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venerdì 5 febbraio 2010

LA GIORNATA DI OGGI

Ancora una giornata da dimenticare su tutti i listini, affossati dalle vendite per i timori per la tenuta dei Bilanci di Grecia, Spagna e Portogallo. Oggi anche il governo francese ha annunciato un Deficit a 138 miliardi di euro nel 2009 contro i 56,3 miliardi del 2008 (il CAC-40 ha perso il 3,4%).

Il commissario europeo, Joaquin Almunia, ieri ha puntato l'indice su Grecia, Spagna e Portogallo. A poco sono valse le rassicurazioni del presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, secondo il quale la Spagna e il Portogallo «non rappresentano un rischio» per la stabilità dell'Eurozona. Così il mercato spagnolo ha ceduto oggi il 5,94% e quello di portoghese il 4,98%.

Ma la verità probabilmente non è questa. Le Borse stanno consolidando i profitti fatti negli ultimi mesi, smontando posizioni di carry trade (difatti si ricomprano dollari e si vendono azioni e bond, cioè tutto l'opposto di ciò che si era fatto fino ad ora, quando ci si indebitava in dollari ad un tasso pressochè nullo e si speculava su tutto ciò che potesse creare un differenziale positivo di rendimento). Nouriel Roubini, economista famoso per aver previsto la crisi dei mutui subprime, lo aveva preannunciato a ottobre 2009 dicendo: "siamo di fronte a una bolla gigantesca che scoppierà non appena il dollaro (ancora in calo sull'euro) frenerà la sua corsa". "Tra biglietto verde e mercati azionari", sosteneva Roubini, "c'è infatti una forte correlazione". La speculazione sulle valute, per l'economista, gioca un ruolo fondamentale nell'andamento dei mercati. Con rischi notevoli. "Quando la discesa del dollaro si fermerà - sosteneva Roubini - l'inversione di marcia (ma in negativo) contagerà i mercati finanziari, dando origine a un altro pesante crac". (cfr. Il Sole 24 Ore del 2 novembre 2009).

A spingere al ribasso i mercati hanno contribuito anche l'aumento dell'avversione al rischio che ha comportato maggiori costi per tutelarsi contro i temuti default. A soffrire di più sono stati i Paesi "periferici" dell'area Euro che hanno ora trascinato al ribasso i mercati finanziari. La combinazione fra elevato debito pubblico e contrazione del Pil ha causato la fuga degli operatori internazionali dalle emissioni governative di questi Paesi. Attualmente il premio pagato per assicurarsi contro l'insolvenza degli emittenti dei titoli di debito greci (CDS) è pari a 428 punti e la Grecia si trova al quinto posto assoluto tra i paesi più rischiosi al mondo dopo Argentina, Venezuela, Ucraina e la ex-prosperosa Dubai. Il Portogallo, vittima ieri di una pesante riduzione delle previste emissioni di titoli di Stato, ha visto in un solo giorno balzare il premio assicurativo (CDS) da 147 a 197 punti. (cfr. Il Sole 24 Ore del 5 febbraio 2010).

Il FTSE-MIB oggi è sceso sin dalle prime battute e, dopo un tentativo di rimbalzo nel primo pomeriggio, ha chiuso sui minimi a 20.815,8 (-2,75%). Tutti i 40 titoli dell'indice hanno chiuso in terreno negativo.

Tra i migliori: Terna (-0,43%), Snam Rete Gas (-0,52%), Lottomatica (-0,58%9, Ansaldo STS (-1,19%), Mediobanca (-1,43%).

Tra i peggiori: Pirelli & C. (-5,44%), CIR (-5,1%), Banca Popolare di Milano (-4,36%), Fiat (-4,29%), Intesa San Paolo (-4,03%).

In America, in chiusura gli indici principali rimbalzano dopo aver toccato minimi importanti, sul dato relativo al credito al consumo, diminuito meno delle attese: il Dow Jones chiude a 10.012,31 punti (+0,1%), il Nasdaq a 2.141,12 punti (+0,74%).

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