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mercoledì 13 ottobre 2010

Le Borse europee chiudono in netto rialzo. Effetto trimestrali e Fed su Wall Street


Piazza Affari in rialzo grazie alla buona intonazione che si è vista su tutti i mercati occidentali in scia anche alle nuove misure espansive della Fed in politica monetaria. Il listino milanese ha così chiuso guadagnando quasi due punti percentuali: il FTSE Mib è salito dell'1,90% a 21.145 punti e il FTSE IT All Sharedell'1,91% a 21.757 punti. Più sostenuti i rialzi sulle altre piazze europee con il Cac40 di Parigi, il Dax30 di Francoforte e l'Ibex di Madrid che guadagnano oltre due punti percentuali.

Prosegue intanto la buona seduta di Wall Street grazie alle indicazioni positive giunte dai dati trimestrali delle società. Ieri sera è arrivata quella di Intel, con utili oltre le attese. In giornata anche JPMorgan ha comunicato i dati del terzo trimestre, battendo le stime degli analisti. Intanto, sul circuito di Londra l'oro ha aggiornato il record a 1.374,15 dollari l'oncia.

Tra i migliori del listino i titoli Stmicroelectronics, salita del 2,53% a 5,68 euro in scia ai buoni conti di Intel, che ha anche alzato le previsioni sui ricavi per il quarto trimestre. Tra gli industriali bene Pirelli & C (+2,61% a 6,28 euro) e Fiat (+1% a 11,85 euro). In un listino caratterizzato dal segno più hanno perso quota tra i titoli a maggiore capitalizzazione soltanto Autogrill (-0,61% a 8,97 euro), Lottomatica (-0,51% a 11,64 euro) e Snam Rete Gas (-0,13% a 3,78 euro).

Bene anche Telecom Italia, in progresso dell'1,35% a 1,05 euro: il gruppo di telecomunicazioni guidato da Franco Bernabè sarebbe in trattativa per rilevare le attività in America Latina di Nextel, terzo operatore mobile Usa. Al palo invece Fastweb (+0,06% a 17,96 euro) che si mantiene intorno al prezzo dell'Opa lanciata da Swisscom.

Ancora qualche acquisto su Fonsai (+0,85% a 8,34 euro), dopo le mosse di Vincent Bollorè nella galassia dei Ligresti, mentre si sgonfia la speculazione sulla controllante Premafin (-0,30% a 1 euro). Strappo nel finale per Unicredit (+2% a 1,88 euro) dopo le indiscrezioni che vedono Roberto Nicastro in pole-position per la carica di direttore generale. In recupero Eni, dopo lo scivolone di ieri, che è salita dell'1,83% a 16,18 euro.

In Asia.

Poco mossa Tokyo (+0,2%) nuovamente alle prese con il caro yen, vicino ai massimi degli ultimi 15 anni sul dollaro. L'andamento dello yen ha smorzato parte degli effetti positivi derivanti dall'aumento, a sopresa, della produzione industriale a settembre. Allo stesso tempo le notizie sul fronte macroeconomico provenienti da Cina, Giappone e Australia rassicurano i mercati asiatici sulla solidità della ripresa nell'area e permettono alle Borse di chiudere la seduta in moderato rialzo. L'indice Msci Asia-Pacifico, che dall'inizio dell'anno ha guadagnato il 7,3%, sale dello 0,5%. Invariata Hong Kong, un pò più vivaci Seul (0,4%), Singapore (+0,9%) e soprattutto Mumbay (+1,5%). Shanghai avanza dello 0,5 per cento.

Le esportazioni in Cina sono cresciute del 25,1% rispetto allo scorso anno mentre le importazioni sono salite del 24,1%. A questa notizia fa da contrappeso il calo del surplus commerciale a settembre a 16,88 miliardi di dollari rispetto ai 20,di agosto. Dati positivi anche dell'Australia dove la fiducia dei consumatori è rimbalzata a ottobre mentre in Giappone gli ordini di macchinari sono cresciuti del 10% rispetto a luglio. Sui listini hanno così corso i titoli delle costruzioni, spinti anche dall'annuncio del governo cinese di una campagna per promuovere la vendita di materiali da costruzione nelle aree rurali. A Tokyo Fanuc ha guadagnato il 2,2% e Komatsu l'1,5% mentre il produttore cinese di materiali da costruzione, Anhui, è balzato del 6,8%. Le previsioni di Intel sui ricavi del quarto trimestre, attesi tra gli 11 e gli 11,8 miliardi di dollari, hanno dato forza al comparto dei semiconduttori con Hynix in rialzo del 2,9% e Tokyo Electron dell'1,7%. Male i titoli immobiliari a Hong Kong sui progetti del governo di rendere più accessibili i prezzi delle case.


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