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martedì 15 giugno 2010

Bond greci al 10%. Salgono anche i rendimenti dei BTp. Forti richieste per i titoli spagnoli e irlandesi

Da IlSole24Ore.com:

I bond greci si impennano oltre il 9%. Il taglio di rating da parte di Moody's, che ha collocato i titoli del debito ellenico tra i bond spazzatura, ha impattato sulle quotazioni dei bond dei paesi periferici innalzando lo spread (il differenziale) rispetto al corrispettivo Bund tedesco, considerato il titolo più affidabile dell'Eurozona. Il rialzo più consistente – appunto – si è visto sui titoli greci che sono lievitati, nel confronto con lunedì, di 69 punti base (scadenza a 5 anni che viaggia su un rendimento del 9,6%) e di 56 punti (scadenza a 10 anni, rendimento 8,99%).
Piigs. È stata una giornata contrastata anche per i titoli emessi dai Piigs (acronomico utilizzato da alcuni economisti per definire Portogallo, Irlanda, Italia, Spagna e Grecia, ovvero i paesi con il debito sovrano più sotto pressione fra quelli dell'Eurozona). In prima battuta il rendimento del BTp (Buono del Tesoro poliennale) a 10 anni è aumentato: lo spread con il Bund tedesco di pari durata ha fatto segnare uno scatto di 7 punti base aggiornando la differenza di rendimento a 150 punti base. Anche i titoli spagnoli hanno fatto segnare un'escursione oltre i 220 punti. Mentre lo spread fra l'Oat francese a 10 anni e il Bund ha toccato un picco oltre i 50 punti base.
Gli spread tra i titoli decennali. Il quadro però è migliorato nel corso della giornata grazie al buon andamento delle aste di titoli di Stato spagnoli e irlandesi da cui i mercati hanno tratto l'indicazione che c'è ancora domanda per i bond periferici. Gli spread, tuttavia, restano considerevoli. Rispetto al Bund tedesco a 10 anni, i titoli greci quotano con un divario di 635 punti base, seguono gli irlandesi (288 punti di spread, rendimento complessivo lordo del 5,53%) i portoghesi (spread 275, rendimento 5,39%), gli spagnoli (spread 213, rendimento 4,77%), i BTp italiani (spread 143, rendimento 4,07%) e gli Oat francesi (spread 45, rendimento 3,09%).
Asta in Spagna. Nel dettaglio, la Spagna ha collocato oggi, martedì, in asta titoli a 12 e 18 mesi per un ammontare complessivo di 5,167 miliardi di euro con un rendimento in netto rialzo rispetto a quello dell'asta del mese scorso (da 1,59% a 2,23%). In aumento anche le richieste. Il bid-to-cover ratio – ovvero il rapporto tra l'importo tra domanda e offerta - è salito a 1,5 rispetto al valore di 1,26 segnato a maggio.
Asta in Irlanda. La domanda è stata superiore all'offerta anche in Irlanda che ha invece raccolto 1,5 miliardi di euro con le due aste di bond al 2016 e al 2018 (su un range previsto di 1-1,5 miliardi), attirando una richiesta complessiva quasi tripla all'offerta.
Cds.Allo stesso tempo anche il costo assicurativo contro il rischio default - sintetizzato dai credit default swap (cds), contratti quotati in mercati non regolamentati- si é allargato, con una particolare pressione per quello greco il cui cds a cinque anni si é portato a 785 punti base (+25 punti base rispetto alla vigilia). Stesso trend per i mercati di Portogallo (+30 punti base a 330), Spagna (+18 punti base a 250) e Irlanda (+19 punti base a 255).
Commissione europea su Cds e short selling. Intanto, come ricorda il Wall Street Journal, l'Unione europea va avanti nel piano di divieto delle vendite allo scoperto dei cds. L'intento è impedere agli investitori di scommettere sul default dell'emittente di cui non possiedono bond. La Commissione europea ha pubblicato uno schema di massima di possibili regole che potrebbero consentire divieti temporanei sulle vendite allo scoperto "naked" e su alcuni scambi di cds (credit default swap) quando i mercati sono molto volatili. I divieti interesserebbero gli hedge fund, molti dei quali usano strategie di trading basate sull'assunzione di posizioni corte su un range di asset, e alcune banche principali che dominano gli scambi europei di cds, focalizzati soprattutto a Londra. L'esecutivo Ue proporrà un disegno di legge a settembre che richiederà l'approvazione degli stati membri e del Parlamento europeo, il che significa che potrebbero esserci ulteriori cambiamenti. I contratti cds "naked" sono stati accusati da Grecia e altri soggetti di amplificare le difficoltà del debito governativo. Il divieto unilaterale sui contratti cds "naked" deciso a maggio dalla Germania non è stato copiato da altri stati Ue, con le autorità nazionali divise rispetto all'iniziativa.

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