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lunedì 11 ottobre 2010

Il VIX


Da Finanza In Chiaro del 8/10/2010:

Tutti in rialzo, tranne il top score Sensex, i principali indici borsistici internazionali, al termine di una settimana che ha visto movimenti decisamente anomali, non in termini di volatilità, bensì di tendenza.

Attenzione importantissimo!!! Non lasciatevi fuorviare dalla bassa volatilità registrata sul mercato, non è di per sé un buon sintomo, spesso lo è, ma non in questo caso. Cercherò di essere chiaro.

Un mercato funziona quando può teoricamente dirigersi in entrambe le direzioni, ad esempio se il tasso di riferimento fosse del 4% l'autorità monetaria potrebbe decidere sia per un aumento che per una diminuzione in base alla situazione economica, ma quando il tasso è già a zero rimane una sola possibilità.

Se poi, causa il perdurare di una crisi tremenda, le autorità sono costrette ad annunciare che i tassi resteranno ai minimi per un lungo periodo, la frittata è fatta: da un lato non possono scendere (non si può pagare uno perchè si indebiti), dall'altro non possono salire (per non rendere ancora più critica la situazione economica già drammatica).

Ci si è quindi intrappolati e dato che il mercato sa perfettamente come sarà costretta a muoversi l'autorità monetaria sfrutta la situazione.

Uscendo dal teorico per entrare nel concreto, il mercato sa perfettamente che la Fed comprerà quantitativi ingenti di titoli di debito, il dollaro tenderà così a svalutarsi, a questo punto indebitarsi in dollari non diventa solo un'operazione a costo zero, ma addirittura a tasso negativo.

Reinvestendo questi “prestiti” su assets rischiosi si otterranno così due tipi di plusvalenze, sull'investimento e sulla moneta, insomma una slot machine che ti fa vincere sempre.

Nella realtà, però, non è una slot machine, bensì una catena di Sant'Antonio, noi italiani le catene di Sant'Antonio le conosciamo benissimo e sappiamo che, dopo un iniziale periodo in cui tutti guadagnano, entrano gli allocchi che saranno destinati a far una brutta fine.

Concludendo, tutti gli assets tendono a salire, per questo la volatilità rimane bassa, non quindi per una motivazione virtuosa, ma semplicemente per una distorsione del mercato indotta dalla Fed, la bassa volatilità non fa percepire correttamente il rischio ed alimenta il fenomeno gonfiandolo pericolosamente.

E' chiaro ora da cosa deriva la mia preoccupazione?

Ho sempre ritenuto che il mercato va “assecondato” e non “anticipato”, è vero! In parecchi miei scritti, anche precedenti la nascita di Finanza In Chiaro, ho sostenuto a gran voce questa tesi, ma ora siamo di fronte ad una situazione estremamente pericolosa, per questo invito tutti i miei lettori ad essere prudenti e non lasciarsi prendere dall'entusiasmo.

E' iniziata la stagione delle trimestrali, il primo dato è stato molto confortante, Alcoa ha infatti battuto nettamente le stime ed è stata premiata dal mercato, siamo convinti che molte aziende statunitensi faranno meglio delle previsioni, il dollaro debole, senza dubbio aiuta, ma ribadiamo che il momento difficile, il vero banco di prova, si avrà fra la fine di quest'anno e la primavera del prossimo.

Torniamo comunque a nostro indice principale che, nonostante il guadagno settimanale, è tornato all'ultimo posto nella classifica delle performances da inizio anno.

FTSE MIB a 20.750,74 punti (+1,76%).

Trentaquattro i titoli in rialzo rispetto ai soli sei ribassi.

FONDIARIA (+14,44%) è stata la settimana della Compagnia dei Ligresti. L'annuncio che Bollorè ha acquisito più del 2% del capitale ha messo le ali al titolo che si trovava su quotazioni davvero sacrificate. Il Gruppo si trova in piena fase di ristrutturazione e si attendono ancora importanti novità. Da inizio anno il ribasso supera ancora il 20%, ci sono quindi i margini per la continuazione di questa fase positiva.

UBI BANCA (+4,98%) altro titolo che ultimamente era stato molto sacrificato. Tutto il guadagno è arrivato nella seduta di martedì dopo un buon giudizio di Bank of America. Successivamente, però, il titolo ha stentato nel proseguimento del trend rialzista.

TENARIS (+4,83%) ed ecco che il titolo della famiglia Rocca si riaffaccia tra i migliori, non solo Saipem, quindi. Anche i volumi testimoniano il nuovo interesse sulla società, che vede nel mirino di nuovo quota 15 euro.

CIR (+4,37%) sui massimi degli ultimi tre mesi, il titolo mette a segno un nuovo balzo che lo proietta verso quota 1,6 euro.

ATLANTIA (+3,37%) anche per l'ex Autostrade l'ottava è stata proficua, sembra possa ripartire una nuova ondata rialzista dopo quella che nella seconda parte di agosto aveva riportato il titolo su quotazioni più consone al proprio valore.

SAIPEM (+3,21%) irresistibile! Continua a far segnare nuovi massimi ed arrivano in continuazione upgrades un po' da tutte le parti, con target price che soltanto pochi mesi fa si potevano solo sognare.

BUZZI UNICEM (+3,19%) continuano i rialzi per i cementieri, ancora nulla di eccezionale, ma tornare a vedere Buzzi sopra gli 8 euro fa perlomeno sperare in una ripresa del settore costruzioni.

Gli altri titoli ad aver fatto segnare un rialzo nell'ottava appena trascorsa sono stati: Intesa (+2,95%), Finmeccanica (+2,65%), Popolare Milano (+2,44%), Mediobanca (+2,37%), Unicredit (+2,29%), Ansaldo (+2,06%), Lottomatica (+1,95%), Impregilo (+1,83%), Prysmian (+1,63%), Banca MPS (+1,59%), Telecom (+1,57%), Enel (+1,49%), Azimut (+1,48%), Eni (+1,44%), Generali (+1,37%), Snam Rete Gas (+1,08%), Bulgari (+0,99%), Italcementi (+0,99%), Unipol (+0,84%), Autogrill (+0,82%), Pirelli (+0,67%), A2A (+0,36%), Geox (+0,36%), Mediolanum (+0,23%), Banco Popolare (+0,23%), Luxottica (+0,20%) e Parmalat (+0,16%).

Passiamo ai ribassi.

STMICROELECTRONICS (-2,45%) sul comparto si susseguono voci diverse, per Stm continua così questo periodo di debolezza che ormai dura da diverso tempo. La prima parte di settembre aveva alimentato qualche speranza in un buon recupero, per il momento, però, prevale la cautela.

MEDIASET (-2,22%) il ritracciamento ci sta, ma ora il titolo deve reagire per proseguire il trend positivo iniziato col mese di luglio.

Gli altri titoli ad aver avuto un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati:Campari (-0,52%), Terna (-0,40%), Fiat (-0,36%) e Exor (-0,12%).

Ed ora vediamo queste trimestrali statunitensi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.

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