MILANO, 28 novembre (Reuters) - I gestori mettono a lavorare la liquidità a novembre e la percentuale di cash in portafoglio scende intorno all'8% con l'azionario che continua a rappresentare mediamente poco meno della metà degli asset.
I risultati del consueto sondaggio Reuters-Lipper evidenziano questo mese - con un campione variato - un rafforzamento parallelo delle posizioni sul reddito fisso, come testimoniano le statistiche di media (bond in aumento al 41,9% dal 40,8%) ma soprattutto quelle di mediana (al 45% dal 41%).
Le statistiche sono coerenti con l'andamento delle asset class che risulta da una rilevazione compiuta da Reuters fra 45 primarie case di investimento in Stati Uniti, Giappone, Europa Continentale e Gran Bretagna.
I nove gestori che hanno partecipato questo mese dichiarano un posizionamento tra sovrappesato (4) e neutrale (3) sull'azionario e sulla liquidità e tra neutrale (4) e sottopesato (4) sull'obbligazionario, con una preferenza per i titoli di stato dell'area euro e le emissioni societarie.
"Preferiamo i bond dell'area euro piuttosto che quelli americani e siamo posizionati sulle scadenze di breve-medio periodo da 0 a 5 anni", ha detto Valentina Carnevali di Azimut sgr, che ha ovunque un'esposizione neutrale sull'azionario.
Dal sondaggio emerge che la stragrande maggioranza dei partecipanti sottopesa i T-bond.
Sebbene in novembre le borse mondiali abbiano aggiornato i minimi dell'anno, con un orizzonte di tre mesi si nota un certo ottimismo per le azioni - ma solo quelle del Vecchio Continente - con quattro gestori che preannunciano un incremento dell'esposizione.
"Attualmente siamo underweight sull'azionario ma prevediamo e in parte stiamo già agendo per rientrare da questa posizione", ha detto Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni. "La crisi ormai è qui, la recessione è un dato di fatto ma il sell-off è stato veloce e generalizzato e con lo stock picking si possono individuare titoli sottovalutati".
L'indagine conferma per novembre il favore per comparti difensivi come i farmaceutici, che si aggiudicano la preferenza di sei gestori su nove, come i telefonici. Più di metà del campione sottopesa le utility e gli industriali generici mentre bancari ed energetici sono a benchmark per 4 gestori su nove.
Nonostante la violenta correzione delle quotazioni del greggio, Sella Gestioni sta tornando verso la neutralità "e magari andremo overweight su energia e materiali di base", dice Trivelli, ricordando che la costruzione del portafoglio segue una logica "strutturale" di medio periodo.
"Secondo me 50 dollari al barile è un livello basso anche rispetto alle condizioni stagnanti della crescita", spiega.
Il direttore investimenti, che privilegia tuttavia solo le "major" ben capitalizzate e poco indebitate, è convinto che la corsa dell'oil e delle materie prime si sia solo fermata e che il trend sia strutturalmente rialzista su questi settori.
Azimut sgr ha diluito l'esposizione sovrappesata ai finanziari per effetto delle correzioni dei titoli del settore, mentre Sella Gestioni sottopesa i bancari da almeno 18 mesi.
"Riteniamo che, malgrado i forti rimbalzi, i bancari saranno ancora sotto pressione perchè gli interventi dei governi sono diluitivi per gli azionisti - e quindi penalizzanti - e poi perchè resta da capire da dove verranno i margini in futuro", sottolinea Trivelli.
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