I titolari di Tango-bond in default dal 2001 hanno la loro seconda occasione (resta meno di una settimana di tempo) per recuperare parte dell'investimento, senza aspettare l'esito dell'eventuale arbitrato presso il Tribunale Icsid (International Centre for the Settlement of the Investment Disputes) il cui collegio arbitrale non ha ancora stabilito se ha o meno competenza giurisdizionale sulla controversia. Alla prima proposta, nel 2005, aderì circa il 30% dei bond holder. Chi intende aderire all'offerta si troverà davanti due opzioni: Par (alla pari) e Discount. Ecco nel dettaglio cosa 'contengono' i due titoli.
Opzione Par. Chi accettarà questa opzione, in cambio dei vecchi titoli pubblici argentini riceverà: 1) obbligazioni Par; 2) il pagamento in contanti degli interessi maturati sui vecchi titoli tra il 2004 e fine 2009; 3) titoli Pil.
Le obbligazioni Par saranno conferite per un valore pari al nominale dei titoli in default che ogni risparmitore si trova ancora in portafoglio, per un valore massimo di 40mila euro o 50mila dollari Usa. La scadenza è il 31 dicembre 2038. Il piano di rimborso del capitale inizierà il 30 settembre 2029 e procederà a scadenze semestrali, per un totale di 20 rate. Gli interessi saranno pagati con cedola semestrale a tassi che dipendono dalla valuta dell'obbligazione: per l'emissione in euro il rendimento sarà del 2,26% annuale nei primi 10 anni, del 3,38% dal 2019 al 2029 e del 4,74% dal 2029 alla scadenza. Se l'opzione Par sarà scelta per un ammontare superiore a 2 miliardi di dollari, si andrà al riparto e le eccedenze saranno regolate con l'opzione discount. Questa eventualità è praticamente scontata, visto che le obbligazioni potenzialmente oggetto dello swap (pre-2005) ammontano a 18,3 miliardi di dollari.
Gli interessi cash per i 5 anni tra il 2004 e il 2009 saranno corrisposti in un'unica soluzione, presumibilmente già nel prossimo agosto, e saranno calcolate per ciascun titolo oggetto dello swap. Gli esempi riportati alle pagine 24 e 25 del prospetto indicano circa 750 euro per ogni 10mila euro di Tango-bond.
Le obbligazioni Pil sono obbligazioni che non danno diritto ad alcun rimborso di capitale a scadenza ma ad un rendimento alla fine di ogni anno, parametrato all'andamento del Pil argentino. Il prospetto stabilisce per ciascun anno di vita dei titoli un valore Pil di base prefissato. Il Pil eccedente, dato dalla differenza positiva con il 'Pil reale attuale' registrato dà diritto al pagamento di interessi ai bondholder che aderiranno all'offerta. In pratica, una scommessa sul buon andamento dell'economia argentina. Pur senza garanzie per il futuro, il ministro Herman Lorenzino ha fatto notare che dal 2005 a oggi il rendimento di questi titoli è stato sempre positivo. Saranno assegnati per un valore pari a quello dei bond argentini conferiti da ciasun risparmiatore per lo scambio.
Le obbligazioni Par saranno conferite per un valore pari al nominale dei titoli in default che ogni risparmitore si trova ancora in portafoglio, per un valore massimo di 40mila euro o 50mila dollari Usa. La scadenza è il 31 dicembre 2038. Il piano di rimborso del capitale inizierà il 30 settembre 2029 e procederà a scadenze semestrali, per un totale di 20 rate. Gli interessi saranno pagati con cedola semestrale a tassi che dipendono dalla valuta dell'obbligazione: per l'emissione in euro il rendimento sarà del 2,26% annuale nei primi 10 anni, del 3,38% dal 2019 al 2029 e del 4,74% dal 2029 alla scadenza. Se l'opzione Par sarà scelta per un ammontare superiore a 2 miliardi di dollari, si andrà al riparto e le eccedenze saranno regolate con l'opzione discount. Questa eventualità è praticamente scontata, visto che le obbligazioni potenzialmente oggetto dello swap (pre-2005) ammontano a 18,3 miliardi di dollari.
Gli interessi cash per i 5 anni tra il 2004 e il 2009 saranno corrisposti in un'unica soluzione, presumibilmente già nel prossimo agosto, e saranno calcolate per ciascun titolo oggetto dello swap. Gli esempi riportati alle pagine 24 e 25 del prospetto indicano circa 750 euro per ogni 10mila euro di Tango-bond.
Le obbligazioni Pil sono obbligazioni che non danno diritto ad alcun rimborso di capitale a scadenza ma ad un rendimento alla fine di ogni anno, parametrato all'andamento del Pil argentino. Il prospetto stabilisce per ciascun anno di vita dei titoli un valore Pil di base prefissato. Il Pil eccedente, dato dalla differenza positiva con il 'Pil reale attuale' registrato dà diritto al pagamento di interessi ai bondholder che aderiranno all'offerta. In pratica, una scommessa sul buon andamento dell'economia argentina. Pur senza garanzie per il futuro, il ministro Herman Lorenzino ha fatto notare che dal 2005 a oggi il rendimento di questi titoli è stato sempre positivo. Saranno assegnati per un valore pari a quello dei bond argentini conferiti da ciasun risparmiatore per lo scambio.
