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lunedì 17 ottobre 2011

FTSE-MIB


Lunedì pesante per le Borse all'inizio di una settimana decisiva per le sorti della moneta unica, con il vertice dei governi dell'Eurozona in programma il 23 ottobre.
Oltreoceano Wall Street incrementa le perdite, con le blue chip che cedono più di 200 punti: il Dow Jones cala dell'1,76%, il Nasdaq arretra dell'1,79% e l'S&P500 cede l'1,59%. A pesare sull'andamento della Borsa americana è in particolare l'indice dell'industria manifatturiera elaborato dalla Federal Reserve di New York. A ottobre si è attestato a -8,5 dal precedente -8,8, mentre gli economisti si aspettavano -4.
Piazza Affari è maglia nera nel Vecchio Continente segnando un ribasso del 2,3% per il FTSE MIB e dell'1,95% per il FTSE IT All Share. In forte calo anche il CAC 40 di Parigi (-1,65%) e il DAX 30 di Francoforte (-1,84%).

Berlino fredda i mercati 
Sull'andamento dei listini pesano una serie di informazioni negative arrivate in giornata. Notizie che hanno vanificato gli entusiasmi della mattinata. Chi sperava in una soluzione della crisi del debito europea entro il 23 ottobre, in occasione del prossimo vertice dell'Ue, ha dovuto fare i conti con le parole di Angela Merkel e del suo ministro delle finanze Schauble. Dal meeting del 23 ottobre - è il senso delle loro dichiarazioni - non arriveranno accordi che porteranno a «soluzioni permanenti» della crisi dei debiti sovrani. In questo climax poco roseo va inserita anche la posizione del Fondo sovrano della Cina che esclude di considerare investimenti in banche europee in assenza di condizioni di trasparenza.

Acqua fredda, quindi, sull'ottimismo di inizio mattina quando i listini davano fiducia alle capacità dell'Eurozona di adottare misure definitive sulla crisi al termine del vertice straordinario del 23 ottobre, come indicato nel week-end dai ministri finanziari del G20 che hanno lanciato un ultimatum ai Paesi dell'area euro per agire ed evitare un effetto contagio su altre economie.

La notizia ha impattato anche sul mercato obbligazionario con lo spread BTp-Bund risalito a quota 360 punti base da 350. Mentre l'euro si è indebolito da 1,389 dollari a 1,384. Chiusura in ribasso per l'euro, reduce da diverse sedute di rialzi. La moneta unica ha terminato la seduta in calo a 1,3771 dollari (1,3881 venerdì).

Focus Piazza Affari 
Tra i singoli titoli del listino milanese si segnala il tonfo di Diasorin, società specialista nella diagnostica medica. Il titolo cede il 10,09% (il peggior ribasso degli ultimi tre anni) dopo che la società ha tagliato le proprie previsioni di vendita per il prossimo anno. Pesanti anche i titoli della grandi banche con Unicredit che cede il 6,12% e Intesa Sanpaolo che lascia sul parterre il 5,32 per cento. Si mantiene in rialzo invece Saipem (+3,2%) che ha annunciato nuovi contratti per 1,5 miliardi di dollari.

I nodi da sciogliere entro il 23 ottobre 
Il prossimo week end potrebbe assumere un'importanza cruciale per le sorti dell'Eurozona. Venerdì 21 ottobre è prevista una riunione straordinaria dei ministri economici dell'Eurozona. Sabato 22 è in programma un consiglio allargato a tutta l'Unone europea. Infine, domenica 23 bisognerà comunicare il nuovo pacchetto anti-crisi

Tra le quesioni centrali: ruolo e dotazione del fondo salva-Stati; ricapitalizzazione delle banche;aumento del default selettivo della Grecia a carico dei privati. Intanto il presidente del Financial Stability Forum, Mario Draghi, ha annunciato che è pronta la lista delle 40 banche di rilevanza sistemica che devono rafforzare i ratios patrimoniali.

Focus Tokyo 
La Borsa di Tokyo ha chiuso la sessione di lunedì nettamente in rialzo, mentre gli investitori si trovano rassicurati dalle ultime statistiche pubblicate negli Stati Uniti e dalla volontà internazionale di agire per risolvere i problemi del debito sovrano in Europa, giunte dal G20. L'indice Nikkei dei 225 blue chip é salito dell'1,50% alla chiusura fino a 8879,60 punti, aiutato anche dal calo dello yen rispetto al dollaro e all'euro.

A piccolo le azioni della Olympus 
Le azioni della società giapponese di macchine fotografiche Olympius calano a picco del 24% a Tokyo, dopo le dimissioni del suo primo ceo non nipponico, il britannico Michael Woodford. Già venerdì il titolo di Olympius aveva perso il 18%, dopo che Woodford era stato degradato alla carica di direttore non esecutivo. La decisione è legata ai contrasti sulla strategia tra l'ex numero uno e i direttori del board della società. La situazione è peggiorata dopo un'intervista di Woodford al WSJ nella quale ha spiegato che il suo siluramento è legato a una serie di lettere da lui inviate al presidente di Olympius nelle quali chiedeva spiegazioni sui prezzi e le parcelle pagare per delle acquisizioni effettuate tra il 2006 e il 2008.

Articolo tratto da IlSole24Ore.com.

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