ha venduto titoli di stato per 2,5 miliardi di euro con scadenza 2013. La domanda è stata buona (quasi il doppio dell'offerta) , ma Madrid ha dovuto pagare un tasso piuttosto salato. Il rendimento medio infatti è stato del 2,63%, contro il 2,14% dell'ultima asta del 3 dicembre.
Oggi gli spread sui CDS per i titoli pubblici del Portogallo (vedi immagine sopra) sono aumentati di 28 punti base, a 222 punti (ciò significa che per assicurare il debito portoghese è necessario pagare un premio del 2,22% dell'importo assicurato). Gli spread sui CDS per i titoli della Grecia sono aumentati di 9 punti base a 400 punti totali, molto vicini al picco di 421 punti toccato il mese scorso (ciò significa che per assicurare il debito greco è necessario pagare un premio del 4% dell'importo assicurato).
I mercati europei hanno anche risentito delle parole del governatore della Bce, Jean Paul Trichet, che ha parlato di ripresa moderata e irregolare nel 2010, di «squilibri di bilancio ampi e crescenti» in molti Paesi e di disoccupazione in aumento. Invariati i tassi all'1%. Le parole di Trichet pesano sulle quotazioni dell'euro sceso a 1,38 contro il dollaro. Milano ha sofferto più del resto d'Europa per il peso del comparto bancario, condizionato dai risultati di Deutsche bank e Santander. Pesante anche Fiat, mentre prosegue il confronto con il Governo sugli incentivi.
Tra i "migliori" del FTSE-MIB: Snam Rete Gas (-0,37%), Terna (-1,28%), Campari (-1,29%), Ansaldo STS (-1,38%), Pirelli & C. (-1,43%).
Tra i peggiori: CIR (-5,46%), Intesa SanPaolo (-5,33%), Mediobanca (-5,24%), Unicredit (-5,01%), Banca Popolare di Milano (-4,83%).

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