Opzione Discount. La seconda opzione, che servirà anche a coprire le quote che non potranno essere soddisfatte con le obbligazioni alla pari, sarà composta di tre elementi: 1) obbligazioni a sconto con pagamento di interessi; 2) obbligazioni Global 2017; 3) titoli Pil. Le obbligazioni a sconto, scadenza dicembre 2033, saranno corrisposte ad un rapporto di scambio del 33,7% rispetto al valore iniziale dei Tango-Bond. A ciò vanno aggiunti gli interessi per il periodo 2004-2010 corrisposti non in contanti ma in titoli discount, portando intorno al 45% la percentuale di titoli Discount rispetto al valore iniziale dei bond in portafoglio. A partire da dicembre 2009, questi titoli riscuoteranno cedole semestrali del 7,82% su base annuale. Per i primi 4 anni, fino al 2013 una parte degli interessi (il 2,37%) sarà capitalizzata, il resto è cash. Il rimborso del capitale scatta 10 anni prima della scadenza, dal 2024, in 20 rate semestrali.
Le obbligazioni Global 2017 saranno denominate in dollari Usa e saranno assegnate per un valore pari a 27 centesimi di euro per ogni euro di nuove obbligazioni Discount (al lordo delle commissioni per la banche che gestitscono l'operazione per conto dell'Argentina). Danno diritto ad una cedola pagata ogni semestre, con interessi dell'8,75% su base annua. Alla scadenza il loro valore sarà rimborsato in un'unica soluzione. Per 10mila dollari di Tango bond, un risparmiatore retail si troverebbe in tasca circa 1.250 dollari di obbligazioni Global 2017.
I titoli Pil per l'opzione Discount saranno assegnati per un importo pari a quello complessivo di Tango bond in portafoglio per ciascun risparmiatore. Come nel caso dell'opzione Par, non danno diritto ad alcun rimborso a scadenza, ma solo alla riscossione di un rendimento annuale legato al Pil argentino eccedente rispetto a quello Base indicato nel prospetto della ops per ogni anno, fino al 2035.
Obiettivo del governo argentino è quello di dare agli obbligazionisti retail "titoli con liquidità, con mercato e con capacità di trading" ha detto Lorenzino. Secondo quanto riferiscono fonti vicine all'operazione, c'è l'intenzione di chiedere la quotazione almeno in Lussemburgo.
Il momento delle scelte. Per i titolari di Tango-bond, dunque, è il momento di decidere. L'opzione, piu' che tra obbligazioni Par e obbligazioni Discount, proposte dallo swap di Buenos Aires, è piuttosto tra se aderire o no all'offerta. All'interno di essa la scelta è obbligata: titoli Par con una piccola parte in contanti da subito ("nel giro di qualche mese" ha detto il segretario alle Finanze) per l'importo massimo possibile per ogni investitore. Il resto in titoli Discount e Global 2017, contando sulle rispettive cedole e sulla loro negoziabilità. Il resto in titoli Pil, puntando sulla crescita dell'economia argentina e non solo. Su tutto pesa la variabile tempo, non secondaria. La durata dei titoli si allunga, il recupero integrale (o quasi) dell'investimento nominale si allontana nel tempo. L'alternativa è l'arbitrato su cui punta la TFA, l'associazione che tutela gli investitori in titoli argentini. Ma anche su questo fronte i tempi rischiano di essere molto lunghi. Lasciando nel frattempo l'investitore senza alcun flusso di liquidità, sia pure minimo, e senza la possibilità di vendere sul mercato i titoli in portafoglio.
Le obbligazioni Global 2017 saranno denominate in dollari Usa e saranno assegnate per un valore pari a 27 centesimi di euro per ogni euro di nuove obbligazioni Discount (al lordo delle commissioni per la banche che gestitscono l'operazione per conto dell'Argentina). Danno diritto ad una cedola pagata ogni semestre, con interessi dell'8,75% su base annua. Alla scadenza il loro valore sarà rimborsato in un'unica soluzione. Per 10mila dollari di Tango bond, un risparmiatore retail si troverebbe in tasca circa 1.250 dollari di obbligazioni Global 2017.
I titoli Pil per l'opzione Discount saranno assegnati per un importo pari a quello complessivo di Tango bond in portafoglio per ciascun risparmiatore. Come nel caso dell'opzione Par, non danno diritto ad alcun rimborso a scadenza, ma solo alla riscossione di un rendimento annuale legato al Pil argentino eccedente rispetto a quello Base indicato nel prospetto della ops per ogni anno, fino al 2035.
Obiettivo del governo argentino è quello di dare agli obbligazionisti retail "titoli con liquidità, con mercato e con capacità di trading" ha detto Lorenzino. Secondo quanto riferiscono fonti vicine all'operazione, c'è l'intenzione di chiedere la quotazione almeno in Lussemburgo.
Il momento delle scelte. Per i titolari di Tango-bond, dunque, è il momento di decidere. L'opzione, piu' che tra obbligazioni Par e obbligazioni Discount, proposte dallo swap di Buenos Aires, è piuttosto tra se aderire o no all'offerta. All'interno di essa la scelta è obbligata: titoli Par con una piccola parte in contanti da subito ("nel giro di qualche mese" ha detto il segretario alle Finanze) per l'importo massimo possibile per ogni investitore. Il resto in titoli Discount e Global 2017, contando sulle rispettive cedole e sulla loro negoziabilità. Il resto in titoli Pil, puntando sulla crescita dell'economia argentina e non solo. Su tutto pesa la variabile tempo, non secondaria. La durata dei titoli si allunga, il recupero integrale (o quasi) dell'investimento nominale si allontana nel tempo. L'alternativa è l'arbitrato su cui punta la TFA, l'associazione che tutela gli investitori in titoli argentini. Ma anche su questo fronte i tempi rischiano di essere molto lunghi. Lasciando nel frattempo l'investitore senza alcun flusso di liquidità, sia pure minimo, e senza la possibilità di vendere sul mercato i titoli in portafoglio.
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