MILANO (Reuters) - Standard and Poor's ha confermato il rating sovrano dell'Italia dando credito ai programmi governativi di riduzione di deficit e debito. L'agenzia avverte però che per il futuro della politica economica e di bilancio la potenziale instabilità politica rappresenta un fattore cruciale di rischio.
Il rating di lungo termine resta ad 'A+' e quello di breve ad 'A-1+', con prospettive stabili per entrambi.
In una nota l'agenzia - la più severa nel valutare il debito a lungo termine dell'Italia, che ha rating 'AA-' da Fitch e 'Aa2' da Moody's, con outlook stabile - spiega che lo scenario atteso è di un debito pubblico in stabilizzazione dal 2011. S&P conta che il governo prosegua tra 2011 e 2013 con il previsto contenimento della spesa pubblica.
"Il nostro scenario di base prevede che il disavanzo pubblico scenda a circa il 3% del Pil nel 2012 e il livello del debito del settore pubblico cominci a diminuire dal 2012", si legge nella nota.
Prima di allora, tuttavia, anche con l'attuazione integrale delle misure di consolidamento approvate in estate, il debito è destinato a raggiungere il 120% del Pil nel prossimo anno, secondo S&P.
Per l'agenzia la bassa crescita ostacola una discesa più sostenuta del debito e la "crescente fragilità dell'attuale coalizione di governo" è un freno a quelle riforme strutturali che servirebbero a rilanciare l'espansione economica con effetti potenzialmente positivi sul rating.
Lo sconfortante rilievo dell'agenzia è che la contrazione economica avvenuta tra 2007 e 2010 ha azzerato la maggioranza degli sforzi di risanamento del bilancio degli ultimi 10 anni.
Se l'Italia ha dalla sua la forza dei bilanci di famiglie e società - che hanno aiutato il finanziamento del debito pubblico e faciliteranno una graduale discesa dello stesso - si trova comunque a fronteggiare "impedimenti infrastrutturali, fisici e istituzionali".
L'economia ha una "bassa capacità di creare posti di lavoro e crescita".
In prospettiva a minacciare il rating sarebbe un'inattesa salita del debito dopo il 2011 dettata dal fatto che il governo non riesca ad attuare le misure di risanamento previste o a vararne di nuove necessarie a raggiungere gli obiettivi di bilancio.
(Valentina Za, valentina.za@thomsonreuters.com; +39 02 6612 9526; Reuters Messaging: valentina.za.reuters.com@reuters.net))
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