MILANO, 23 dicembre (Reuters) - Il nuovo anno si preannuncia all'insegna della cautela per le gestioni in Italia, con l'azionario che continua a pesare in media per meno della metà dei portafogli e una preferenza per settori, considerati difensivi, come farmaceutici e telefonici.
Gli asset manager che hanno partecipato al sondaggio mensile Reuters-Lipper si affacciano al 2009 confermando in larga parte le scelte di asset allocation dell'ultima parte dell'anno e limitando gli aggiustamenti agli investimenti settoriali. L'allocazione aggregata nei portafogli di dicembre varia infatti solo leggermente, con un arrotondamento delle posizioni medie sull'obbligazionario (al 42,08% dal 41,94%) e sulla liquidità (all'8,41% dall'8,26%) a scapito delle borse (al 48,84% dal 48,91%).
Bocce ferme dunque - soprattutto sull'azionario dove prevale la scelta di restare neutrali - perchè il futuro appare incerto, almeno per tutta la prima metà dell'anno prossimo, nonostante gli interventi di governi e autorità monetarie per contrastare gli effetti della crisi economica.
"Non si hanno speranze che l'economia reale migliori nel 2009", commentano da Pioneer Investments. "La domanda è quando i mercati inizieranno a scontare la ripresa, ma il consensus è che difficilmente la svolta avverrà prima del secondo semestre".
Il sondaggio rivela tuttavia un aumento del sottopeso all'obbligazionario (salito al 55,56% del campione), dopo che la corsa agli acquisti rifugio ha depresso i rendimenti. L'orientamento è più cauto rispetto a quello degli investitori mondiali che, secondo l'indagine condotta da Reuters fra 44 asset management globali, a dicembre hanno aumentato l'esposizione alle borse per il secondo mese consecutivo, incoraggiati dai segnali di stabilizzazione dei mercati azionari e dal crollo dei tassi sui governativi.
"Se una bolla si sta creando è sui titoli di stato perchè rendono niente e il mercato non si rende conto che, con questo impegno delle autorità (contro gli effetti della crisi finanziaria ed economica ndr) non appena il mercato si stabilizzerà, i rendimenti torneranno a salire", avvertono da Pioneer Investments.
L'indice MSCI delle borse mondiali si prepara a chiudere il primo mese in positivo dopo sei consecutivi di ribassi, avendo recuperato il 20% dal minimo di cinque anni e mezzo toccato a fine novembre. Il bilancio 2008 resta tuttavia negativo per oltre il 44%.
Nonostante il sondaggio confermi una leggera preferenza dei gestori per Wall Street, in un'ottica di breve termine resta moderatamente positivo l'atteggiamento nei confronti delle borse dell'Eurozona. Come a novembre, in un orizzonte di tre mesi quattro gestori su nove prevedono di aumentare l'esposizione all'azionario del Vecchio Continente e tre dichiarano che la lasceranno invariata.
Con i rendimenti dei treasuries sui minimi di molti decenni, la maggior parte degli interpellati continua a snobbare i titoli di stato americani e a preferire le emissioni societarie. Cinque gestori su nove tengono a peso il reddito fisso dell'Eurozona.
"Siamo sottopesati di governativi soprattutto fuori dall'area euro dove ci aspettiamo un'esplosione dei conti pubblici", spiegano da Pioneer Investments, aggiungendo che la view è meno negativa in Europa perchè i bilanci statali sono vincolati dal Patto di Stabilità. E i corporate bond "per noi valgono ancora di più delle azioni perchè gli interventi pubblici assicurano una migliore solvibilità delle imprese e perchè gli utili torneranno a salire in un primo tempo grazie soprattutto a tagli dei costi", aggiunge, spiegando che anche questo contribuisce a migliorare liquidità e rating delle aziende.
E' di venerdì la notizia che il governo americano ha lanciato un salvagente da 17,4 miliardi di dollari - attinti dal piano Tarp da 700 miliardi di dollari destinato originariamente alle istituzioni finanziarie - alle case automobilistiche statunitensi in crisi.
L'allocazione settoriale registra piccoli spostamenti, nella direzione di un maggiore pessimismo verso materie prime e industriali di base dopo le recenti correzioni che hanno schiacciato il greggio sotto i 33 dollari, minimo dal febbraio 2004.
Più negativo anche l'atteggiamento generale nei confronti dei bancari: raddoppia a 4 il numero dei gestori sottopesati mentre tre si tengono neutrali.
Confermato il sottopeso sulle utilities, mentre aumenta il favore verso gli IT con i gestori overweight sui tecnologici che salgono a 4 dai 3 di novembre.
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