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martedì 9 novembre 2010

Scende più del previsto l'utile di Intesa, 2010 visto in miglioramento


Intesa Sanpaolo volatile in Borsa (+0,51% a 2,485 euro dopo una virata in territorio negativo a un minimo a 2,4425 euro) in seguito all'uscita dei conti. L'utile nel terzo trimestre della banca è sceso a 510 milioni di euro contro i 674 milioni di euro di un anno fa. Le stime degli analisti indicavano un utile nel periodo di 543 milioni di euro.

Il risultato netto consolidato nel trimestre, se si escludono le principali componenti non ricorrenti, è però pari a 633 milioni di euro, in aumento del 26,3% rispetto ai 501 milioni di euro del secondo trimestre 2010 e in diminuzione del 22,4% rispetto agli 816 milioni del terzo trimestre 2009.

I proventi operativi netti nei tre mesi sono stati pari a 4,05 miliardi di euro, in aumento dello 0,7% rispetto ai 4,02 miliardi del secondo trimestre 2010 e in diminuzione del 9,9% rispetto ai 4,49 miliardi del terzo trimestre 2009. Pressoché centrate le attese sui primi nove mesi dell'anno che hanno mostrato un utile netto di 2,2 miliardi di euro (2,21 miliardi le stime del consenso), in flessione del 2,7% rispetto ai 2,26 miliardi dei primi nove mesi del 2009.

La gestione operativa ha invece segnato nel trimestre un risultato di 1,78 miliardi (+3,9% rispetto al secondo trimestre) e di 5,49 miliardi nei 9 mesi, in calo del 13,1%. Al tempo stesso il conto economico consolidato dei primi nove mesi ha evidenziato proventi operativi netti pari a 12,31 miliardi di euro, in calo del 7,1% rispetto ai 13,25 miliardi di un anno fa.

In quest'ambito, sempre nei primi nove mesi del 2010, gli interessi netti sono ammontati a 7,34 miliardi di euro, scendendo dell'8,5% rispetto agli 8,03 miliardi dei primi nove mesi del 2009, anche a seguito dell'effetto negativo di 178 milioni derivante dall'abolizione della commissione di massimo scoperto con decorrenza dal terzo trimestre 2009.

Sono migliorati inoltre i ratio patrimoniali. A fine settembre il gruppo, in base alle regole di Basilea 2, aveva infatti un Tier 1 ratio dell'8,9%, in crescita rispetto all'8,4% di fine 2009 e stabile su giugno 2010. Il Core Tier 1 è risultato pari al 7,7% (7,1% a fine 2009) e il coefficiente patrimoniale totale al 12,5% (11,8% a fine 2009).

Dato positivo anche gli accantonamenti e le rettifiche di valore in calo a 742 milioni nel terzo trimestre. Il dato si raffronta con i 934 milioni del secondo trimestre e gli 885 milioni dello stesso periodo del 2009. Il dato è composto da 30 milioni di accantonamenti per rischi e oneri, da 711 milioni di rettifiche nette su crediti e da 1 milione di rettifiche su altre attività. Nei 9 mesi la flessione degli accantonamenti è stata del 13,5% a 2,5 miliardi.

"I risultati trimestrali sono leggermente inferiori alle nostre attese: i ricavi da commissione sono stati inferiori alle previsioni. Il risultato netto si è avvicinato alla nostra stima di 520 milioni grazie al fatto che gli accantonamenti sono stati pari a 710 milioni, mentre noi prevedevamo 770 milioni", afferma a caldo un analista di una sim, in attesa dei dettagli che verranno forniti dal management nella conference call di oggi pomeriggio.

Su queste basi, il management ha già detto che conta di registrare nel 2010 un miglioramento dell'utile netto rispetto al 2009 grazie a una diminuzione degli oneri operativi, del costo del cattivo credito e degli oneri di integrazione, nonché all'apporto delle componenti non ricorrenti.

In particolare, Intesa nell'ultima parte dell'esercizio in corso perseguirà l'obiettivo di garantire una redditività sostenibile nel medio periodo, continuando a sviluppare l'attività fondata sulla relazione di lungo periodo con la clientela, a calibrare il controllo dei costi e degli investimenti e a presidiare la qualità del credito, la liquidità e la patrimonializzazione.

Ieri sono stati rilasciati i risultati delle controllate Banca Imi e Fideuram, nel complesso migliori delle attese grazie anche al controllo dei costi. In attesa dei conti questa mattina Equita ha confermato il rating buy e il prezzo obiettivo a 3,5 euro sul titolo Intesa Sanpaolo, Unicredit il rating hold e un target price a 2,40 euro, mentrte Morgan Stanley ha iniziato oggi la copertura dell'azione con un rating equalweight e un target a 3 euro.

Rispetto a Unicredit, il broker ritiene che Intesa Sanpaolo abbia miglior visibilità e potenziale a livello di utili nel breve termine. "Saremmo compratori" sul titolo "in caso dovesse scendere sotto 2,3 euro o nell'eventualità di un maggior incremento degli utili", precisano gli analisti di MS.

L'istituto, che non ha avuto bisogno di lanciare un aumento di capitale, si è dimostrato profittevole. Non solo. Le azioni viaggiano in Borsa su prezzi convenienti dopo la debolezza accusata a ottobre, con le quotazioni che sono andate peggio del settore del 7% circa.

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